CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

19 GIUGNO 1996: L’ALLUVIONE IN VERSIGLIA E GARFAGNANA

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Arriva così il 19 giugno 1996, giorno decisivo per le sorti della nazionale azzurra di calcio, chiamata a battere la Germania, per garantirsi la possibilità di proseguire l’avventura in questo campionato europeo. In Italia piove da giorni: l’estate, che sembrava esplosa all’inizio di questo mese, ha deciso di posticipare il suo arrivo, con buona pace dei primi vacanzieri. Questo giorno llo ricorderanno a lungo anche gli abitanti della Versiglia, dove Giove Pluvio sembra aver deciso di dare il meglio di sè.
Il Governo, presieduto da Romano Prodi, decide di movimentare la vigilia di questo match, varando la sua prima manovra economica. Ammonta a sedicimila miliardi, di cui cinquemila di nuove entrate ed undicimila di tagli alle spese. Più della metà di questi riguardano i trasferimenti ad imprese ed enti locali, mentre verranno effettuati controlli severi sulle pensioni di invalidità, troppo spesso utilizzate come ammortizzatore sociale, particolarmente nelle zone depresse del Paese, dove ne beneficiano persone prive dei requisiti del caso.




Le reazioni non si fanno attendere da molti settori; i più critici sono quelli della confindustria: “il taglio alle imprese degli enti locali, Anas, Ferrovie ecc, procura molta disoccupazione a monte”. La corsa all’entrata nella moneta unica ad ogni costo è partita: ogni richiesta sembra lecita!

19 luglio 1996: L’ALLUVIONE IN VERSIGLIA

I notiziari radio-televisivi del 19 giugno 1996 si dividono tra i primi commenti alla manovra economica appena varata e i pronostici per la supersfida Italia-Germania, facendo appello a tutti i precedenti che tanto ci hanno fatto gioire. A ben altro devono far appello gli abitanti della Versiglia, a partire dalle 13. In alta valle, il torrente Vezza, tratto alto del fiume Versilia, inizia la sua corsa devastante presso il centro di Cardoso, dove, secondo alcuni testimoni oculari, si sono sentiti numerosi boati provenienti dalle montagne e dai valloni dei torrenti confluenti presso il paese, seguiti da ripetute ondate d’ acqua, fango e detriti alte fino a 4-5 metri!La località viene dunque investita e distrutta quasi completamente. La rapidità e la violenza improvvisa dell’evento si giustifica con le fortissime piogge, unite alla siccità che da mesi affligge la zona, rendendo ancora più fragili i già instabili versanti delle Alpi Apuane. Enormi frane di terra, detriti e tronchi provocano degli sbarramenti temporanei, che bloccano tutte le valli dei corsi d’acqua a monte di Cardoso che danno origine al torrente Vezza. Dunque, si sono creati svariati ed effimeri bacini di acqua che, cedendo poi tutti insieme di schianto nel primo pomeriggio sotto le incessanti precipitazioni, danno luogo a un’onda di piena catastrofica!

19 giugno 1996: LA TRAGEDIA SI ESPANDE

Dopo aver devastato Cardoso, la piena prosegue sul torrente Vezza, investendo il centro di Ponte Stazzemese, dove arriva a lambire il 2º piano delle abitazioni, diventando anche una delle cause del crollo di un albergo. Successivamente la forza distruttrice delle acque raggiunge Ruosina, dove sommerge l’intero abitato, cancellando quasi completamente la strada di fondovalle.
Verso le tre del pomeriggio la piena giunge, furibonda, presso la cittadina di Seravezza, per gran parte sommersa da 2-3 metri d’acqua. In questo tratto il torrente Vezza riceve poi da destra anche la piena del suo principale affluente, il torrente Serra e mutando da questa confluenza in poi denominazione in “fiume Versilia”, prosegue impetuoso e stracolmo di detriti verso valle. Dopo Seravezza, il Versilia sormonta e distrugge tutti i ponti nei pressi dei centri di Ripa, Corvaia e Vallecchia, abbandonando il suo tratto vallivo e trova sbocco nella pianura della Versilia. In questo tratto il fiume, canalizzato e deviato nei secoli passati in un alveo artificiale che sfocia nel pressi di Cinquale di Montignoso, dilaga letteralmente presso la località di San Bartolomeo di Pietrasanta a causa del sormonto e conseguente cedimento di un ampio tratto del suo argine sinistro, creandosi dunque un nuovo corso verso sud seguendo l’antico tracciato del suo vecchio alveo di scorrimento. Questo causa un’estesa inondazione dell’intera porzione occidentale del comune di Pietrasanta sino alla frazione di Marina di Pietrasanta, Forte dei Marmi e parte del comune di Montignoso.

19 giugno 1996: LA SITUAZIONE IN GARFAGNANA

Nel frattempo la tragedia ha colpito anche il versante orientale delle Apuane in Garfagnana: nell’alta valle del torrente Turrite, il centro di Fornovolasco è letteralmente devastato dalla piena del corso d’acqua. Più a valle invece i danni sono minimi, grazie alla presenza di un lago artificiale sul corso d’acqua che, completamente vuoto per manutenzione, riesce ad accogliere gran parte della piena, frenandone l’impeto, salvando quindi il centro situato più a valle di Gallicano.
Verso le diciotto i pluviometri di Pomezzana e Retignano, in Alta Versilia, mostrano valori cumulativi di precipitazioni rispettivamente pari a 478 e 401 mm in 13 ore. Quello di Fornovolasco, in Garfagnana, 408 mm. In sei ore di pioggia, sulla zona è caduta mezza tonnellata di acqua per ogni metro quadro di superficie!

19 giugno 1996: IL BILANCIO

L’alluvione in Versiglia e Garfagnana del 19 giugno 1996 è considerata una delle peggiori alluvioni che abbia mai colpito la Toscana, dopo l’alluvione di Firenze del 1966, col suo pesante bilancio di vittime. Alla fine dell’emergenza si conteranno quattordici morti, quasi tutti a Cardoso e un disperso.
Fango, pietre e grandi massi, interi castagneti, a ondate successive sono piombate sul paese per un totale di oltre 2.200.000 metri cubi di detriti, livellando completamente l’alveo del fiume e in alcuni casi innalzandolo di 12 metri!
Nell’intero comprensorio del comune di Stazzema si sono verificate oltre cinquecento frane, sia lineari lungo i canali, sia areali lungo i versanti

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