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VERSO INGHILTERRA 1996 TRA SPERANZE DI VITTORIA AZZURRA E SCHERMAGLIE SECESSIONISTE

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Il sorprendente successo ottenuto da Michael Schumacher nel Gran Premio di Spagna di Formula UNO alla guida della Ferrari (la nazionale rossa), sembra di buon auspicio per quella azzurra del calcio, ormai sempre più avviata verso Inghilterra 1996. Staff e giocatori hanno preso possesso del quartier generale, dove, in un clima apparentemente disteso, rifiniscono la preparazione della nuova avventura che tutti sperano possa concludersi con la conquista di quel trofeo assente dalla bacheca federale dal 1968.

Verso Inghilterra 1996: IL GIRONE DEGLI AZZURRI

Gli uomini di Arrigo Sacchi iniziano il loro percorso affrontando il gruppo 3. La compagnia è quanto mai composita. C’è la tradizione, la novità e l’imprevisto. La tradizione è rappresentata dalla Germania, una corazzata in cerca di riscatto, guidata da Berti Vogts. Liberatosi finalmente del fantasma di Beckenbauer, aleggiante nello spogliatoio per voce di Lothar Matthäus, “silurato” dal Ct alla vigilia dell’appuntamento dopo una lunga ed estenuante guerra di nervi, il tecnico ex Borussia Mönchengladbach ha costruito un gruppo nel quale, ben pochi dei “soliti noti” guerrieri dalle mille sicurezze hanno trovato spazio. Presenta invece un bel pacchetto di novità: giovani come Ziege, Babbel, Scholl, Bobic, dando altresì spazio alla rivelazione del campionato italiano Oliver Bierhof. Vogts, poi, a si è guadagnato abilmente la fiducia dei leader del gruppo. Jurgen Klinsmann è il capitano indiscusso, mentre Mathias Sammer, preferito a Matthäus, è il libero e regista dell’equipe teutonica.




La novità è rappresentata dalla Repubblica Ceca, alla sua “prima” europea dopo la scissione dell’ex Cecoslovacchia. La squadra arriva all’appuntamento inglese senza più l’ingombrante certezza del colosso Sparta Praga, solitamente ossatura della Nazionale. Ora il faro è lo Slavia Praga, tornato ai fasti di prima della II Guerra Mondiale, quando, attraverso i gol di bomber Bicham metteva paura a tutta Europa. I suoi talenti, però, sono giovani e inesperti di ribalte internazionali. Gente come Novotny, Bejbl, Suchoparek, Poborsky si è fatta notare nelle giovanili e nella galoppata del club in Coppa Uefa fino alla semifinale col Bordeaux. La domanda è tuttavia d’obbligo: reggerà la Repubblica Ceca il peso di una kermesse di questo livello?
L’imprevisto, infine si chiama Russia, la prima avversaria in calendario, e si porta dietro in Inghilterra molte domande. Ha vinto a mani basse il proprio girone eliminatorio (otto vittorie, due pareggi e nessuna sconfitta) lasciandosi alle spalle Scozia e Grecia. Pure la squadra approdata ad Usa ’94 prometteva scintille, ma tutti ricordano ancora il misero naufragio. Oleg Romantsev, più che un Ct un “padre padrone” della Nazionale, porta con sè una rosa qualificata ma non troppo omogenea. All’ossatura dello Spartak Mosca si aggiungono avventurieri del calcio europeo come Karpin, Kanchelskis, Kirjakov, Shalimov, Kolyvanov e Simutenkov, questi ultimi tre protagonisti da anni nella serie A italiana.

Verso Inghilterra 1996: SCHERMAGLIE DI CASA NOSTRA

Accanto alle analisi e alle previsioni dei “calciologi” di ogni dove, agli attestati d’entusiasmo nei confronti di Michael Schumacher e ai commenti riguardanti il Giro d’Italia, entrato ormai nel vivo, la corsa mediatica verso Inghilterra 1996 non può esulare dalle schermaglie politiche del periodo. Grande protagonista è la Lega Nord. La mancata partecipazione alle cerimonie commemorative per il cinquantesimo anniversario del Referendum del 1946 fa discutere. Non bastasse, il 4 il “carroccio” rilancia: il segretario della Lega Nord Umberto BOSSI allarma. Nell’annuale manifestazione di Pontida viene insediato il CLP, Comitato di Liberazione della Padania con a capo ROBERTO MARONI. Viene organizzato il governo provvisorio della Padania con a capo PAGLIARINI. Viene annunciata per il 15 settembre una grande manifestazione di popolo per l’indipendenza della Padania.
Poi (e questa dal punto di vista istituzionale è l’uscita più grave) a nome del CLP sono invitati i presidenti delle province amministrate dalla lega (Varese, Bergamo, Mantova, Pavia, Padova, Treviso e Verona) a dare lo sfratto ai prefetti dalle loro province, “gli edifici non sono dello Stato ma delle amministrazioni locali”.
Ormai Umberto Bossi e la sua Lega Nord si muovono ai limiti della legalità, il tutto per cercare di non sparire mediaticamente. È un fatto che dal 1992 in avanti, l’intero arco costituzionale, tranne qualche eccezione, ha scoperto un animo profondamente federalista, argomento che ha fruttato ai leghisti un mare di voti, molti dei quali carpiti ai partiti maggiori. A questo punto ai “lumbard” non resta altro che alzare la posta anche per mettere in secondo piano le mancanze dei propri amministratori locali, spesso privi della necessaria conoscenza dei meccanismi alla base del governo di una comunità. Al momento sono lontani i tempi in cui troveremo realtà sul territorio amministrate in modo eccellente da esponenti della Lega Nord!

Verso Inghilterra 1996: 8 GIUGNO VIA ALLA MANIFESTAZIONE

Sabato 8 giugno termina per tutti la corsa verso Inghilterra 1996. Alle 12 ore locali, le 13 in Italia, viene dato il calcio d’inizio con l’esordio dei padroni di casa contro la Svizzera, non prima che sia stata celebrata la consueta cerimonia d’apertura. Teatro del vernissage è il mitico stadio di Wembley, probabilmente il vero tempio del calcio continentale.

Londra (Empire Stadium Wembley) – sabato 8 giugno 1996 – ore 13,00
INGHILTERRA – SVIZZERA 1-1 Gir. A, 1a giornata

RETI: 23′ Shearer, 84′ Turkyilmaz (SV) rig.
INGHILTERRA: Seaman, G.Neville, Pearce; Gascoigne, Adams, Southgate; Anderton, Platt, Sheringham (67′ Barmby), McManaman (67′ Stone) Shearer. C.T.: T. Venables.
SVIZZERA: Pascolo, Henchoz, Quentin; Jeannere, Geiger (67′ Koller), Vega; Bonvin (66′ Chapuisat), Vogel, Grassi, Sforza, Turkyilmaz. C.T.: A. George.
ARBITRO: Diaz Vega (Spagna).
SPETTATORI: 77.000.

L’ultima edizione del XX secolo della massima competizione continentale per nazioni dedicata al gioco del calcio si apre con una sorpresa: la Svizzera,al massimo un’outsider, frena la corsa dei padroni di casa, certamente favoriti almeno sulla carta. I bianchi passano in vantaggio nella prima frazione di gara, ma nella ripresa il portoghese Artur George indovina i cambi, inserendo il forte Chapoisat, fino a creare le condizioni per il calcio di rigore trasformato da Kublay Turckilmaz, vecchia conoscenza del nostro campionato, avendo militato nel Bologna all’inizio di questo decennio.
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