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LA PREPARAZIONE DEGLI AZZURRI E L’INIZIO DEL GOVERNO PRODI

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Come accennato, anche l’Italia è presente alla fase finale di questo campionato europeo di calcio per nazioni e, celebrato il successo juventino in Champion’s, si entra nel vivo della preparazione 1996. Rispetto al mondiale del 1994 non c’è più il blocco del Milan e non c’è più Roberto Baggio,l’autentico protagonista nel bene e nel male. Per l’Inghilterra non parte nemmeno “Beppe” Signori, nonostante il suo terzo titolo dei marcatori in quattro stagioni. Arrigo Sacchi ha pescato a piene mani dalla Juventus convocando il portiere Angelo Peruzzi, i difensori Ciro Ferrara e Moreno Torricelli, il centrocampista Angelo “Soldatino” Di Livio e gli attaccanti Fabrizio Ravanelli ed Alex Del Piero, mentre del Milan sono rimasti solamente il capitano Paolo Maldini, Billy Costacurta, Roberto Donadoni e Demetrio Albertini. Buona è anche la rappresentanza del Parma, col portiere Luca Bucci, i difensori Roberto Mussi e Luca Apolloni, Dino Baggio e il fantasista Gianfranco Zola (mentre viene escluso Antonio Benarrivo, uno dei più positivi ad USA ’94), ccon i laziali Roberto Di Matteo, Diego Fuser e Pier Luigi Casiraghi, il portiere della Fiorentina Francesco Toldo, il laterale Romanista Amedeo Carboni, la rivelazione della Sampdoria Enrico Chiesa e il centrocampista dell’Udinese Rossitto a completare la rosa allestita da Arrigo Sacchi per la preparazione 1996 al campionato continentale di calcio.
Prima di partire per l’Inghilterra gli azzurri sosterranno due partite amichevoli, dove potrà essere testata la consistenza del gruppo assemblato dal tecnico di Fusignano.




La preparazione 1996: VELENI VARI

Il successo juventino in Coppa dei Campioni e la preparazione dei ragazzi di Arrigo Sacchi non tolgono certamente visibilità al dibattito politico, in questo periodo carico di veleni come non accadeva da tempo. Mentre il nuovo Esecutivo a presidenza Romano Prodi sta iniziando l’iter per ottenere la fiducia dai due rami del Parlamento, la discussione si accende attorno a Mani Pulite. Si tratta di un ritornello destinato a venire a galla ogni volta in cui un rappresentante del Polo risulta indagato o rinviato a giudizio dal pool milanese. Questa volta tocca a Gianfranco FINI: “Mani Pulite è un’inchiesta politica”. Certamente la nomina a ministro dei Lavori Pubblici di Antonio Di Pietro, figura di spicco di Tangentopoli, non aiuta a svelenire il clima, fornendo argomenti all’opposizione per sostenere quanto affermato dal Presidente di Alleanza Nazionale!.
Veleni cadono anche sui siciliani, che il leghista Speroni, in un intervento al Senato definisce “tutti mafiosi”. Viene sfiorata la rissa tra i banchi e per il “partito del Carroccio” è un altra giornata di visibilità garantita.
In mezzo a tante beghe, comunque, trova spazio anche l’impresa dello svedese Göran Kropp, che in questo 23 maggio 1996 raggiunge la vetta del Monte Everest dopo essere partito dal suo Paese d’origine in bicicletta e senza l’ausilio dell’ossigeno.
Il giorno seguente, frattanto, nel clima di sopra, il Senato vota la fiducia al governo Prodi. Per l’ex Presidente dell’IRI si tratta del superamento del primo ostacolo, in una corsa destinata a rivelarsi ricca d’insidie e “trappoloni” istituzionali.

