CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

POLEMICHE E DOLORE IN ATTESA DEI QUARTI DI FINALE DELL’EUROPEO 1996

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Polemiche e dolore sono i sentimenti caratterizzanti il 20 giugno del 1996. I commenti aall’eliminazione della nazionale azzurra di calcio diventano quasi un intermezzo lieto alle cronache di distruzione provenienti dalla Toscana. Solo ora, infatti, si ha un quadro completo dell’enormità del disastro, che ha messo letteralmente in ginocchio un’intera provincia, con gravi ripercussioni per l’imminente stagione turistica, in una delle costiere più rinomate sul versante tirrenico del nostro Paese.




Polemiche e dolore: ARRIGO SACCHI SULLA GRATICOLA

Contrariamente a quanto accaduto nella prima fase del Campionato Mondiale di calcio del 1994, una vittoria, un pareggio ed una sconfitta non sono bastati per proseguire l’avventura. E dire che, contrariamente a quanto avvenuto negli Stati Uniti, la nazionale ha mostrato un’eccellente condizione fisica, che le ha permesso di dominare gli avversari per lunghi tratti. Solo: la sfortuna, la grande pprestazione del portiere tedesco e l’imprecisione dal dischetto di Gian Franco Zola, hanno impedito agli italiani di conquistare il successo necessario per entrare tra le “magnifiche otto” del continente. Pertanto, il concetto è unanime: gli azzurri escono dall’Europeo a testa alta, Arrigo Sacchi no. I numerosi detrattori ne approfittano per rialzare la testa dopo anni di obbligatorio silenzio (alla luce dei risultati), spedendolo dritto sul banco degli imputati, per la gestione dissennata, a detta di tutti, con cui ha gestito la squadra, per come l’ha mandata allo sbaraglio nella partita apparentemente più abbordabile, e certamente più delicata: quella contro la Repubblica Ceca. Non gli vengono perdonati i numerosi cambi che hanno stravolto un meccanismo risultato terribilmente efficace nella partita d’esordio contro la Russia.
La condanna dell’uomo di Fusignano coinvolge anche Vincenzo Matarrese, presidente della Figc da un decennio. Sembrano entrambi al capolinea, anche se Sacchi assicura che non si dimetterà e, anzi, gioca in difesa: «Esco dagli Europei con una sola sconfitta, questo non è un fallimento perché abbiamo giocato bene. Dimettermi? Non ci penso proprio, semmai penso al Mondiale”.

Polemiche e dolore: BISCOTTO IN VERSIONE ORIENTALE

A rinforzare la consapevoolezza di Arrigo Sacchi contribuisce anche l’andamento anomalo del match tra Russia e Repubblica Ceca. I russi hanno affrontato l’impegno con la consapevolezza dell’eliminazione dopo due partite, mentre i cechi nutrivano speranze di proseguire la loro avventura. Il doppio vantaggio ceco, la successiva rimonta russa e il pareggio decisivo allo scadere dei ragazzi allenati da Uhrin, con gli avversari praticamente fermi, ha sollevato più di un sospetto di biscotto! Arrivata come cenerentola, la Repubblica Ceca prosegue la sua corsa, un tragitto destinato a riservare più di una sorpresa.
La delegazione azzurra, intanto, prepara il rientro in Italia, dove trova un Paese scosso dal disastro toscano e dal fortunale che, tra il 20 e il 21 giugno colpisce il Bresciano, con violentissime grandinate. Un disastro per chi vive del lavoro della terra da assommare aquello della Garfagnana. Si inizia a ventilare un’ipotesi: l’effetto serra.
Proprio in questi giorni esce un rapporto che certifica l’aumento ddella concentrazione di CO2 nell’aria, il che provocherebbe un anomalo innalzamento della temperatura, con gravissime ripercussioni per l’integrità dei ghiacciai: altro che polemiche e dolore per l’eliminazione di una squadra di calcio!
Tutto questo avviene mentre il mondo del calcio attende l’inizio dei quarti di finale dell’europeo di calcio 1996.

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