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L’ULTIMA FASE DELLA CARRIERA DI FABIO CAPELLO: REAL MADRID, INGHILTERRA, RUSSIA E NUOVA SFIDA CINESE!

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Il 5 luglio del 2006, con l’animo dell’Italia calcistica diviso tra l’entusiasmo per le imprese della nazionale di Marcello Lippi e le “miserie” di “calciopoli”, il Presidente del Real Madrid annuncia l’ingaggio di Fabio Capello: per il friulano inizia l’ultima fase della sua lunga carriera, per altro non ancora conclusa. La società iberica gli chiede l’assalto alla Champion’s League. Il materiale umano a disposizione non gli manca, a partire da quell’Antonio Cassano che solo lui ha saputo far rendere secondo le sue possibilità, mentre dalla Juventus arrivano Fabio Cannavaro ed Emerson Ferreira, ormai un suo fedelissimo.




L’ultima fase della carriera di Fabio Capello: LA DIFFICILE PARENTESI AL REAL MADRID

Non mancano gli uomini di grande prestigio a disposizione di Fabio Capello nel Real Madrid 2006-07, ma le scorie del mondiale ed un certo appagamento rendono ostico il lavoro al tecnico friulano. La squadra sembra non rispondere e, come si sa, quando i risultati mancano, il malcontento tra i giocatori imperversa. Dopo qualche mese Capello fa il punto della situazione e screma chi non abbraccia il progetto. In una conferenza stampa annuncia che non farà più conto su Antonio Cassano, Ronaldo e David Beckham. In breve riesce a ricostruire lo spogliatoio ed i risultati migliorano. Frattanto Cassano torna in Italia alla Samp, mentre Ronaldo va al Milan; Beckham, invece, si rimette in pari con i compagni, tanto da essere reintegrato in rosa, dando il proprio apporto per la volata con la quale il Real Madrid riconquista il titolo spagnolo.
Tuttavia, il gioco poco spettacolare e il percorso deludente in Champion’s inducono la società ad interrrompere il rapporto con Fabio Capello.

L’ultima fase della carriera di Fabio Capello: SULLA PANCHINA DELL’INGHILTERRA

Nell’estate del 2007 Capello rimane alla finestra in attesa del progetto giusto e, a questo punto del contratto più vantaggioso. La proposta gli arriva dalla Federazione Inglese. Nonostante i numerosi campioni in rosa, l’Inghilterra è rimansta fuori dagli europei d’Austria e Svizzera. Non deve nemmeno superare il problema della lingua: i corsi intensivi sostenuti nel periodo da dirigente alla Mediolanum gli tornano quanto mai utili. Dal dicembre 2007 Fabio Capello è il nuovo Commissario Tecnico dell’Inghilterra. Porta con sè Italo Galbiati come allenatore in seconda, Franco Tancredi come allenatore dei portieri, Fabrizio Neri quale preparatore atletico, mentre come general manager fa assumere Franco Baldini.
Ancora una volta parte dallo spogliatoio, imponendo regole di comportamento ad un gruppo di giocatori avvezzi ad atteggiamenti da star, che poco hanno a che vedere col calcio. I risultati sono decisamente incoraggianti. Il cammino verso la fase finale del Mondiale previsto in Sud Africa è trionfale: l’Inghilterra vince nove delle dieci partite in programma, presentandosi con i galloni di protagonista alla manifestazione iridata del 2010. Gli inglesi passano il primo turno senza brillare, andando ad affrontare la giovane Germania di Joachin Lòve. Un gravissimo errore arbitrale spiana ai tedeschi la strada della vittoria.
La federazione inglese rinnova la fiducia a Fabio Capello, il quale nel frattempo ha detto di no all’Inter di Massimo Moratti. La squadra continua a seguirlo, tanto da qualificarsi prima nel girone che porta all’europeo di Polonia ed Ucraina del 2012. Nel febbraio dello stesso anno, però il calcio della Terra d’Albione è scosso dal caso Terry, il capitano dei bianchi, accusato di frasi razziste contro il compagno di squadra Ferdinand. La federazione decide di togliergli la fascia di capitano. Capello critica l’atteggiamento dei dirigenti, tanto da dare le dimissioni l’8 febbraio del 2012. Lascia col record di tecnico più vincente nella storia della nazionale inglese.

L’ultima fase della carriera di Fabio Capello: SULLA PANCHINA DELLA RUSSIA

Terminati gli europei del 2012 la Russia, che nel frattempo ha ottenuto l’organizzazione dell’edizione 2018 della fase finale del mondiale, decide di rivolgersi a Fabio Capello per impostare un programma per la creazione di una nazionale vincente. In russia ci sono buoni giocatori, forti fisicamente, ma poco disciplinati tatticamente. A lui il compito di farne una squadra! L’inizio è incoraggiante: la selezione russa vola direttamente in Brasile precedendo nel girone il Portogallo di Cristiano Ronaldo. InSud America, però, le cose non vanno per il veroso giusto: i russi pareggiano contro le non irresistibili Corea del Sud ed Algeria, andando a perdere contro il Capello rimane al timone, ma i risultati poco lusinghieri lo convincono ad accettare una mediazione, interrompendo consensualmente Belgio, tornando a casa senza vittorie.il rapporto con la federazione.
Rimane alla finestra per oltre due anni, prima di andare a confrontarsi con la nuova frontiera del calcio cinese, in un nuovo capitolo dell’ultima fase della sua lunghissima carriera.
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