UN VOTO CONTRO PER IL CAMBIAMENTO

“Seguendo i canoni della “buona politica”, il “voto contro” è una pratica inutile e disdicevole, in quanto non funzionale alla risoluzione dei problemi dello Stato. In altri momenti pure chi scrive non avrebbe esitato a sostenere questa tesi, ma in vista delle imminenti elezioni politiche la si ritiene una pratica quanto mai appropriata, soprattutto se l’astensione dovesse essere l’alternativa.

Gli effetti benefici dell’alta affluenza alle urne li abbiamo ampiamente illustrati nell’articolo L'ASTENSIONISMO DALLE URNE COME FORMA DI PROTESTA? FINIRÀ PER FARE IL GIOCO DEI "SOLITI NOTI", ECCO PERCHÍ; ora, a meno di due giorni dall’apertura dei seggi elettorali, cerchiamo di rispondere ad un quesito che molti si pongono: “votare sì, ma per chi?”



Voto contro: DEFINIAMO LA POSTA IN GIOCO

Due anni di chiusure, privazioni ed obblighi surrettizi, nei quali nemmeno i principi fondamentali della Costituzione hanno rappresentato un baluardo inattaccabile, portano al voto una popolazione ansiosa, impaurita e profondamente spaccata in tutti i suoi settori: dai luoghi di lavoro agli stessi ambiti familiari. Non bastasse, al quadro si aggiungono i problemi legati al caro energia provocato da speculazioni e guerra, il quale, molto probabilmente,costringerà tutti a modificare il proprio stile di vita, in barba alle promesse di benessere di vent’anni di globalizzazione ed Europa Unita. Allock-down sanitario potrebbe seguire quello energetico; quest’ultimo in vigore senza introdurre particolari DPCM notturni, ma semplicemente per mancanza delle materie prime. E sullo sfondo di tutto questo? Troviamo una concezione distorta dei diritti civili volta a minare i fondamenti dell’individuo visto come causa assoluta di tutti i mali del pianeta, in nome di un ambientalismo funzionale per dichiarare nuove emergenze che gioco forza finiscono con l’impattare sulla vita privata e sulla libertà dei singoli. Il richiamo al pericolo fascista, poi, rimane la coperta di linus da tirare fuori per salvaguardare lo status-quo!

Il singolo, l’individuo paiono concetti destinati a sparire sotto il controllo di ritrovati tecnologici sempre più invasivi. La tecnica è ben collaudata: si mettono sul piatto fini nobili come comodita, inclusione e facilitazione per tutti, tutte ragioni sufficienti per modificare qualche piccola abitudine. Ne beneficiano le grandi catene, le grandi compagnie, i grandi network, gli unici in grado di resistere, con buona pace dei piccoli negozi, delle piccole attività, dei piccoli artigiani che hanno reso ogni villaggio, paese o città unici. Ormai i centri storici paiono dei mega centri commerciali con negozi tutti uguali da nord a sud, da est ad ovest.

Ragionare di voto contro, in questo caso, significa innanzitutto approvare o meno il modello di vita che, in modo mellifluo, intelligenzia, potentati finanziari ed industriali, politici e media stanno imponendo a noi e soprattutto ai nostri figli.

Voto contro: DUE PAROLE SUI RESPONSABILI

Tra i responsabili di questa corsa verso un modello distorto di società ci sono categorie che non siamo chiamati a scegliere: intelligenzia, potentati industriali e finanziari e media, ma esiste una categoria chiamata a dirigere i giochi: quella degli uomini politici e questi sì che ricevono l’avvallo del popolo, a prescindere dai magheggi escogitati tra le mura istituzionali per riuscire a rimanere in sella, con annessi e connessi! Domenica 25 settembre siamo chiamati a giudicare il lavoro svolto da un’intera classe politica e, a giudicare dal quadro delineato in precedenza, il voto contro va rivolto soprattutto a loro! Le risposte date in costante ritardo, le soluzioni anacronistiche (monopattini, banchi a rotelle, tachipirina e vigile attesa, green-pass), l’incapacità di ascoltare anche le voci contrarie all’operato delle istituzioni, le reazioni scomposte (gli idranti sulla folla di Trieste) sono a nostro avviso ragioni sufficienti per punire un’intera classe politica: da destra a sinistra!

Rimanere fuori dalle urne comporta l’avvallo implicito di quanto fatto dalla politica in questi ultimi cinque anni e, soprattutto del disegno futuro. In caso di bassa influenza si assisterà al solito minuto di riflessione sulla mancata partecipazione di larga parte della popolazione, ma vincitori e vinti si fregheranno le mani per il pericolo scampato guardando il bicchiere che sarà sempre e comunque mezzo pieno!

Il voto contro sarà l’unico modo di togliere loro il terreno da sotto i piedi, mettendo persone che potranno infilare qualche sassolino in un ingranaggio che pare ben oleato!

Voto contro: LE FORZE ANTI-SISTEMA

No vacs, no-mask, no green-pass, negazionisti, complottisti sono gli epiteti affibbiati, non senza acredine, a chi ha osato contestare le decisioni dei governi in questi ultimi trenta mesi, compreso l’Esecutivo dei Migliori, naufragato per la volontà di chi non ha voluto accettare mediazioni, probabilmente conscio del disastro verso cui il Paese è diretto. Dalla protesta nelle piazze sono nati quattro movimenti politici aagguerriti, animati dalla ferma volontà di far luce su quanto accaduto a partire dal febbraio del 2020. Altro punto in comune tra tutti è l’opposizione al progettto globalista tanto caro ai potentati economico-finanziari: i cosiddetti poteri forti, di cui l’ultimo Presidente del Consiglio in carica è un rappresentante di spicco. Altro punto in comune è la gestione della politica estera che sta portando Italia ed Europa sull’orlo di una crisi economica i cui risvolti dannosi sono completamente sconosciuti, compresi quelli della guerra in corso tra Russia ed Ucraina, alla quale gli ormai tristemente “soliti noti” hanno deciso di prendere parte, sempre in modo surrettizio.

Dare fiducia e spazio a queste forze, attraverso ilvoto contro, rimane l’unica possibilità a disposizione per chiarire qual’è il modello di società nel quale vogliamo vivere.

IN CONCLUSIONE