CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE PARTITE DEL 15 E 16 GIUGNO 1996 E L’ATTENTATO DI MANCHESTER

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Con le partite del 15 e 16 giugno si chiude idealmente la seconda giornata della fase eliminatoria del Campionato Europeo di calcio 1996. Ad arricchire il weekend c’è anche il Gran Premio del Canada di Formula UNO, sesta prova del campionato mondiale 1996 della principale categorie di auto a ruote scoperte.
In Italia c’è clima da “the day after”! Si commenta la sconfitta degli azzurri di Arrigo Sacchi contro la Repubblica Ceca, inaspettatamente coriacea, alla luce dell’esordio opaco contro la Germania. Tante le domande, tanti i “perché” e ancor di più i “ma se”! Tant’è però! L’Italia ha perso e dovrà giocarsi la qualificazione nell’ultima partita contro i tedeschi.




Le Partite del 15 e 16 Giugno: L’ATTENTATO DI MANCHESTER

Paticamente su tutto il territorio del Regno Britannico c’è eccitazione: l’urna di gennaio ha riservato per questa fase eliminatoria il derby tra Inghilterra e Scozia. Nemmeno Manchester, in attesa della partita del giorno successivo tra Germania e Russia, fa eccezione! Alle 9,40 una Tv locale riceve una chiamata: tremendo il contenuto del messaggio. Una cellula dell’IRA, l’Irish Indipendent Army, annuncia di aver parcheggiato un furgone carico di tritolo di fronte ad un centro commerciale, in pieno centro storico. L’ordigno esploderà nel giro di novanta minuti. Le forze dell’ordine si attivano all’istante, evaquando dalla zona ben settantacinquemila persone. Individuano il furgone, ma gli artificieri non riescono a disinnescare il contenuto. L’esplosione è tremenda e i danni alle strutture sono ingenti. Si contano oltre duecento feriti, ma, fortunatamente, non ci sono morti. L’IRA, impegnatada quasi trent’anni in una battaglia per l’indipendenza dell’Irlanda del Nord, ottiene in questo modo visibilità, mentre le autorità britanniche comprendono la necessità di intensificare i controlli attorno a questo importante evento sportivo.

Le partite del 15 e 16 giugno: IL DERBY DI GRAN BRETAGNA

Le notizie e le immagini provenienti da Manchester prendono il sopravvento anche sulla partita più vecchia della storia del calcio! Scema il clima di festa collettiva vissuto fino a questo momento, sebbene, al momento dell’entrata in campo. le due nazionali britanniche trovino un colpo d’occhio da brividi: Wembley è pieno in ogni ordine di posti.

Londra (Wembley Stadium) – sabato 15 giugno 1996 – ore 16,30
INGHILTERRA – SCOZIA 2-0 (Gir. A, 2a giornata)
RETI: 53′ Shearer, 79′ Gascoigne
INGHILTERRA: Seaman, Neville G., Southgate; Adams, Pearce (46′ Redknapp, 85′ Campbell), Ince
(80′ Stone); Anderton, Gascoigne, Sheringham, Shearer, McManaman. C.T.: T. Venables.
SCOZIA: Goram, Calderwood, McKimmie; McAllister, Hendry, Boyd; McCall, Collins, Durie (87′ Jess), Spencer (67′ McCoist), McKinlay T. (83′ Burley>. C.T.: C. Brown.

ARBITRO: Pairetto ()Italia.
Spettatori: 77.000.

Il primo tempo scivola senza emozioni, particolari. Entrambe le squadre, reduci da un pareggio nella gara d’esordio, sono bloccate psicologicamente dalla posta in palio.
Nella ripresa la musica cambia decisamente. L’Inghilterra rompe gli indugi! Tanto ardire è premiato al minuto 53 quando Alan Shearer sblocca il risultato. Per il centr’avanti inizia qui il suo europeo da favola. Non manca la reazione scozzese, che dà i suoi frutti concreti al 78′, quando l’arbitro italiano Pier Luigi Pairetto decreta un calcio di rigore. Sul dischetto si presenta il talentuoso McAllister, ma David Seaman dice no e riesce a deviare il suo tiro potente con un gomito. Wembley esulta, ancora non conscio di quanto sta per accadere! Sul capovolgimento di fronte Anderton passa il pallone a Gascoigne, che inventa una vera magia facendo un “sombrero” su Hendry con il sinistro e calciando al volo di destro. È un gol da antologia! Di colpo l’orologio sembra tornare indietro di sei anni, quando ad Italia ’90 si segnalava come uno dei grandi protagonisti. I gravi infortuni che ne hanno limitato la carriera al Tottenham e alla Lazio sembrano alle spalle. Anche la critica, feroce nei suoi confronti, è messa a tacere!

