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LE PARTITE DEL 19 GIUGNO 1996: ITALIA-GERMANIA, ILLUSIONE E BEFFA!

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Quando in versiglia e Garfagnana si è ormai compiuto il tragico destino, in Inghilterra prendono il via le partite del 19 giugno 1996, con la conclusione del gruppo D. Con la Croazia certa della qualificazione e la Turchia già eliminata, la lotta si restringe a Portogallo e Danimarca. Ai lusitani, tuttavia, basterà non perdere per rimanere in corsa.




Le partite del 19 giugno 1996: L’EPILOGO DEL GRUPPO D

Nottingham (City Ground) – mercoledì 19 giugno 1996 – ore 17,30
PORTOGALLO – CROAZIA 3-0 (Gir. D, 3a giornata)
RETI: 4′ Figo, 33′ João Pinto, 83′ Domingos
PORTOGALLO: Vitor Baia, Secretario, Oceano; F. Couto, Paulo Sousa (69′ Tavares), Helder; Dimas, João Pinto, Sa Pinto (46′ Domingos), Rui Costa (61′ Pedro Barbosa), Figo. C.T.: A.J. Ribeiro.
CROAZIA: Mrmic, Šimic, Jarni; Soldo, Bilic, Pavlicic; Mladenovic (46 Boban), Prosinecki (46 Asanovic), Jurcevic, Pamic (46 Šuker), Vlaovic. C.T.: M. Blaževic.
ARBITRO: Heynemann (Germania).
SPETTATORI: 20.000.

Sheffield (Hillsborough) – mercoledì 19 giugno 1996 – ore 17,30
DANIMARCA – TURCHIA 3-0 (Gir. D, 3a giornata)
RETI: 50′ Laudrup II, 69′ Nielsen A., 84′ Laudrup II
DANIMARCA: Schmeichel, Helveg, Thomsen; Nielsen A., Rieper; Høgh J.; Nielsen B., Laudrup I, Schjönberg (46′ Larsen), Bo Andersen (88′ S.Andersen), Laudrup II. C.T.: R. Möller Nielsen.
TURCHIA: Rüstü, Recep (68′ Saffet), Vedat; Hami, Alpay, Ogun; Tayfun, Tugay, Hakan (46′ Arif), Abdullah, Orhan (68′ Bulent). C.T.: F. Terim.
ARBITRO: Levnikov (Russia).
SPETTATORI: 29.000.

Le partite del 19 giugno 1996:

LA CLASSIFICA DEL GIRONE D

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. G.F. G.S.
1. PORTOGALLO 7 3 2 1 0 5 1
2. CROAZIA 6 3 2 0 1 4 3
3. Danimarca 4 3 1 1 1 4 4
4. Turchia 0 3 0 0 3 0 5

Certo della sua qualificazione, il tecnico croato Blazevic infarcisce la sua formazione di seconde linee: un pareggio, in fin dei conti, accontenta tutti, garantendogli il primo posto nel girone. Piani che vengono sconvolti già al quarto minuto, quando l’emergente Figo porta in vantaggio gli iberici. I palleggiatori portoghesi sono in giornata di grazia e, poco dopo la mezz’ora di gioco, Joao Pinto raddoppia, mettendo una seria ipoteca su qualificazione e primato nel girone, che, molto probabilmente, garantisce un quarto di finale senza dover affrontare lo spauracchio Germania.
Nel match di Sheffield la Danimarca non riesce a vincere la resistenza turca, vedendo sempre più lontana la qualificazione. All’inizio della ripresa, comunque, i campioni d’Europa in carica sbloccano il risultato grazie al minore dei fratelli Laudrup, mentre Blazevic opera un triplo ccambio, gettando nella mischia i big. La Danimarca dilaga, ma a Nottingham, sede della partita tra Portogallo e Croazia, la musica non cambia! Anzi: a sette minuti dal termine il subentrato Domingos porta a tre i gol lusitani, rendendo vana la doppietta di Bryan Laudrup. Il Portogallo vince il girone, la Croazia giunge seconda, mentre la Danimarca cede lo scettro di regina d’con onore.

