CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

CAMPIONATO EUROPEO 1992: SEMIFINALI E FINALE

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Tensione e dolore, come detto, costituiscono lo sfondo su cui si svolge questo Campionato Europeo di calcio. Alcune questioni stanno giungendo a

conclusione, altre, invece se ne aprono! Tutto questo vale per l’Italia, dove, il 19 giugno, la lunga crisi di governo sembra aver trovato una soluzione, affidando

l’incarico al socialista Giuliano Amato, il quale potrà contare sull’appoggio del pproprio partito, unito a quello di DC, PSDI e PLI.




Frattanto, c’è maretta nel principale partito d’opposizione; i Miglioristi hannodeciso di non entrar a far parte della Segreteria di Achille Occhetto, l’uomo che sta

portando avanti un grande cambiamento nell’ex PCI, causa di grandi polemiche e di una vera e propria sissione.
Conl’estate alle porte, a far notizia è la sparizione del diario di Giovanni Falcone. Mai conosceremo i segreti in esso contenuti; qualcuno, probabilmente, ha avuto

interesse a chiudergli la bocca anche da morto!
Tra questi non c’è sicuramente il “Dio Pallone”, cinico ed indifferente a tutto ciò che gli gira intorno! Nella prima serata ufficiale d’estate si disputa infatt la

prima semifinale che vede i padroni di casa della Svezia opposti alla Germania Campione del Mondo in carica.

Stoccolma (Rasunda Solna Stadion) – domenica 21 giugno 1992
SVEZIA – GERMANIA (Semifinale)
RETI: 11′ Hassler, 59′ Riedle, 65′ Brolin (SV) rig., 89′ Riedle, 90′ Andersson K. (PR).
SVEZIA: Ravelli, Nilsson R., Eriksson; Ljung, Bjorklund, Nilsson J. (60′ Limpar); Ingesson, Thern (cap), Andersson K, Brolin, Dahlin (73′ Ekstrom). C.T.: T.

Svensson.
GERMANIA: Illgner, Reuter, Brehme (cap.); Kohler, Buchwald, Helmer; Hassler, Sammer, Effenberg, Riedle, Klinsmann (90′ Doll). C.T.: (. Vogts).
ARBITRO: T. Lanese(Italia).
SPETTATORI: 28.812.

Il fattore campo non si rivela decisivo: la Germania, reduce dalla pesante sconfitta subita contro l’Olanda, reagisce, controllando la partita

per oltre un’ora, fino al rigore trasformato da Thomas Brolin, che dimezza le distanze dando vita ad una mezz’ora di grande pathos. Il centr’avanti della Lazio (c’è

comunque tanta Italia in questi campionati d’Europa) trova il gol sicurezza ad un minuto dal termine, ma il lungo Kennet Andersson rende la sconfitta meno pesante per

gli scandinavi.
La nuova settimana inizia con l’altra semiifinale con l’Olanda chiamata a fronteggiare l’entusiasmo della sorpresa Danimarca. Alla squadra si è unito nuovamente il

centrocampista Kim Wilfort, il quale, almeno per un paio d’ore, ha la possibilità di mettere da parte la tremenda tragedia familiare che lo sta colpendo!

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Goteborg (Nya Ullevi Stadion) – lunedì 22 giugno 1992
DANIMARCA – OLANDA 67-6 d.c.r. (Semifinale)
RETI: 6′ Larsen, 23′ Bergkamp (OL), 33′ Larsen, 86′ Rijkaard (OL)
DANIMARCA: Schmeichel, Sivebaek, Piechnik; Olsen L. (cap.), Andersen (70′ Christiansen), Christofte; Larsen, Jensen, Povlsen, Vilfort, Laudrup II (57′ Elstrup). C.T.:

R. Möller Nielsen.
OLANDA: Van Breukelen, Van Tiggelen, Koeman I; De Boer F. (46′ Kieft), Rijkaard, Wouters; Witschge, Bergkamp, Van Basten, Gullit, Roy (115′ Van’t Schip). C.tT.: R.

