CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

INIZIA LA NUOVA ERA PER IL MONDO DEL CALCIO E DELLO SPORT

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Il 30 giugno 1996, giorno del primo trionfo calcistico della Germania riunificata, regina d’Europa, segna la fine di un’epoca: dall’1 luglio inizia una nuova era per il mondo del calcio e dello sport. Le federazioni e le società affiliate devono adeguarsi ai dettami della Sentenza Bosman, con gli atleti cittadini della Comunità Europea liberi di tesserarsi in qualsiasi nazione all’interno di essa. Il tutto va naturalmente inquadrato nel processo di “unificazione” che sta avvenendo all’interno del Vecchio Continente, dove stanno cadendo tutte le barriere che impediscono la libera circolazione di merci e persone, mentre si sta mettendo a punto la nuova moneta unica, in procinto di sostituire le divise nazionali al momento in corso di validità.
Cambia pure la formula della Champion’s League! Per l’ultima volta a giocarsela saranno solamente le squadre vincitrici dei campionati. A partire dalla stagione 1997-98 le nazioni più titolate del continente avranno diritto ad iscrivere le prime due classificate del campionato. L’intento è quello di giungere ad un vero e proprio campionato europeo per club, con la presenza costante delle squadre più forti. L’irruzione sulla scena delle Tv a pagamento, disposte a versare cifre astronomiche per acquisire i diritti delle varie competizioni, crea la necessità di offrire un prodotto il più vendibile possibile. Va da sè che uno dei parametri da prendere in considerazione diventa il bacino di tifosi di ogni club, i quali saranno maggiormente invogliati ad acquistare il pacchetto TV solo se la loro squadra del cuore sarà protagonista dell’evento in questione.




Senza dubbio il principale torneo continentale acquisisce in competitività, ma perde in fascino! D’ora in avanti, a laurearsi Campione d’Europa potrebbe essere una squadra che non ha vinto il proprio campionato. L’allargamento, poi, costringe le società appartenenti alle federazioni minori a disputare svariati turni di pre-qualifica, arrivando decimate ai gironi che contano. A pagar dazio saranno soprattutto le formazioni dell’est e del nord Europa. Due sono le ragioni principali:

  • i bassi ingaggi che queste possono garantire, spingono i loro giocatori più talentuosi a cercar fortuna in campionati più remunerativi;
  • i bassi coefficenti UEFA, che stabiliscono la gerarchia di valori con cui si stabilirà il numero di squadre che ciascuna nazione avrà diritto ad iscrivere nella massima competizione continentale.
  • Nuova era per il mondo del calcio e dello sport, si diceva in apertura! La sentenza Bosman, infatti, ha effetto in tutte le discipline in cui il professionismo è ammesso. Per qualche anno ancora le società riusciranno ad ovviare alla questione dei parametri, ma gli atleti potranno accasarsi liberamente all’interno dell’Unione europea. IL fenomeno riguarderà principalmente gli sport di squadra: dal volley, disciplina in cui l’Italia, al momento, rappresenta il reale punto di riferimento, al basket, per terminare con rugby e palla a nuoto. Al momento per questi sport, considerati minori, vi sono grandi prospettive di sviluppo in questa nuova era!

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