CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

IL CROLLO DI MIGUEL INDURAIN, LE TRAPPOLE DI BERTINOTTI E LA DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA DELLA PADANIA SULLA STRADA VERSO L’EUROPA UNITA

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Più che il mondo dello sport, squassato dalla sentenza Bosman, è la politica ad essere coinvolta nel processo che dovrebbe condurre l’Italia verso l’Europa Unita. Trattandosi essenzialmente di un’uonione di carattere economico-finanziaria, il governo è chiamato a risolvere gli ormai annosi problemi di bilancio che potrebbero precludere alla nazione l’entrata nella moneta unica nascente. Sull’argomento è molto chiaro il commissario europeo Mario Monti nel rinnovare le critiche al governo Prodi – in carica da meno di un mese -, alle sue misure e alla sua finanziaria. Ancora il primo luglio afferma: “Non entreremo mai in Europa con questi palliativi. Non sono sufficienti”.




La risposta ai rilievi del Prof. Monti arriva il 3 luglio. Il ministro dell’Economia Carlo Azelio CIAMPI annuncia una probabile manovra-bis all’inizio del 1997 di altri 20.000 miliardi, che ritiene necessaria per entrare in Europa. Dove rastrellerà questa somma è ancora un mistero. È solo l’inizio di uno stillicidio che non si fermerà più, fino a decidere che a pagare l’ingresso nella Ue, saranno tutti gli italiani, prelevando una parte del loro reddito direttamente dagli stipendi, e perfino dalle pensioni (anche quelle minime).

L’Italia verso l’Europa unita: POLEMICHE TRA FUTURO E RITORNO AL PASSATO

Frattanto in Russia viene rieletto Boris El’cin, una delle figure politiche più controverse dell’ultima parte del XX secolo. Ma è un’altro evento a squotere le coscenze! A Roslin, località della Scozia nasce lla pecora Dolly, il primo mammifero frutto di clonazione. Un ovino come tanti? Assolutamente no! Si tratta del primo essere vivente creato attraverso la clonazione del DNA di un suo simile! L’esperimento degli scienziati britannici dimostra che tutti gli esseri viventi possono essere ripetibili. L’opinione pubblica non manca di spaccarsi tra chi è favorevole a qualsiasi ricerca della scienza e chi, al contrario, vorrebbe porre limiti etici anche al sapere. Nonostante si sappia giàche Dolly trascorrerà una vita di sofferenza, in molti campeggia il terrore che, un domani, si vada a ridarvita a mostri del passato!
La polemica arriva anche in Italia, col Governo immerso nei problemi di carattere economico e sociale. A Milano, giusto per aggiungere altra carne al fuoco delle controversie, torna alla ribalta un argomento scottante che  ha fatto sempre discutere da oltre quarant’anni, ogni volta che è stato riproposto: abolizione o ridiscussione della Legge Merlin. Una mozione per la riapertura delle “Case Chiuse” per disciplinare il fenomeno della prostituzione è stata presentata da Forza Italia, dai Socialisti e dai Cristiano Democratici, al Consiglio regionale della Lombardia. Si riaprono le polemiche tra moralisti e falsi moralisti.

L’Italia verso l’Europa: CROLLA MIGUEL INDURAIN

Arriva anche il primo weekend di questo piovoso luglio 1996, col Tour de France entrato nel vivo, mentre sale di tono la polemica all’interno della maggioranza. Per il Presidente del Consiglio Romano Prodi inizia il “calvario” BERTINOTTI. Il leader di Rifondazione Comunista boccia la manovra economica e annuncia che non darà il voto se non dopo alcune modifiche sostanziali.
Come accennato, la settima tappa della Grand Boucle prevede già le Alpi, con un tappone che passerà alla storia: si affrontano tre salite dure, la Madeleine, il Cornet de Roselend, la salita finale a Les Arcs. Indurain controlla la corsa, mentre la maglia gialla Heulot va in crisi nera e si ritira tra le lacrime, nessuno osa attaccare il navarro, che ad un certo punto della salita si mette in testa a tirare mentre gli avversari lo accompagnano a ventaglio. “Sembra un re circondato dai suoi paggetti” chiosa la voce storica del ciclismo Adriano De Zan in diretta televisiva, e in effetti il dominio di Indurain sembra assoluto. Invece accade l’inverosimile: il pluricampione iberico va in crisi nera a tre chilometri dall’arrivo, e si stacca senza che gli altri neanche forzino l’andatura. Chiede acqua ma fatica a tenere il ritmo di Zulle, anche lui in evidente difficoltà.
Gli avversari tentennano un po’, sorpresi anche loro dall’improvvisa crisi del navarro, poi si scatenano per mettere fuori gioco un così ingombrante rivale: parte prima Leblanc, poi in ordine sparso ad un minuto arrivano Rominger, il carneade Luttenberger, Olano, Berzin, Riis e Ullrich. Il russo si veste di giallo (dopo essere stato maglia rosa l’anno prima al Giro d’Italia) ma i primi dieci della generale sono racchiusi in un solo minuto. Indurain invece ne prende quattro e mezzo al traguardo e il giorno dopo è chiamato alla riscossa nella cronoscalata della Val d’Isère. Questa volta, però il cronometro non gli è amico e nemmeno la mini tappa del Sestriere lo aiuta a risalire in graduatoria. Sono 46 chilometri di passione che lanciano in orbita il danese Byarne Riis, nuova maglia gialla. Partito come “luogo tenente ” dell’astro nascente Jan Ulrich, questo passista sembra letteralmente spianare la salita, infliggendo autentiche batoste ai diretti concorrenti. Sarà vera gloria? Al momento tutti i peana gli sono dovuti!
Nel weekend che decreta il probabile tramonto del fuoriclasse di Navarra, sale agli onori della cronaca la quindicenne Martina Iggins. Svizzera, con un destino nel nome, la ragazza è la più giovane ad aver trionfato al torneo tennistico di Wimbledom, terreno di conquista di Martina Navratilova, di cui la mamma del nuovo talento elvetico è sempre stata una fan accanita!

