QUANDO IL BUE DÀ DEL CORNUTO ALL’ASINO!

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Lunedì 21 dicembre 2015, solstizio d’inverno e giorno buio per il calcio mondiale! La FIFA condanna il suo Presidente, Joseph Blatter e quello UEFA Michel Platini ad una squalifica per otto anni da qualsiasi incarico ufficiale inerente il gioco del pallone, dichiarando i due dirigenti colpevoli di corruzione! Cerchiamo di capire perché possiamo applicare questo proverbio all’intera vicenda!
9 giugno 2006: l’Italia alza al cielo di Berlino la coppa del mondo di calcio sotto legida della FIFA, ma a premiarla non c’è il Presidente Joseph Blatter! Scuse di circostanza per giustificare l’assenza dall’evento chiave dell’intera manifestazione, quando si designa la federazione che, per i quattro anni seguenti, dovrà essere considerata la migliore del pianeta! Più di qualche voce di corridoio racconta che lo svizzero non avrebbe voluto rischiare di dover premiare il capitano di una nazionale figlia di uno degli scandali peggiori della storia del calcio. Mai timore fu più foriero di successo per il nostro calcio: in pieno scandalo-Moggi il movimento azzurro diventa Campione del Mondo per la quarta volta da quando è stata inventata la massima rassegna planetaria del football.




Non contento, nei mesi e negli anni successivi non ha mai mancato di sottolineare i difetti del nostro movimento, quasi fossero un’esclusiva derivante dalla natura della gente italica, salvo poi scoprire che, ad esempio, l’inciviltà e l’intolleranza è patrimonio di tutti. Spesso e volentieri, il buon Joseph Blatter ha avuto nell’allora fido Michel Platini un’ottima spalla nel criticare vizi e lazzi dei dirigenti regolarmente eletti! Ricordiamo tutti la decisione presa dall’UEFA di mettere sotto osservazione il neo presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio (squalificato per sei mesi), dopo le sue uscite di stampo razzista.
Tutto cambia nelle prime settimane di quest’estate del 2015, quando iniziano a venire alla luce le manovre occulte e ben retribuite (di sottobanco naturalmente) per l’assegnazione di campionati mondiali o europei, con beneficiari Russia e Qatar, i quali, a loro volta, non hanno mancato di esprimere la loro riconoscenza in modo tangibile. Abbiamo assistito anche alla triste rottura del sodalizio Platini-Blatter, col francese ex Juventus infervorato nel chiedere il fatidico passo indietro allo svizzero, vedendosi la strada spianata alla massima carica mondiale. Invece entrambi sono accumunati nello scandalo, banditi dal regno per otto lunghi anni, fine della carriera per l’ultra ottantenne Presidente uscente (per ovvie ragioni anagrafiche), mentre “Le Roi” annuncia battaglia su tutti i fronti, proprio come ha fatto Luciano Moggi, quello che ha reso indegno l’intero movimento azzurro, quello che, secondo i due dirigenti che, naturalmente continuano a professare la loro assoluta immacolatezza, avrebbe dovuto accettare la sentenza! Insomma, per farla breve:
QUANDO IL BUE DÀ DEL CORNUTO ALL’ASINO!

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