CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

JEAN MARC BOSMAN: STORIA DI UN OBLIO

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Chi è Jean Marc Bosmann? Non certo un fuoriclasse! Eppure il suo nome rimarrà scritto indelebilmente nei libri di storia del calcio. Probabilmente nessuno ha avuto un impatto tanto devastante su consuetudini radicate in un mondosolitamente restio ad uscire dal solco della tradizione. Eppure: la sua è una delle tante vicende umane tristi che ruotano attorno al pazzo mondo del “Dio Pallone”.
Nasce a Liegi il 30 ottobre del 1964. È un ragazzo nel primo periodo d’oro del calcio belga, quello a cavallo degli anni settanta ed ottanta, quando entra nel settore giovanile dello Standard, la principale società della sua città, campione del Belgio nel 1982. Grande faticatore di centrocampo, viene aggregato alla prima squadra nel 1983, partecipando al successo in supercoppa del Belggio contro il Beveren.




Negli anni in cui milita nello Standard Liegi Jean Marc Bosman esordisce anche in Coppa UEFA, dove colleziona nove presenze, mentre è uno dei punti fermi della nazionale Under 21 del suo Paese, di cui indossa anche la fascia di capitano.
Nel 1988 viene ceduto all’altra squadra di Liegi, l’RFC, con la quale conquista una Coppa del Belgio. Per altro il suo rapporto con il nuovo ambienete non decolla, tanto che a fine contratto decide di accettare l’offerta del Dunkerque, formazione francese militante in serie B, la quale gli garantisce un ruolo da protagonista.

Jean Marc Bosman: IL TRASFERIMENTO SALTATO E LA BATTAGLIA LEGALE

Nell’estate del mondiale in Italia RFC Liegi e Dunkerque non trovano l’accordo economico per il passaggio di Jean Marc nella serie B di Francia. I regolamenti vigenti prevedono che, in caso di trasferimento di un giocatore col contratto in scadenza, alla società venga comunque corrisposto un compenso, all’epoca detto parametro. Il rapporto tra il calciatore e la società si incrina, tanto che viene posto fuori rosa e lo stipendio gli viene ridotto al minimo sindacale. A questo punto Bosman, fiutando i venti di cambiamento in Europa, intenta una causa, fondata proprio sul diritto di libera circolazione delle persone nell’ambito dell’alllora C.E.E.. Professionalmente, sparisce dal calcio che conta, tenendosi in attività girovagando in squadre di seconda fascia.
Il 15 dicembre 1995 arriva la sentenza che cambia il corso della storia del calcio e, probabilmente, quello della sua vita. I calciatori vengono assimilati a tutti i lavoratori europei ed, in vacanza di contratto, hanno diritto di trasferirsi gratuitamente in qualsiasi Paese componente la Comunità. Per lui, ormai trentenne, la carriera può anche ricominciare.

Jean Marc Bosman: LA LUNGA STRADA VERSO L’OBLIO

Fin dall’estate del 1996, tutte le società del continente cercano di trarre il massimo vantaggio dalla nuova situazione
, che, per altro crea anche dei contraccolpi al loro interno riducendo il valore legato al parco giocatori. Tuttisembrano poter trovare una loro collocazione, non Jean Marc. I dirigenti non vedono di buon occhio l’uomo che, bene o male, li sta costringendo a rivedere l’intero assetto societario. Cade in depressione, finendo nella rete dell’alcolismo, al punto da essere ricoverato in ospedale, da dove esce disintossicato il 27 dicembre del 2007. Nel 2012 il Tribunale di Liegi lo condanna ad un anno di carcere per violenza domestica, a causa di un’aggressione compiuta ai danni della compagna e della figlia di lei. Evita la prigione grazie alla condizionale, ma torna in aula un anno più tardi per non avere rispettato le misure cautelari imposte dalla giustizia, venendo così incarcerato.
Scontata la condanna, Jean Marc Bosman, l’uomo che ha cambiato la storia del calcio, vive solo grazie ad un modesto sussidio statale.
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