CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

GERMANIA NUOVA REGINA D’EUROPA

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A questo punto non resta altro che disputare la finale dell’Europeo 1996 di calcio, per stabilire la nuova nazionale regina del Continente. A Wembley si affronteranno l’esperta Germania e la sorprendente Repubblica Ceca, entrambe affrontate dalla nazionale di Arrigo Sacchi, uscita perdente dal confronto, non senza rimpianti.
Come previsto, la prematura eliminazione dal principale torneo continentale dedicato alle rappresentative nazionali sta causando un autentico terremoto in seno alla Federcalcio, col presidente Antonio Matarrese disposto a rimettere il proprio mandato.




Parimenti, anche il governo del Paese, si trova già nella bufera a poche settimane dal suo insediamento. Il 28 giugno, ad essere polemico sulla Finanziaria, sulle misure dell’esecutivo, e sull’operato dello stesso Romano Prodi, è il commissario europeo MARIO MONTI. Sono questi anni decisivi, in cui le opinioni provenienti dalla Commissione Europea hanno un peso sempre maggiore. Sta iniziando la lunga corsa verso l’introduzione della moneta unica, primo passo verso la nascita degli Stati Uniti d’Europa.

La Finale dell’Europeo 1996: IL GRAN PREMIO DI FRANCIA

L’epilogo del campionato europeo di calcio è preceduto dal Gran Premio di Francia di Formula UNO. Già durante il giro di ricognizione sulla Ferrari di Schumacher si rompe il motore col tedesco costretto al clamoroso ritiro ancora prima che la gara inizi. Per questo motivo, questo Gran Premio risulta essere l’ultimo della storia della Formula 1 privo di campioni del mondo al via. Senza il rivale in pole position, Hill scatta bene, mantenendo la testa della corsa davanti ad Alesi, Häkkinen, Berger e Villeneuve. L’inglese comincia subito a guadagnare un consistente margine sugli inseguitori, mentre il suo compagno di squadra, dopo aver sopravanzato Berger nel corso della prima tornata, attacca il quarto posto di Häkkinen. I piloti procedono in quest’ordine fino alla prima serie di soste ai box, durante la quale Villeneuve, ultimo a rifornire, passa Häkkinen. Al trentasettesimo giro il canadese supera anche Alesi, facendo poi segnare diverse volte il giro più veloce in gara nel tentativo di avvicinarsi al compagno di squadra. Hill gestisce però senza problemi il vantaggio, ottenendo la sesta vittoria stagionale davanti a Villeneuve, Alesi, Berger, Häkkinen e Coulthard.

La finale dell’Europeo 1996: L’IMMEDIATA VIGILIA

L’ultimo atto va quindi in scena nel mitico stadio di Wembley, tra rimorsi italiani e critiche di tutta Europa. Germania-Repubblica Ceca è il gran finale di un Europeo che di grande ha mostrato davvero poco. È brutta la Germania, vecchia e bollita, decimata da infortuni e squalifiche, sebbene dovrebbe ritrovare il suo capitano Jurgen Klinsmann. non è per nulla adatta al ruolo di prima della classe la Repubblica Ceca, arrivata fino in fondo con un gioco fatto di attese, coperture, ripartenze. Per dirla all’antica, di catenaccio e contropiede.
Londra (Empire Stadium Wembley) – domenica 30 giugno 1996 – ore 20,30
GERMANIA – REPUBBLICA CECA 2-1 d.t.s. (FINALE)
RETI: 59′ Berger (RC) rig., 71′ e 95′ Bierhoff

GERMANIA: Köpke, Sammer, Helmer; Babbel, Strunz, Scholl (68′ Bierhoff); Eilts (46′ Bode), Häßler, Kuntz, Ziege, Klinsmann. C.T.: B. Vogts.
REP. CECA: Kouba, Kadlec, Suchopárek; Bejbl, Hornák Rada; Poborský (86 Šmicer), Nemec, Berger, Nedvéd, Kuka. C.T.: D. Uhrin.
ARBITRO: Pairetto (Italia)
SPETTATORI: 77.000.

La finale dell’Europeo 1996: LA PARTITA

Nonostante si ritrovino alla canna del gas, i tedeschi provano a conferire maggiore rotondità alla loro manovra. Tuttavia non risulta per niente facile aggirare i cavalli di frisia di Uhrin. Per mezz’ora la partita si risolve esclusivamente in una sterile contrapposizione tra i due blocchi, prima che l’esperto Stefan Kuntz abbia per due volte nel volgere di sette minuti, la possibilita’ di battere il portiere Kouba, coraggioso, e pure fortunato al 34′ , quando il difensore Hornak in rovesciata spazza via il pallone dalla rete. I ritmi sono languidi, pero’ caratterizzati dalle accelerazioni al fulmicotone dei ceki, frustate che lasciano il segno. Cosi’ Kuka e’ irresistibile nel finale del primo tempo, quando va via di forza sulla sinistra, si libera di Eilts con un cambio di marcia e costringe Köpke al salvataggio miracolo.
A questo punto i cechi appaiono più motivati, perché sostenuti da uno stato di forma senz’altro migliore! la loro freschezza mette a nudo il passo greve di questa Germania sempre piu’ incerottata dopo che pure Eilts, uomo irrinunciabile, deve arrendersi per infortunio. Pero’ per consentirgli di rompere l’ equilibrio, serve la mano caritatevole di Pairetto, che sanziona con il rigore (trasforma Berger, con il pallone che rotola sotto il corpo di Koepke) un aggancio scorretto di Sammer su Poborsky avvenuto al di fuori dell’ area. I tedeschi, comunque, non si perdono d’animo, a partire dal tecnico Berti Vogts, il quale reagisce pescando il lungo Bierhoff al momento giusto. Reduce da una grande stagione con la maglia dell’Udinese, l’attaccante si dimostra estremamente lucido sulla lunga punizione di Ziege, sfruttando al meglio anche il blocco portato dal difensore Babbel, andando a segno di testa. Il punteggio non cambia più, rimandando il verdetto ai tempi supplementari.
Finora i tempi supplementari hanno rappresentato una stanca corsa verso i calci di rigore, tanta è la paura di subire l’azione che mette fine a qualsiasi sogno di vittoria. La Germania, quasi per dovere d rango, prende possesso della metà campo avversaria. Dopo cinque minuti, Oliver Bieroff centra la porta, il portiere avversario Kouba commette il primo errore del suo europeo e la coppa va nelle mani del campitano tedesco Jurgen Klinsmann. Eroe della serata è però quell’Oliver Bierhoff, cresciuto a Salisburgo, che sembrava destinato ad una carriera nella serie B italiana, prima che l’Udinese decidesse di puntare su di lui. Il primo successo per nazioni della Germania riunificata rappresenta l’ultimo acuto di una generazione di campioni in decadenza, mentre per i giovani della Repubblica Ceca sembra l’inizio di un’era vincente, mai del tutto concretizata.
La finale di Wembley segna la fine di un’era per il mondo del calcio! D’ora in avanti si parlerà di sport secondo i canoni determinati dalla “sentenza Bossmann”.

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