CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA CERIMONIA D’APERTURA DELLE OLIMPIADI DI ATLANTA

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Finalmente ci siamo: il 19 luglio 1996 si inaugurano le Olimpiadi di Atlanta. È un’edizione molto attesa, trattandosi di celebrare il centenario della prima storica edizione dell’era moderna, pensata e voluta dal Barone Pierre de Coubertin. I sentimenti avrebbero voluto Atene quale sede del principale evento sportivo, ma gli interessi economici attorno all’evento conducono a tutt’altra soluzione. La Cocacola, sponsor storico della manifestazione a cinque cerchi, porta a casa l’intero cucuzzaro, con buona pace degli idealisti! Niente Partenone, niente rievocazioni in loco, ma un assaggio di quella che conosceremo come realtà virtuale.
Chiaramente dello spirito decoubertiano non è rimasto nulla, tuttavia si respira aria nuova. Dopo innumerevoli edizioni, tutte le federazioni aderenti al CIO partecipano all’evento, senza boicottaggi o squalifiche comminate dalla principale organizzazione sportiva mondiale. Il numero dei comitati olimpici è aumentato a dismisura dopo i recenti sconvolgimenti che, soprattutto nell’Europa orientale, hanno visto la nascita di numerose nazioni.




Le Olimpiadi di Atlanta: UNO SGUARDO ALL’ITALIA

Le Olimpiadi di Atlanta si inaugurano in una data divenuta tragicamente storica per l’Italia. Ricorre infatti il quarto anniversario della strage di via D’Amelio, dove, un attentato mafioso di stampo medio-orientale, ha annientato il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta. Questa non è altro che una delle ferite lasciate dal recente passato, ancora impunite. Alla riflessione contribuisce la presentazione della nuova produzione televisiva con protagonisti Claudio Amendola e Francesca Neri.
Tra le ferite da sanare ci sono anche quelle lasciate da “Mani Pulite”! La storia d’amore tra il Paese e il pool milanese sembra finita. Da tempo è in atto una campagna tesa quanto meno a ridimensionarne la portata morale (quando non a screditarne l’operato). Siamo ormai alle vie legali, con l’intera compagine unita nella querela, presidente Francesco Saverio Borrelli in testa! Il provvedimento non riguarda un uomo politico o un ministro, ma il giornalista de’ Il Giornale Andrea Pasqualetto. Nel suo articolo riguardante il concorso letterario “Porco chi scrive, porco chi legge”, nel quale, ovviamente è premiato il miglior scritto a sfondo erotico, egli ipotizza che il misterioso Tango autore del libro vincitore “Smanie Pulite” sia uno dei magistrati di punta del Pool. L’ambientazione della storia narrata sarebbe un fantomatico tribunale nel quale l’eros la fa da padrone. Vero è, in tutta questa vicenda, che lo stesso organizzatore del concorso teramano ha affermato che Tango sarebbe un magistrato con sporadiche collaborazioni col Pool! Ma tanto sdegno sembra comunque fuori luogo, a meno che, attraverso questa azione, non si vogliano mandare altri messaggi! Il proprietario de “Il Giornale” è pur sempre fratello di uno dei principali obbiettivi d’indagine del Pool, un uomo che possiede reti televisive dalle quali, oquasi ogni giorno all’ora del caffè post pranzo partono autentiche bordate contro il pool stesso!
Non è una bordata, ma un’autentica stoccata, quella scoccata da Pietro Mennea a Michael Johnson, il duecentista statunitense che, ormai 23 giorni prima, ha battuto il suo record storico ottenuto a Città del Messico nel 1979. In un’intervista rilasciata a Radio Vaticano il grande velocista barlettano tende a ridimensionare l’impresa di uno degli uomini più attesi di questa manifestazione olimpica. È invece un’autentica protesta quella inscenata da alcuni movimenti a difesa della condizione delle donne, che arriva a chiedere l’esclusione dai giochi di tutte quelle nazioni che, per legge, impediscono al gentil sesso di partecipare alla massima competizione sportiva. Nel mirino, naturalmente, alcuni Paesi di matrice islamica come Iran, Sudan e Arabia Saudita.

