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L’ESORDIO VINCENTE DELL’ITALIA DI ARRIGO SACCHI

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Arriva così il giorno di Italia-Russia ’96, l’esordio nella competizione della formazione di Arrigo Sacchi, programmato per le 18 ore italiane di questo assolato martedì di giugno.
Accanto ai servizi riguardanti l’attesa dell’importante match calcistico, trovano spazio le dichiarazioni del ministro delle Finanze Visco, il quale ritorna sul suo programma, ne riconferma la linea e annuncia la sua riforma fiscale. Egli promette la riduzione del numero delle imposte ad una decina: senz’altro uno scenario accattivante per una popolazione ormai oberata da impegni e scadenze fiscali, con i relativi costi in termine di perdita di tempo! Nella speranza che le promesse di Visco non rimangano parole al vento, arriva il grande momento della “discesa in campo” degli azzurri.




Italia-Russia ’96: L’IMMEDIATA VIGILIA

L’esordio della nazionale italiana di calcio avviene sul mitico terreno di gioco di Anfield Road di Liverpool, uno dei più affascinanti del continente. Secondo propria tradizione ormai codificata, Arrigo Sacchi vara un 4-4-2- con Angelo Peruzzi tra i pali, protetto da una linea formata dai parmensi Mussi ed Apolloni, affiancati ai veterani e maestri Billy Costacurta e Paolo Maldini, nuovo capitano indiscusso dopo l’addio all’azzurro di Franco Baresi. A metà campo la coppia di centrali Di Matteo-Albertini è affiancata ai lati dagli juventini “soldatino” Di Livio a destra e da Alex Del Piero a sinistra.Col giovane talento di origine padovana, Sacchi ripropone l’esperimento tattico tentato con Beppe Signori, sperando in una risposta migliiore da parte della giovane promessa neo Campione d’Europa. Davanti, infine, le speranze di gloria sono affidate alla fantasia di Gianfranco Zola e alla potenza di Pier Luigi Casiraghi. L’avversario è storicamente ostico per il nostro calcio, ma tutti sperano nella caduta di questa consuetudine legata alla storia del “Dio Pallone”.

534: LLIVERPOOL (Anfield Road Stadium) – martedì 11 giugno 1996 – ore 17,30
ITALIA – RUSSIA 2-1 (C.E.: Gir. C, 1a giornata)
RETI: 4′ Casiraghi, 21′ Tsymbalar (RU), 51′ Casiraghi
ITALIA: Peruzzi (Juventus) 9, Mussi (Parma) 9, P. Maldini (Milan) 69 (cap.), Di Matteo (Lazio) 14, Costacurta (Milan) 37, Apolloni (Parma) 13, Di Livio (Juventus) 6 (61′ Fuser (Lazio) 6), Albertini (Milan) 37, Casiraghi (Lazio) 32 (79′ Ravanelli (Juventus) 10) Zola (Parma) 21, Del Piero (Juventus) 11 (46′ Donadoni (MetroStars NY) 61. C.T.: A. Sacchi.
A disposizione: Toldo (Fiorentina), Bucci (Parma), Carboni (Roma), Nesta (Lazio), Torricelli (Juventus), D. Baggio (Parma), Rossitto (Udinese), Chiesa (Sampdoria).
RUSSIA: Cherchesov, Tetradze, Onopko (cap.), Bushmanov (46′ Yanovski), Kovtun, Kanchelskis, Radimov, Mostovoj, Karpin (62′ Kiryakov), Tsymbalar (70′ Dobrovolskij), Kolyvanov. C.T.: O. Romantsev.
A disposizione: Kharin, Ovchinnikov, Gorlukovich, Shalimov, Khokhlov, Beschastnykh, Simutenkov.
ARBITRO: Mottram (Scozia).
SPETTATORI: 35.120 paganti.