Le partite del 15 e 16 giugno: IL DERBY DEI PIRENEI

Archiviata la classicissima Inghilterra-Scozia, col suo carico d’emozioni, l’attenzione si sposta a Leeds. In serata Francia e Spagna si incontrano, nel ricordo della finalissima del 1984, che ha visto trionfare la squadra capitanata dall’immenso Michel Platini. Ora la situazione è completamente differente: di fronte due nazionali che stanno programmando un grande futuro di successi.

Leeds (Elland Road) – sabato 15 giugno 1996 – ore 20,30
FRANCIA – SPAGNA 1-1 (Gir. B, 2a Giornata)
RETI: 49′ Djorkaeff, 86′ Caminero (SP)
FRANCIA: Lama, Angloma (65′ Roche), Lizarazu; Karembeu, Desailly, Blanc; Deschamps, Guerin (81′ Thuram), Djorkaeff, Zidane, Loko (74′ Dugarry). C.T.: A. Jacquet.

SPAGNA: Zubizaretta, Otero (59′ Kiko), Sergi; Hierro, Alkorta, Abelardo; Caminero, Amavisca, Luis Enrique (55′ Manjarin), López, Alfonso (83′ Salinas). C.T.: J. Clemente.
ARBITRO: Zhuk (Bielorussia).
SPETTATORI: 38.000.

Ancora una volta si assiste ad un primo tempo con poche emozioni., chiuso a reti bianche. In apertura di ripresa il talentuoso Djorkaeff sblocca il risultato. A questo punto il solitamente guardingo Javier Clemente deve rischiare il tutto per tutto, arrivando ad inserire il “vecchio” Julio Salinas, ad una manciata di minuti dalla fine, quando per gli iberici si profila una sconfitta dolorosa. A forza di premere Caminero trova il varco giusto, ristabilendo il risultato. La Spagna tira un sospiro di sollievo: Tutto è rimandato al turno successivo!

Le partite del 15 e 16 giugno: GERMANIA E RUSSIA IN CAMPO NONOSTANTE LA PAURA

iIn una Manchester blindata e ancora sotto shoc, si torna a parlare di calcio. C’è la chiara volontà di ripartire e possibilmente di dimenticare, dando un segno inequivocabile di fermezza a chi, attraverso il terrore, cerca di cambiare il corso della storia. Nel pomeriggio Germania e Russia scendono in campo in un match che potrebbe risultare decisivo per entrambe.

Manchester (Old Trafford) – domenica 16 giugno 1996 – ore 17,30
GERMANIA – RUSSIA 3-0 (gir. C, 2a giornata)
RETI: 56′ Sammer, 77′ e 90′ Klinsmann
GERMANIA: Köpke, Reuter, Ziege; Babbel, Helmer, Sammer; Häßler (66′ Freund), Eilts, Klinsmann, Möller (87′ Struntz), Bierhoff (85′ Kuntz). C.T.: B. Vogtds.
RUSSIA: Kharin, Tetradze, Tsymbalar; Nikiforov, Onopko; Kanchelskis, Mostovoi, Khokhlov (65′ Simutenkov), Radimov (46′ Karpin), Kolyvanov. C.T.: O. Romantzev.

ARBITRO: Nielsen (Danimarca).
SPETTATORI: 51.000.

La Russia resiste un tempo alla spinta dei tedeschi, che passano all’undicesimo della ripresa grazie ad un gol di Mathias Sammer, meteora nell’Inter di Osvaldo Bagnoli, autentico leader in questa nazionale tedesca. Per i russi l’impresa diventa improba quando al 71′ rimangono in dieci uomini per l’espulsione del difensore centrale Kovtun. A questo punto si aprono grandi spazi per le discese inarrestabili di Jurgen Klinsmann, il quale trafigge per altre due volte l’estremo russo Karin. Con questo largo successo gli uomini di Vogts si sono garantiti l’accesso ai quarti di finale, mentre per la Russia è già il momento di programmare il rientro in patria.