L’Italia verso l’Europa: FAUSTO BERTINOTTI UOMO DI PAROLA

La nuova settimana si apre con l’iter di approvazione della manovra che dovrebbe condurre l’Italia verso l’Europa, nell’alveo della moneta unica. Lunedì 9 il governo va ai voti senza nemmeno ascoltar Fausto Bertinotti. Evidentemente qualcuno in seno all’Esecutivo confida sull’usuale fedeltà tra alleati. Invece, il documento di programmazione economica non passa. Il Governo è battuto quattro volte dai voti contrari di Rifondazione, ovviamente insieme all’opposizione del Polo e della Lega. È il primo di una lunga serie di smacchi inflitti al Governo da Fausto Bertinotti, uomo per nulla incline a sacrificare le proprie idee alla ragion di Stato. E poco importa se in questo modo fa un regalo a quell’opposizione che non perde l’occasione per criminalizzarne la visione del mondo, con l’accusa di vetero-comunismo.
Il giorno successivo Prodi ci riprova, ma è bocciato altre due volte. Non gli resta che siglare un accordo con Rifondazione, per ritoccare  la Finanziaria. Intanto l’opposizione schernisce il governo “siete in mano ai comunisti, ai comunisti peggiori, di Cossutta e Bertinotti, ricattati dagli stalinisti doc”.
Frattanto, la serata di martedì 10 giugno rappresenta una data storica per la musica rock. La Plaza de Toros di Madrid è teatro di un grandioso concerto della band heavi ACDC. Attivi dalla seconda metà degli anni settanta, i fratelli Young con la voce di Brian Johnson costituiscono un mix esplosivo che fa della semplicità il suo marchio di fabbrica. Batteria, basso, chitarre e tanta energia sono la ricetta che ne ha fatto un’icona assoluta dell’hard rock mondiale.

L’Italia verso l’Europa: E UMBERTO BOSSI PARLAVA DI PADANIA LIBERA

Il clima propone uno dei mesi di luglio più freddi degli ultimi anni, in chiaro contrasto col clima della politica, arroventato come non mai! Ad alzare la temperatura ha contribuito certamente il fuoco amico di Fausto Bertinotti riservato agli alleati di governo, impallinati come fagiani d’allevamento dalla sua intransigenza! Grasso che cola per la polemica delle opposizioni, pronte a mettere in risalto tutte le contraddizioni di una coalizione costruita “contra personam”! Il termometro tuttavia raggiungerà vette impensabili a fine settimana.
Sabato 13 luglio il segretario della Lega Nord Umberto BOSSI annuncia il “Giorno dell’Indipendenza della Padania”. Si svolgerà il 15 settembre lungo il corso di tutto il Po, dalla sorgente alla foce. La “radiosa”  giornata culminerà a Venezia. I veneziani frenano però: la vecchia Lega Veneta, costituitasi prima ancora di quella Lombarda (così si chiamava quella di Bossi nel ’87)  inizia a nutrire una certa diffidenza verso il lombardo. Non hanno dimenticato il passato, le continue dispute con i Visconti, nè hanno dimenticato i tradimenti del doppiogiochista Carmagnola (VEDI 1421!). 
La battuta che circola in Veneto è questa: “Nè schiavi di Roma, nè servi di Milano; qui è casa nostra!”, rammentando che il vessillo della Serenissima Repubblica di San Marco ha sventolato alto e libero per oltre sette secoli! E l’Italia verso l’Europa deve and andarci anche così!

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