CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

ITALIA-REPUBBLICA CECA 1-2: L’INIZIO DELLA FINE DELLA GRANDE ILLUSIONE

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Nel giorno della partita Italia-Repubblica Ceca valida per la fase finale dell’Europeo di calcio 1996, in programma nella prima serata Tv di questo venerdì di metà giugno, infuria la polemica politica. Questa volta l’oggetto del contendere coinvolge direttamente anche i cittadini: non trattandosi delle ormai troppo usuali beghe di palazzo! A dar fuoco alle polveri del dibattito è il ministro della Sanità Rosi BINDI, la quale, il giorno precedente, ha annunciato di voler imporre un’aliquota del 1,5 per cento sulle pensioni superiori agli 8 milioni e mezzo annui (quelli che prendono 700.000 lire al mese per campare, mendo della metà di uno stipendio medio di un lavoratore dipendente, per intenderci). Rabbia e sconcerto, davanti ad una simile prospettiva,sono fin troppo naturali, dal momento che il disegno arriva da una compagine di governo proveniente da quegli ambienti politici che, storicamente, sono nati per difendere proprio i ceti più umili della popolazione. Lo Stato, in realtà,deve riappianare i conti e reperire i fondi necessari per poter aderire alla moneta unica, l’EURO, destinato a prendere corpo nell’anno 2000, per entrare in vigore nel 2002. D’ora in avanti ogni manovra fiscale verrà approntata per arrivare pronti all’appuntamento.
Il Ministro della Sanità, evidentemente, non tiene conto di star per colpire fasce di reddito estremamente deboli, distanti anni luce dai milioni d’italiani che possono gioire per un’altra settimana positiva di borsa. Molti cittadini sono diventati piccoli risparmiatori che possono godere dei frutti di un mercato in grande espansione, apparentemente un’esauribile miniera di danaro facile. L’idea di un sistema integrato europeo, poi, ha ingenerato nella gente la certezza di essere al riparo dal rischio di crolli e perdite dolorose. Un’euforia, insomma, destinata a riperquotersi positivamente anche sull’economia generale, con i consumi alle stelle!




Italia-Repubblica Ceca: FERNANDO COUTO TRASCINA IL PORTOGALLO

Ormai la partita pre-cena sta diventando una piacevole consuetudine di del mese di giugno in corso. Quest’oggi il match Italia-Repubblica Ceca è preceduto dalla sfida tra il Portogallo e la Turchia. I lusitani sono reduci dal pari all’esordio contro la Danimarca, mentre gli uomini allenati da Fati Therim vogliono riscattare l’inopinata sconfitta contro la Croazia rimediata negli ultimi minuti. I balcanici, però, lamentano due giorni in meno di riposo rispetto agli avversari, la stessa situazione che si trova a vivere la nazionale azzurra nei confronti della nazionale ceca.

Nottingham (City Ground) – venerdì 14 giugno 1996 – ore 17,30
PORTOGALLO – TURCHIA 1-0 (GIR. D, 2a giornata)
RETI: 66′ Fernando Couto.
PORTOGALLO: Vitor Baia, Paulinho Santos, Dimas; Fernando Couto, Paulo Sousa, Helder; Figo, Rui Costa, João Pinto (76′ Porfirio), Sa Pinto (65′ Cadete), Folha (46′ Tavares). C.T.: A. Ribeiro de Oliveira.
TURCHIA: Rüstü, Recep, Abdullah; Tugay, Oguz (70′ Arif), Alpay; Vedat, Ogun (46′ Rahim), Hakan Sukur, Sergen, Saffet (63′ Tolunay). C.T.: F. Therim.
ARBITRO: Puhl (Ungheria).
SPETTATORI: 23.000

Fati Therim rinuncia alla sua usuale difesa a 5 per cercare di dare maggior propulsione offensiva alla sua Turchia, ma viene irretito dal possesso di palla dei giocolieri lusitani. La manovra portoghese non può che essere piacevole, data la presenza in campo di grandi interpreti come Luis Figo e Rui Costa; tuttavia gli iberici difettano al momento di concludere, non disponendo di una punta all’altezza del reparto di centrocampo. Tocca ad un difensore l’onore di risolvere la partita: è quel Fernando Couto, da un paio di stagioni uomo praticamente indispensabile nelle file del Parma. Pure nella serie A italiana, il roccioso difensore centrale ha già mostrato doti di stoccatore.
Dopo la seconda sconfitta consecutiva, l’avventura dei turchi è praticamente conclusa, mentre il Portogallo dovrà giocarsi tutto nell’ultima partita contro la forte Croazia.