Le partite del 19 giugno 1996: ITALIA-GERMANIA FINE DELLA CORSA AZZURRA

Dalla Toscana iniziano ad arrivare le prime immagini della devastazione provocata dall’alluvione, ma l’attesa del big match contro la Germania continua a farla da padrone. Per scardinare il muro tedesco, questa volta Arrigo Sacchi si affida al tandem formato dal fantasista Zola e dal potente Casiraghi, ispirati da una linea mediana formata da Fuser, Albertini, Di Matteo e dall’esperto Roberto Donadoni. Dietro, i milanisti Costacurta e Maldini compongono la coppia centrale di una linea difensiva completata da Mussi e Carboni, mentre i pali verranno difesi ancora una volta da Angelo Peruzzi. C’è fiducia: la tradizione e la voglia di rivalsa dovrebbero condurre i nostri alla qualificazione, senza attendere l’esito del match in contemporanea tra la rivitalizzata Repubblica Ceca e la Russia, già certa di dover rientrare in patria dopo questa fase a gironi.
536: Manchester (Old Trafford Stadium) – mercoledì 19 giugno 1996 – ore 20,30
ITALIA – GERMANIA 0-0 (C.E.: Gir. C, 3agiornata)
ITALIA: Peruzzi (Juventus) 11, Mussi (Parma) 11, Carboni (Roma) 14 (77′ Torricelli (Juventus) 4); Albertini (Milan) 39, Costacurta (Milan) 39, Maldini P. (Milan) 71 (cap.); Fuser (Lazio) 8 (81′ Di Livio (Juventus) 7), Di Matteo (Lazio) 15 (68′ Chiesa (Sampdoria) 3), Casiraghi (Lazio) 34, Zola (Parma) 23, Donadoni (MetroStars NY) 63. C.T.: A. Sacchi.
A disposizione: Toldo (Fiorentina), Bucci (Parma), Nesta (Lazio), Baggio D. (Parma), Rossitto (Udinese), Del Piero (Juventus), Ravanelli (Juventus).
GERMANIA: Köpke, Strunz, Ziege; Freund, Sammer, Helmer; Hässler, Eilts, Klinsmann (cap.), Möller (89′ Bode), Bobic. C.T.: B. Vogts.
A disposizione: Kahn, Reck, Reuter, Scholl, Kuntz, Schneider, Bierhoff.
ARBITRO: Goethals (Belgio).
SPETTATORI: 53.74.

0
Liverpool (Anfield Road) – mercoledì 19 giugno 1996 – ore 20,30
REPUBBLICA CECA – RUSSIA 3-3 (Gir. C, 3a giornata)
RETI: 6′ Suchopárek, 19′ Kuka, 49′ Mostovoi (RU), 54′ Tetradze, 85′ Beschastnykh (RU), 89′ Šmicer
REPUBBLICA CECA: Kouba, Hornák, Látal; Bejbl, Kubik, Suchopárek; Berger (46′ Némecék), Nemec, Kuka (67′ Šmicer) Nedvéd, Poborský. C.T.: D. Uhrin.
RUSSIA: Cherchesov, Karpin, Tetradze; Gorlukovitch, Nikifirov, Yanovski; Radimov, Khokhlov, Simutenkov (46′ Mostovoi), Tsimbalar (65′ Shalimov) Kolyvanov (46′ Beschastnykh). C.T.: A. Romanzev.
ARBITRO: Friisk (Svezia).
SPETTATORI: 22.000.

Le partite del 19 giugno 1996:

LA CLASSIFICA DEL GIRONE C

POS. SQUADRA P. G. V. N. S. G.F. G.S.
1. GERMANIA 7 3 2 1 0 5 0
2. REPUBBLICA CECA 4 3 1 1 1 5 6
3. Italia 4 3 1 1 1 3 3
4. Russia 1 3 0 1 2 4 8

Alle 20 e 30 del 19 giugno 1996 inizia una delle serate più emozionanti della storia del nostro calcio. Contro la Germania gli uomini di Sacchi partono forte, con i tedeschi apparentemente alle porte. Si gioca sulla direttrice Manchester-Liverpool, anima dell’Inghilterra e del calcio. In un Anfield Road semi-vuoto, dopo sei minuti Sukoparek porta in vantaggio la Repubblica Ceca. Trascorrono due minuti e l’Italia si vede accordare un calcio di rigore, il frutto della pressione esercitata sulla retroguardia teutonica. Sul dischetto si presenta Gianfranco Zola: per lui la possibilità di riscattare la dolorosa ed ingiusta espulsione mundial contro la Nigeria. Il fantasista sardo, però, fallisce la trasformazione. Intanto la furia agonistica degli azzurri sembra scemare: i tedeschi prendono le misure, mentre a Liverpool la Repubblica Ceca raddoppia. Al termine dei primi 45′ di gioco l’Italia è fuori, ma per quanto mostrato, c’è da essere fiduciosi.
Il secondo tempo inizia con gli azzurri nuovamente all’attacco, mentre da Liverpool giungono notizie incoraggianti: nel volgere di nove minuti Mostovoi e Tetradze impattano il match. Non basta ancora: serve un gol azzurro oppure quello del clamoroso sorpasso da parte dei russi. Il destino sembra compiersi in modo favorevole quando, al quarto d’ora del secondo tempo, l’arbitro espelle il tedesco Struntz. In dieci i tedeschi non possono far altro che difendersi, anche perché Sacchi ha approfittato della circostanza per inserire Enrico Chiesa al posto di Roberto Di Matteo. Siamo ormai alle ultime battute di un incontro che sembra stregato quando da Liverpool giunge la notizia che tutti aspettano. Beschastnykh, attaccante dal nome impronunciabile entrato in campo all’inizio del seconto tempo per sostituire il foggiano Igor Kolivanov, trafigge la porta ceca. Con un po’ di fortuna, quella che è mancata in partita, gli azzurri sono qualificati. Nessuno, però, fa i conti con l’imponderabile! I cechi provano il tutto per tutto e, mentre a Manchester l’arbitro sta per fischiare la fine, arriva la doccia fredda. Il giovane Šmicer, in campo dalla metà del secondo tempo, si guadagna un posto nei sogni dei propri connazionali (e negli incubi di addetti ai lavori e tifosi italiani), realizzando il gol del pareggio, sufficiente per proseguire l’avventura in questo torneo. Con le partite del 19 giugno 1996 si materializza per gli azzurri la realtà del fallimento, in una giornata già triste per i tragici eventi che hanno colpito la Toscana.
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