Michels.
ARBITRO: E. Aladren (Spagna),
SPETTATORI: 37.840.

Pure questa semifinale, analogamente a quantoa vvenuto ventiquattr’ore prima, regala emozioni in serie, quasi a voler risarcire gli spettatori

della noia della prima fase. L’Olanda è costretta ad inseguire le prodezze di Henric Larsen, giocatore attualmente senza squadra, ma in forza al Pisa, che ha dovuto

accantonarlo in quanto, disputando il campionato di serie B, può avere in rosa solamente due giocatori stranieri. Il centrocampista ha la possibilità di ricostruirsi

una carriera, missione che gli sta riuscendo al meglio. La prima volta gli orange rimettono in piedi la gara grazie ad una nuova prodezza di Dennis Bergkamp, mentre

spetta a Frank Rijkaard l’onore di realizzare la rete che manda tutti ai tempi supplementari. Il colpo subito a quattro minuti dal termine, col virtuale striscione del

traguardo ben in vista, dovrebbe rivelarsi fatale per chi lo subisce e, nel contempo, fare da corroborante alle forze di chi sta rimontando. Invece la piccola

Danimarca sovverte tutto questo, portando il match ai calci di rigore. A questo punto sale in cattedra il forte portiere Peter Schmaikel, capace di neutralizzare il

penalty calciato da Marco Van Basten. Alla fine la gioia danese è indescrivibile: comunque vada l’impresa è stata compiuta e si rimane a Göteborg!
Nei giorni che precedono l’ultimo atto di questo campionato d’Europa, Giuliano Amato diventa il nuovo Primo Ministro d’Italia, nazione che vede il proprio bilancio

bocciato dalla Corte dei conti.
Gli amanti del calcio, invece, si godono questa finale del tutto inattesa, soprattutto per la presenza della Danimarca, chiamata ad affrontare la superpotenza

Germania, favorita per tradizione e qualità tecnica, ma dopo quanto visto, nulla è più scontato!

Göteborg (Nya Ullevi Stadion) – venerdì 26 giugno 1992
DANIMARCA – GERMANIA 2-0 (Finale)
RETI: 19′ Jensen, 79′ Wilfort
DANIMARCA: Schmeichel, Sivebaek (67′ Christiansen), Nielsen K.; Olsen L. (cap.), Christofte, Piechnik; Larsen, Vilfort, Jensen, Povlsen, Laudrup. C.T.: R. Möller

Nielsen.
GERMANIA: Illgner, Reuter, Brehme (cap.); Kohler, Buchwald, Helmer; Hassler, Sammer (46′ Doll), Effenberg (81′ Thom), Riedle, Klinsmann. C.T.: B. Vogts.
ARBITRO: B. Galler (Svizzera).
SPETTATORI: 37.800.

La sera è ancora luminosa a Göteborg, quando Danimarca e Germania iniziano l’atto finale di quesa edizione del campionato europeo di calcio. I

tedeschi provano a prendere in mano le redini della contesa, con gli scandinavi pronti a colpire. Il momento propizio arriva al minuto 19, grazie ad una rete del –

centrocampista John Faxe Jensen. A questo punto gli uomini di Möller Nielsen erigono un autentico muro difensivo a protezione del vantaggio. Vogts prova ad aggiungere

qualità alla linea mediana, avvalendosi dell’inventiva del laziale Thomas Doll, entrato al posto del più fisico Mathias Sammer, ma la sostanza non cambia anzi: ad 11

minuti dalla fine la Danimarca trova la rete della tranquillità e a dargliela è proprio Kim Wilfort, il quale vive il momento più bello della sua carriera

professionale in quello peggiore della propria vita. Alla fine i primi abbracci sono proprio per lui e per il suo dramma. Tra l’incredulità generale la Danimarca è la

nuova nazionale Campione d’Europa, titolo che conservera per i prossimi quattro anni!

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