La preparazione 1996: AMICHEVOLE ITALIA-BELGIO

Freschi di vittoria Champion’s, i sette giocatori della Juventus convocati da Arrigo Sacchi si uniscono al gruppo che sta affrontando la preparazione 1996 alla fase finale del Campionato Europeo per nazioni. Per testare meglio schemi e condizioni, il gruppo affronterà un paio di amichevoli. Il 29 maggio a Cremona arriva il Belgio, una delle escluse di lusso dalla chermesse inglese. Confidando sul loro entusiasmo, Sacchi ne schiera molti in questa difficile partita, in una formazione capitanata da Demetrio Albertini.
Per la città lombarda dovrebbetrattarsi di una festa del calcio; tuttavia il piccolo stadio non presenterà il tutto esaurito.

532: Cremona (Stadio Giovanni Zini) – mercoledì, 29 maggio 1996 – ore 20,45
ITALIA – BELGIO 2-2 (AM)
RETI: 5′ Claeys (BE), 11′ aut. Carboni (BE), 25′ Del Piero, 55′ Chiesa
ITALIA: Peruzzi (Juventus) 7, Mussi (Parma) 8, Ferrara (Juventus) 33 (46′ Torricelli (Juventus) 2), Apolloni (Parma) 11, Carboni (Roma) 11, Di Livio (Juventus) 4 (46′ Chiesa (Sampdoria) 1), Di Matteo (Lazio) 12, Albertini (Milan) 35 (cap.), Del Piero (Juventus) 9 (65′ D. Baggio (Parma) 30), Zola (Parma) 20, Ravanelli (Juventus) 8 (46′ Casiraghi (Lazio) 30). C.T.: A. Sacchi.
A disposizione: Toldo (Fiorentina), Rossitto (Udinese), Donadoni (Milan).
BELGIO: Van de Walle, Crasson (46′ Verjans), Medved, Renier, Leonard, Claeys, Staelens, Van Kerckhoven (64′ Snoekx), Scifo (cap.), Verheyen (78′ Lauwers), Oliveira. C.T.: W. Van Moer.
ARBITRO: Zuppinger (Svizzera).
SPETTATORI: 15.000 (13.247 paganti).

Nella città dello Stradivari l’orchestra diretta in panchina da Arrigo Sacchi stecca decisamente in avvio di gara, trovandosi sotto di due reti. Alex Del Piero riapre l’incontro e l’esordiente Enrico Chiesa evita agli azzurri una sconfitta che potrebbe aprire inutili polemiche alla vigilia di un appuntamento tanto impegnativo. I detrattori hanno comunque di che discutere, a partire dalle esclusioni dalla rosa. Tralasciando i nomi eccellenti, Roby Baggio e Luca Vialli, non si comprende come tra i convocati non ci sia Cristian Panucci, probabilmente il giovane difensore più promettente in circolazione, da anni punto fermo della retroguardia del Milan.

La preparazione 1996: L’ASSEGNAZIONE DEL MONDIALE A COREA E GIAPPONE E LA FIDUCIA AL GOVERNO PRODI

Il giorno dopo il pareggio azzurro contro il Belgio, Israele celebra le nuove elezioni politiche. Prevale il Likud guidato da Benjamin Netanyahu, di misura sui laburisti. Per il processo di pace con la Palestina si profila una pesante battuta d’arresto. Scenario a quello russo; Boris Helzin, già il 27 maggio, ha aperto un tavolo di trattative con la guerriglia cecena, per la cessazione di uno dei conflitti più sanguinosi di quest’ultimo decennio del XX secolo.
Maggio 1996 si chiude con l’ultima assegnazione di un mondiale di calcio celebrata nel Novecento. Nel 2002 la maggiore competizione planetaria del “Dio Pallone” si disputerà tra Corea del Sud e Giappone. Per la prima volta due nazioni condividono l’onore e l’onere di ospitare le gesta dei rappresentanti massimi dell’arte pedatoria. Si interrompe altresì la tradizionale alternanza Europa – America, segno che i tempi stanno cambiando e che, soprattutto, il calcio ha bisogno di conquistare mercati sempre nuovi.
Contemporaneamente, in Italia la Camera dei Deputati vota la fiducia definitiva al Primo Governo Prodi, con 322 Sì, contro 299 No. Come si vede, non si tratta di una maggioranza al riparo da possibili “ribaltoni”. Già l’1 giugno, comunque, l’avventura del nuovo governo parte con una promessa attesa da molti italiani. Questo era stato del resto il tema maggiormente sbandierato nella campagna elettorale da tutti i partiti scesi nell’agone.
Il ministro delle Finanze Vincenzo VISCO, illustrando il suo programma, annuncia che non ci saranno nè stangate, nè tantomeno condoni, ma solo semplificazioni del sistema fiscale con la diminuzione del numero delle imposte statali. Nel dare una risposta ai federalisti, afferma poi che aumenteranno i tributi a favore di regioni e comuni.