Le partite del 15 e 16 giugno: IL GRAN PREMIO DEL CANADA DI FORMULA UNO

Mentre Germania e Russia disputano il loro incontro, dall’altra parte dell’oceano prende il via il GP. del Canada di Formula UNO. Per un tedesco la giornata non si rivela del tutto propizia. Nel giro di formazione la Ferrari di Michael Schumacher non si avvia per un problema di pressione della benzina. Il guasto viene riparato, ma il tedesco deve partire dall’ultima posizione della griglia.
Al via Hill scatta bene, difendendo la prima posizione dall’attacco di Villeneuve; terzo è Alesi, seguito da Irvine. Il nordirlandese della Ferrari si ritira però già durante il secondo passaggio, quando la sospensione anteriore destra della sua vettura si rompe in pieno rettilineo, forse per l’impatto con un detrito. Hill, partito con poca benzina per effettuare due pit stop, allunga sul compagno di squadra, la cui strategia ne prevede uno solo. La gara procede piuttosto linearmente, con il pilota inglese che cede il comando a Villeneuve in occasione della prima sosta, recuperandolo poi quando il canadese rientra ai box a metà corsa. A questo punto Hill spinge al massimo, così da guadagnare sul rivale il margine sufficiente per conservare la testa anche dopo il secondo pit stop. L’inglese della Williams ottiene così la quinta vittoria stagionale davanti a Villeneuve e Alesi. Quarto chiude Coulthard, che approfitta del ritiro di Berger per un testacoda per sopravanzare l’austriaco; seguono Häkkinen e Brundle, costretto ad un pit stop supplementare dopo un contatto con il doppiato Lamy.
La corsa di Schumacher finisce invece al 41º passaggio quando, ripartendo dalla sosta ai box, sulla sua Ferrari si disintegra un semiasse: le cause del guasto rimarranno oscure.

Le partite del 15 e 16 giugno: LA CROAZIA STENDE I CAMPIONI D’EUROPA IN CARICA

Mentre i motori stanno per spegnersi in Canada, in Inghilterra prende il via l’ultimo evento di questo intenso weekend di sport. Si tratta di una partita ricca di significati. I campioni d’Europa in carica della Danimarca affrontano la Croazia, espressione di quel calcio che, a causa della guerra, non aveva pertecipato all’edizione svedese, vinta proprio dai danesi ripescati all’ultimo. Il match, poi, si gioca a Shefield, nello stadio teatro nel 1989 di una delle più terribili carneficine legate ad eventi calcistici.

Sheffield (Hillsborough) – domenica 16 giugno 1996 – ore 20,30
CROAZIA – DANIMARCA 3-0 (Gir. D, 2a giornata)
RETI: 53′ Šuker rig., 81′ Boban, 88′ Šuker.
CROAZIA: Ladic, Stanic, Jarni; Bilic, Jerkan, Štimac; Asanovic, Boban (84′ Soldo), Šuker, Prosinecki (88′ Mladenovic), Vlaovic (82′ Jurcevic). C.T.: M. Blaževic.

DANIMARCA: Schmeichel, Helveg (46′ Laursen), Rieper; Vilfort (59′ Beck), Thomsen, Høgh J.; Nielsen B., Larsen (68′ Tøfting), Laudrup II, Laudrup I, Schjönberg. C.T.: R. Möller-Nielsen.
ARBITRO: ?.
SPETTATORI: 38.000.

L’esperienza dei fratelli Laudrup, di nuovo in rosa dopo anni di polemiche e rottura con l’ambiente della nazionale scandinava, non basta. Come sperimentato dall’Italia di Arrigo Sacchi, la Croazia è una nazionale dotata di grandi talenti con idee ben chiare su cosa fare in campo. Dopo l’ormai usuale primo tempo di studio, una costante in questa manifestazione, i croati dilagano grazie al rigore trasformato da Davor Sucher e al gol di capitan Boban, che con la sua nazionale fa sfoggio di tutta la maturità e la personalità acquisita in anni di successi con la maglia del Milan. Il terzo gol firmato Sucher serve come messaggio a tutte le partecipanti: la Croazia è una realtà del calcio europeo e affrontarla ai quarti non si rivelerà una passeggiata!
Ora la principale chermesse continentale osserva una giornata di riposo, prima di una due giorni di verdetti inappellabili.

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