Le Olimpiadi di Atlanta: LE ASPETTATIVE AZZURRE

Ormai l’ora della cerimonia d’apertura è imminente. Sfilerà anche una delegazione azzurra ricca di aspettative. Per le Olimpiadi di Atlanta ci si aspetta molto dalla nazionale di volley, desiderosa di conquistare l’unico alloro mancante ad una collezione di successi ormai infinita. Dal 1989 gli azzurri, alla guida di Julio Velasco, hanno vinto tutto ciò che c’era da vincere, con l’unico passaggio a vuoto rappresntato dal quinto posto alle Olimpiadi di Barcellona.
Altrettanto ci si aspetta dalla nazionale di palla a nuoto campione olimpica uscente, dopo la splendida finale di Barcellona. Sotto la guida del croato Ratko Rudic il “Settebello” si è confermato laureandosi Campione del Mondo nel 1994 nell’edizione organizzata a Roma. Pure il calcio non nasconde le proprie velleità di medaglia. Agli ordini di Cesare Maldini, arriva negli USA la rappresentativa Under 21 tre volte campione d’Europa in carica, impreziosita dall’apporto del bomber Manrco Branca. Da questa edizione,infatti, il CIO consente alle nazionali – tutte under 23 – di inserire in rosa tre giocatori fuori quota. Ecco spiegata, ad esempio, la presenza dell’esperto Bebeto nel Brasile, che punta decisamente a vincere la medaglia d’oro, successo che ancora manca alla federazione sudamericana campione iridata in carica.
Per il resto ciclismo, tiro, scherma e canoa/canottaggio dovrebbero costituire i nostri principali terreni di conquista. Poco ci si attende dalla disciplina regina alle Olimpiadi: l’atletica leggera, dove il ricambio generazionale sta tardando a farsi vedere.

Le Olimpiadi di Atlanta: LA SOFFERENZA DI MOHAMED ALI NELLA CERIMONIA D’APERTURA!

Atlanta, da molti conosciuta solo per la Cocacola e per essere la location di alcune scene chiave del celeberrimo film “Via col vento”, si prepara a vivere il proprio momento da Capitale del Mondo. Per oltre due settimane tutti gli occhi saranno puntati su questa città del profondo sud degli Stati Uniti d’America. C’è voglia di festa, ma anche molta attenzione, accuita dai recentissimi eventi. Voci incontrollate, infatti, parlano di un evento di matrice terroristica dietro la recentissima sciagura aerea di New York, alle quali si assommano alcune minacce giunte a chi di dovere. I controlli sono meticolosi e non guardano in faccia nessuno! Se ne accorge, suo malgrado, il miliardario Ted Turner, marito di Jane Fonda e proprietario della CNN, bloccato all’entrata dei suoi stessi uffici, perché non riconosciuto!
In questo clima di eccitazione e nevrosi parte finalmente la cerimonia, tra luci mirabolanti e coreografie da sogno. Sfilano tutte le delegazioni tra il tripudio generale. L’emozione degli astanti tocca probabilmente l’apice quando entra nello stadio la fiamma olimpica portata da un ultimo tedoforo d’eccezione. Il simbolo principe della manifestazione a cinque cerchi arriva all’interno dell’avveniristico impianto di Atlanta sulle gambe malferme e sofferenti di Mohamed Ali, Cassius Clay. L’uomo capace di rendere poesia la box, danzando sul ring, ora fatica a reggersi in piedi, menomato dai terribili effetti del morbo di Parkinson. Trema mentre posa il bracere e, con voce malferma, prova a dire qualcosa! Il messaggio, però è già arrivato forte e chiaro: è quello di una persona che vuole combattere fino all’ultimo, proprio quello che dovranno fare i quasi diecimila atleti che si sfideranno in campi, palestre e specchi d’acqua nelle prossime due settimane.

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