La preparazione 1996: L’AMICHEVOLE UNGHERIA-ITALIA

E intanto la truppa comandata da Arrigo Sacchi lascia il suolo italiano per proseguire in Ungheria la preparazione 1996. Gli azzurri sostengono l’ultima amichevole in programma in casa di una delle nobili decadute del calcio mondiale. Sono ormai passati dieci anni da quando i magiari hanno partecipato per l’ultima volta (Messico ’86 con risultati sconfortanti) alla fase finale di una grande manifestazione per nazioni. Non bastasse, in Ungheria non si vedono prospetti in grado di rinverdire i fasti di un grande calcio che fu! Unica presenza nota agli appassionati nostrani (tra l’altro quelli più attenti) è quella dell’ala sinistra Vincze, venuto a cercar fortuna nel Lecce tra il 1988 ed il 1990.
Molte sono le novità proposte da Sacchi, a partire dalla coppia centrale di difesa composta dal duo milanista Costacurta-Maldini, mentre in attacco si affida alla coppia tutta muscoli composta da “Gigi” Casiraghi e Fabrizio Ravanelli.

533:
Budapest (Nepstadion) – sabato, 1 giugno 1996 – ore 20,30
strong>UNGHERIA – ITALIA 0-2 (AM)
RETI: 7′ Casiraghi, 47′ og. Banfi
UNGHERIA: Hajdu, Mracsko, Plokai, Banfi (cap.), Sebok (80′ Hahn), Nagy (39′ Aranyos), Urban (85′ Telek), Lisztes (74′ Illes), Balog, Torma, Vincze (70′ Egressy). C.T.: J. Csank.
A disposizione: Vegh, Horvath.
ITALIA: Peruzzi (Juventus) 8 (46′ Toldo (Fiorentina) 3), Torricelli (Juventus) 3, Costacurta (Milan) 36, P. Maldini (Milan) 68 (cap.) (46′ Apolloni (Parma) 12), Carboni (Roma) 12 (46′ Fuser (Lazio) 5), Di Livio (Juventus) 5, Albertini (Milan) 36 (70′ Rossitto (Udinese) 1), Di Matteo (Lazio) 13, Del Piero (Juventus) 10 (64′ Donadoni (Milan) 60), Casiraghi (Lazio) 31, Ravanelli (Juventus) 9. C.T.: A. Sacchi.
A disposizione: Bucci (Parma), D. Baggio (Parma).
ARBITRO: Beusan (Croazia).
SPETTATORI: 25.000.

La rete in apertura di Gigi Casiraghi incanala il match su binari di tranquillità, fino ad arrivare alla certezza garantita dal raddoppio arrivato su autogol del difensore centrale e capitano avversario Banfi. Ora gli azzurri volano in Inghilterra consci della loro forza. L’organico sembra compatto e la condizione fisica adeguata ad affrontare una competizione che potrebbe prevedere 6 partite da giocare in tre settimane.

