E POI SIAMO NOI AD AVERE BISOGNO DI LEZIONI MORALI!

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Esa 2010 non è un altro codice di certificazione di conformità per un prodotto e non è nemmeno una formula chimica di chissà quale diavoleria da laboratorio. La sigla identifica il documento rilasciato dalla UE, nel quale sono contenuti i nuovi parametri per il calcolo del PIL degli Stati membri. Perché occuparcene? Semplicemente per il motivo che, in base a questi parametri, i vari governi debbono predisporre i documenti finanziari per far quadrare i conti: in pratica dicono a noi cittadini quante tasse dobbiamo pagare. Quest’anno il disposto proveniente da Brouxelles è particolarmente rilevante, in quanto modificato dopo ben 19 anni. Finora, infatti, il PIL è stato calcolato in base ai parametri stabiliti nel 1995, quando esistevano ancora le monete nazionali.




Quanto uscito dalle stanze di Brouxelles fa almeno riflettere. Vi sono senz’altro misure da guardare con favore, come quella che consente di computare nel calcolo del Prodotto Interno Lordo gli investimenti per la ricerca, togliendo questa voce dal computo delle spese. Per l’Italia, ad esempio, attestata su una spesa delll’1,5 % dell’intero PIL, si tratta di un gioco che può valere 2,5 punti, in quanto ciò che inserisco nel ricavo, lo tolgo dalle spese. Lo stesso vale per gli investimenti per gli armamenti (evidentemente il monito proveniente dagli USA per un maggior impegno di capitali in favore della difesa ha sortito effetti) e, qui arrivano le note dolenti potrebbe valere per i proventi derivanti da spaccio di droga, prostituzione e contrabbando, tre settori in mano alle varie criminalità organizzate. I maligni d’oltre confine potrebbero affermare – non senza qualche fondamento – che si tratta di una norma tagliata su misura per l’Italia, patria della Mafia e delle sue consorelle! È superfluo dire che si è già scatenato il dibattito sull’opportunità morale di sistemare il bilancio inserendo la ricchezza derivante da simili attività criminali. L’ISTAT, nel frattempo, si è affrettata a “smorzare gli entusiasmi” minimizzandone gli effetti positivi. Ma tant’è: ormai il dado è tratto!
Sinceramente non riusciamo a comprendere le ragioni che hanno scatenato un simile meccanismo perverso: perché vanno bene i proventi dello spaccio di droga e non quelli derivanti da lavoro nero? In pratica delinque meno chi somministra la morte ai ragazzini fuori dalle scuole, di chi, magari, si guadagna da vivere dipingendo una parete. E l’insegnante che dà lezioni in nero? Secondo questo disposto, va messo in galera e gettata la chiave, perché danneggia le finanze dello Stato in due modi: non pagando le tasse su quanto guadagna e non portando benefici al prodotto interno lordo, in quanto una lezione di latino, d’inglese, di matematica ecc., vale meno di un paio di stecche di sigarette di contrabbando!
A poco valgono gli appelli a non “dopare” i bilanci non inserendo queste voci: la legge, nel bene o nel male, andrebbe rispettata, una volta approvata; andrebbero rispettate meno quelle “menti illuminate” capaci di ideare un meccanismo simile. Inseriscano le bellezze paesaggistiche, i monumenti, in pratica ciò che porta al “bene”! Questi “soloni della finanza” hanno riflettutto su come verranno percepite misure simili dalla gente comune? Più di qualcuno si sentirà autorizzato ad intraprendere attività poco lecite, “tanto l’Europa lo consente” è il ragionamento semplicistico di persone poco addentro a meccanismi simili.
Sta di fatto che, proprio quegli ambienti pronti a “bacchettare” l’Italia per la proprioa propensione alla corruzione e, dopo le vicende che hanno coinvolto alcuni ex Primi Ministri, per il dubbio senso del decoro,hanno fornito una lezione di bassissimo senso morale. Entrando un attimo nel nostro campo d’interesse principale, il mondo del calcio, quanto sta accadendo stride decisamente con l’indagine aperta dall’UEFA nei confronti del neo Presidente Federale Carlo Tavecchio, riferita alle frasi razziste pronunciate a luglio: sta a vedere che un concetto, per quanto infelice, è più grave di una dose di cocaina venduta ad un ragazzo; effettivamente le parole di Tavecchio non fanno bene al PIL.
Spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, contrabbando: anche questo ce lo chiede l’Europa?