CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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VERSO INGHILTERRA ’96

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Tifosi e mass media festeggiano la Juventus neo campione d’Europa, mentre inizia ufficialmente la vigilia di “Inghilterra ’96”. Trent’anni dopo il mondiale vinto dai “bianchi di Sua Maestà”, la terra natale del calcio moderno torna ad ospitare una grande manifestazione per nazioni. Come all’ora 16 sono le contendenti suddivise in quattro gironi, nei quali le prime due classificate accederanno alla fase ad eliminazione diretta con quarti di finale, semifinali e la finalissima di Wembley prevista per il 30 giugno. L’UEFA, infatti, ha raddoppiato il numero rispetto alle edizioni precedenti; la disgregazione dell’Unione Sovietica e quella più recente della Jugoslavia accresce ulteriormente il rischio di veder eliminate troppe “grandi” storiche, con gravi ripercussioni finanziarie anche sulla vendita dei diritti televisivi dell’evento.
L’Inghilterra, dal canto suo, fa le cose in grande. L’ottima riuscita della manifestazione dal punto di vista logistico e della sicurezza, significherebbe il ritorno definitivo nel circuito del grande calcio, dopo gli anni dell’esilio dalle Coppe di Club, seguito alla tragedia dell’Heisel e dopo la strage di Shefield, del 1989, che ha posto l’accento sull’inadeguatezza di molti impianti d’oltre manica.




Inghilterra ’96: UNO SGUARDO SULLE PARTECIPANTI

Inghilterra patria del calcio, di “Sua Maestà”, come trent’anni prima ancora la Regina Elisabetta II e delle scommesse, dove la gente punta su tutto, meteo compreso. Pertanto, chi volesse tentare un pronostico, non può prescindere dalle analisi dei bookmakers, praticamente un’istituzione nelle terre al di là della manica!
Per loro la favorita è la solita Germania, ringiovanita nell’organico, dopo il mezzo fallimento di USA ’94, l’Olanda dei giovani talenti appartenenti al blocco Ajax targata Louis Van Gaal e l’Inghilterra padrona di casa. Dopo l’eliminazione dalla fase finale del mondiale degli Stati Uniti, la nazionale dei “bianchi” è stata affidata a Terry Venables, che ha sfruttato la lunga serie di amichevoli per costruire un gruppo solido, composto da alcuni giovani talenti del Manchester United, destinati a far parlare di sè dentro e fuori dal campo di gioco.

Inghilterra ’96: LE ASPETTATIVE DELLA NAZIONALE AZZURRA

Nel novero delle grandi favorite entra pure la nazionale azzurra, vice campione del Mondo in carica. Al nuovo gruppo creato da Arrigo Sacchi si chiede di far dimenticare il maledetto rigore sbagliato al “Rose Bowl” di Pasadena, che Roby Baggio sogna ancora di notte. Vincere subito, quindi, cercando di dimostrare a tutti quello quanto l’Europa del pallone va dicendo da tempo: che il calcio italiano è il numero uno, che per gli altri non c’è storia.
Fin dall’inizio di questa lunga vigilia Arrigo Sacchi morde diplomaticamente il freno: «Sogno la vittoria, ma sognare non significa promettere». Sembra quasi voler mettere le mani avanti.

Inghilterra ’96: LE ALTRE CONTENDENTI

Come accennato, i grandi stravolgimenti geografici avvenuti nell’Europa dell’Est hanno finito per influenzare anche il mondo del calcio. L’Italia, ad esempio, è finita in un girone che prevede la presenza della Russia, la più grande tra le nazioni dell’ex Unione Sovietica e la Repubblica Ceca, Stato nato nel 1992 dalla divisione pacifica della Cecoslovacchia. Si tratta di una vera incognita, formata da giovani talenti, molti dei quali già conosciuti dai tifosi della Roma, in quanto militanti nello Slavia Praga che ha eliminato i giallo-rossi ai quarti di finale di Coppa UEFA. Altra novità assoluta è rappresentata dall’esordio della Croazia, avversaria nel girone di qualificazione proprio dell’Italia. La nazionale capitanata da Zvonimir Boban si è segnalata proprio per aver preceduto gli azzurri, ma c’è curiosità nel vedere come gli ex jugoslavi approcceranno il primo grande evento della loro giovanissima storia. Desta altresì curiosità il Portogallo dei giovani Figo e Rui Costa, unitamente alla Spagna e alla Francia, che sta preparando la nazionale che dovrà affrontare da protagonista il mondiale del 1998, di cui è nazione organizzatrice.

Inghilterra ’96: ALTRE CONSIDERAZIONI

Inghilterra ’96 è destinata a far da sparti acque tra due epoche del calcio: la “Sentenza Bossmann” è ormai operativa, pertanto ora come mai le tribune degli stadi inglesi saranno gremite di operatori di mercato, pronti a fare dei maggiori club continentali delle vere e proprie multinazionali del calcio. Tutto questo mentre in campo i giocatori, nella fase ad eliminazione diretta, faranno i conti col “golden goal”, ossia: la prima squadra che segna nei tempi supplementari vince la partita. Per il momento si dà l’addio al sogno di poter rivivere pagine di calcio come i supplementari di Messico ’70!
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