Italia-Russia ’96: LA PARTITA

Nemmeno il tempo per qualcuno di mettersi a sedere davanti al teleschermo, giungendo magari dal lavoro, che si salta in piedi! Gigi Casiraghi, dopo 4 minuti, costringe il portiere avversario a raccogliere la palla dalla propria porta. I primi minuti azzurri sono di un’intensità rara, con i russi apparentemente incapaci di uscire dalla loro area di difesa. Quando lo fanno, però, colpiscono duro! Il giovane Tsymbalar trafigge Angelo Peruzzi, infliggendo un colpo quasi letale alle certezze maturate nei primi venti minuti di gara. Gli azzurri sembrano smarriti, con i russi pronti a far valere la loro proverbiale forza fisica, unita al talento di alcuni suoi giocatori. Il quarto d’ora di pausa porta consiglio: Arrigo Sacchi toglie dalla mischia Alex Del Piero, evidentemente fuori posizione, rispolverando il “vecchio” Roberto Donadoni, senz’altro più a suo agio come esterno di centrocampo, anche se deve agire dalla parte opposta rispetto a quanto è stato solito fare nella sua splendida carriera.
Il secondo tempo si apre sulla falsa riga della prima frazione: azzurri aggressivi ed in goal dopo sei minuti ancora con Gigi Casiraghi, in perfette condizioni fisiche, ottimamente supportato dal genio di Gianfranco Zola. Questa volta non ci sono cali vistosi, anche perché il C.T. pensa bene di dare nuova linfa al centrocampo affidandosi alla verve di Diego Fuser. Negli ultimi minuti trova spazio anche Fabrizio Ravanelli, per un finale che sancisce la bella vittoria azzurra.

Italia-Russia ’96: IL DOPOGARA E L’ESORDIO DELLA CROAZIA

È un Arrigo Sacchi raggiante quello che si presenta alla conferenza stampa post-partita di questo Italia-Russia ’96. La sua nazionale ha gioco e carattere e lui è riuscito a riprendere in mano la partita negli spogliatoi, apportando gli opportuni correttivi alla lavagna, perché il calcio è sempre più una questione di posizioni e strategie, secondo lui!
In questo dopo cena assai allegro, Croazia e Turchia completano l’ipotetica prima giornata di partite dell’Europeo 1996. Si tratta di un derby balcanico tra un’esordiente assoluta (sebbene di gran livello), la Croazia ed una scuola in grande crescita: quella Turchia destinata ad esprimere il meglio a cavallo dei due decenni.

Nottingham (City Ground) – martedì 11 giugno 1996 – ore 20,30CROAZIA – TURCHIA 1-0 (Gir. D, 1a giornata)
RETI: 86′ Vlaovic
CROAZIA: Ladic, Jerkan, Jarni; Asanovic, Bilic, Štimac; Stanic, Boban (57′ Soldo), Šuker (90′ Pavlicic), Prosinecki, Bokšic (73′ Vlaovic). C.T.: M. Blaževic.
TURCHIA: Rüstü, Alpay, Tolunay (89′ Saffet); Rahim, Vedat, Ogun; Tugay, Abdullah, Sergen, Arif (82 Hami), Hakan Sukur. C.T.: F. Terim.
ARBITRO: Muhmenthaler (Svizzera).
SPETTATORI: 23.000.

La talentuosa Croazia fatica ad avere la meglio sul dispositivo arretrato allestito dall’allenatore turco Fati Terim: un 5-3-2 pronto a tamponare diligentemente le iniziative degli avversari, per innescare la potenza e la tecnica di Hakan Sukur, attaccante completo, incapace di adattarsi al clima del campionato italiano, abbandonando il Torino dopo solo cinque partite ufficiali della stagione appena conclusa. Dall’altra parte, invece, Goran Vlaovic, assai positiva la sua permanenza al Padova, diventa l’eroe della serata, risolvendo il match a quattro minuti dalla fine, dopo aver sostituito il laziale Alan Boksic, uno dei giocatori più attesi della vigilia. Con questo gol i croati si trovano a guidare il proprio raggruppamento da soli, nutrendo speranze di gloria, alla pari dell’Italia.

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