La preparazione 1996: GRAN PREMIO DI SPAGNA DI FORMULA UNO

In attesa dell’inizio della chermesse calcistica in Inghilterra, per la quale gli azzurri stanno affrontando la preparazione 1996, la domenica propone agli sportivi da poltrona una giornata del campionato di calcio di serie B ed il Gran Premio di Spagna di Formula UNO. Si corre a Barcellona, dove dalla serata di sabato sta cadendo una forte pioggia, destinata a continuare fino al pomeriggio della domenica. Vista la situazione, alcuni piloti hanno chiesto il rinvio della partenza, eventualità per altro non esclusa dalla federazione.
In Italia il 2 giugno il Capo dello Stato Oscar Luigi Scalfaro celebra il cinquantesimo anniversario della Repubblica Italiana con un discorso al Parlamento. I Leghisti provocatoriamente non partecipano, ma organizzano un raduno di “padani” a Pontida, per fondare la PADANIA.
Tornando al GP di Spagna, inizialmente si prevedeva di far partire la gara dietro alla safety car, ma successivamente, dato l’ottimo funzionamento dei sistemi di drenaggio del circuito, il via alla gara viene dato regolarmente.
Già durante il giro di formazione Mika Salo rimane fermo sulla griglia di partenza, dovendo così partire dall’ultima posizione. Al via, però, la visibilità a centro gruppo è pressoché nulla, con numerose collisioni, causa del ritiro di: Coulthard, Rosset, Fisichella, Lamy e Panis. In testa alla corsa, nel frattempo, Villeneuve ha un buono spunto, così come Alesi, seguito da: Hill, Berger, Barrichello, Irvine e Schumacher. Proprio il pilota tedesco ha invece avuto problemi con la frizione perdendo diverse posizioni. Irvine, intanto, finisce in testacoda ed è costretto al ritiro, mentre Schumacher, alla curva Repsol, passa Barrichello, portandosi in quinta piazza. Al quarto giro anche Hill esce di pista, ma rientra alle spalle del tedesco della Ferrari.
Il pilota della Ferrari è nettamente il più veloce in pista e al quinto passaggio sopravanza Berger. Comincia poi a recuperare su Alesi, con un ritmo di circa quattro secondi al giro e alla nona tornata è davanti al francese. Dopo tre passaggi, poi, supera anche Villeneuve portandosi così al comando. Schumacher tiene un ritmo inavvicinabile per tutti, guadagnando tre secondi al giro sugli inseguitori. Nel frattempo si ritira Katayama, imitato un giro più tardi da Hill, autore di altri due fuoripista. Il dominio di Schumacher è tale che il secondo giro più veloce in gara, ottenuto da Barrichello, risulta addirittura due secondi più lento del suo. Nessuno riesce a tenere il ritmo del pilota tedesco, nonostante da metà gara in poi venga rallentato da problemi al motore.
Al 24º giro inizia la prima serie di soste, con Schumacher che rifornisce, ripartendo in testa. Otto giri più tardi è imitato da Alesi, che scavalca Villeneuve, fermatosi al 36º giro. Al secondo posto si ritrova, quindi, Barrichello, il quale deve ancora effettuare la sua sosta. Il brasiliano rifornisce al 42º giro e, una volta rientrato in pista, si ritrova terzo, subito davanti a Villeneuve, che lo supera alla prima curva. Al termine dei pit-stop Schumacher comanda la gara con oltre un minuto di vantaggio sugli inseguitori, precedendo Alesi, Villeneuve, Barrichello, Berger e Frentzen. Nel giro di pochi passaggi, però, sia il brasiliano che l’austriaco devono abbandonare, così come Jos Verstappen, che ha recuperato fino alla quinta posizione.
Non si registrano cambiamenti fino alla fine della corsa e Schumacher così la prima vittoria con la Ferrari e la ventesima in carriera, chiudendo davanti ad Alesi e a Villeneuve; quarto giunge Frentzen, seguito da Häkkinen e Diniz, sesto ed ultimo dei piloti al traguardo.

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