Italia-Repubblica Ceca 1996: DOCCIA FREDDA SULLE AMBIZIONI DI GLORIA

“Squadra che vince non si cambia”, afferma un noto adagio applicato al mondo dello sport. Lo conosce bene Arrigo Sacchi, il quale, però, sa bene che il suo sistema di gioco richiede molte energie fisiche e i suoi giocatori hanno avuto poco più di 72 ore per smaltire la fatica della partita contro la Russia. A questo punto decide di cambiare la coppia d’attacco, puntando sulla verve fisica di Fabrizio Ravanelli e sul magic moment di Enrico Chiesa, la vera novità proposta dal campionato 1995-96, inserendo lo stesso centrocampo che tanto bene ha fatto nella ripresa contro la Russia, con l’unica variante rappresentata dall’impiego di Dino Baggio in luogo di Roberto Di Matteo. L’esperimento di Alex Del Piero nel ruolo d’esterno sinistro alto è durato in pratica un tempo C’è fiducia, naturalmente: la Repubblica Ceca vista contro la Germania sembra ben poca cosa!

535: LIVERPOOL (Anfield Road Stadium) – venerdì 14 giugno 1996 – ore 19,30
ITALIA – REPUBBLICA CECA 1-2 (C.E.: GIR. B, 2a giornata)
RETI: 4′ Nedved, 18′ Chiesa (IT), 35′ Bejbl
ITALIA: Peruzzi (Juventus) 10, Mussi (Parma) 10, Maldini P. (Milan) 70 (cap.); Baggio D. (Parma) 31 (38′ Carboni (Roma) 13), Costacurta (Milan) 38, Apolloni (Parma) 14; Fuser (Lazio) 7, Albertini (Milan) 38, Ravanelli (Juventus) 11 (57′ Casiraghi (Lazio) 33), Chiesa (Sampdoria) 2 (77′ Zola (Parma) 22), Donadoni (MetroStars NY) 62. C.T.: A. Sacchi.
A disposizione: Toldo (Fiorentina), Bucci (Parma), Nesta (Lazio), Torricelli (Juventus), Di Matteo (Lazio), Di Livio (Juventus), Rossitto (Udinese), Del Piero (Juventus).
REP. CECA: Kouba, Latal (87′ Nemecek), Suchoparek; Nemec, Kadlec (cap.), Hornak; Poborsky, Bejbl, Berger (63′ Smicer), Nedved, Kuka. C.T.: D. Uhrin.
A disposizione: Srnicek, Maier, Drulak, Frydek, Kubik, Kotulec, Rada, Novotny, Kerbr.
ARBITRO: Lopez Nieto (Spagna).
SPETTATORI: 30.000

ITALIA-REPUBBLICA CECA SVOLGIMENTO

La partita Italia-Repubblica Ceca inizia in modo diametralmente opposto rispetto a quanto accaduto all’esordio con la Russia. Quasi per uno scherzo della simmetria, Pavel Nedved trafigge la porta di Angelo Peruzzi. I ragazzi di Arrigo Sacchi, però, reagiscono immediatamente all’affronto portato dal giovane talento ceco.Gli azzurri si riversano nella metà campo avversaria, fino a trovare il gol col semi-esordiente Enrico Chiesa, al culmine della sua stagione d’oro. Inizia qui un’altra partita, con due squadre pronte a darsela calcisticamente di santa ragione. I cechi, infatti, si dimostrano ben altra cosa rispetto alla squadra spaurita vista contro la Germania. Nemec e Beybl giganteggiano a centrocampo, mentre Nedved e Poborsky fanno letteralmente impazzire la retroguardia con i loro inserimenti e col continuo movimento indiavolato. Ne fa le spese al 29′ Luca Apolloni, espulso. Sacchi deve ridisegnare la squadra e, mentre valuta il dafarsi, arriva la rete del nuovo vantaggio ceco, grazie a Beybl, mediano dotato di qualità fisiche ed atletiche spropositate. Dovendo recuperare, il buon Arrigo opta per la sostituzione di un centrocampista: rinuncia a Dino Baggio, inserendo Amedeo Carboni sulla corsia di sinistra, per spostare Paolo Maldini nel ruolo di difensore centrale, ripristinando la linea arretrata a quattro.
Nella ripresa le occasioni non mancano, complice anche l’avvicendamento degli avanti stremati dal doppio lavoro per mantenere gli equilibri nella zona nevralgica del gioco, ma imprecisione, abilità del portiere avversario ed un pizzico di sfortuna, fanno sì che l’Italia esca sconfitta, ringazlluzzendo i nostri giovani avversari. Sarà l’ultima sfida contro la Germania a decidere le sorti dell’europeo azzurro, nonché dell’intero progetto sacchiano.

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