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FABIO CAPELLO ALLENATORE DEL MILAN DEGLI “INVINCIBILI”

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È l’estate del 1991: il Milan ha appena terminato il campionato al terzo posto senza mai entrare realmente in corsa per la conquista del titolo ed è uscito malamente dalla Coppa dei Campioni; ambiente da ricostruire dopo la rottura con arrigo sacchi: comincia così l’avventura di Fabio Capello allenatore del Milan. Ha 45 anni, ma pochissima esperienza alla guida di una prima squadra. C’è scetticismo in merito a questa scelta; per molti si tratta di uno dei tanti “yes man” che Silvio Berlusconi vuole attorno a sè. Lui ha la necessaria forza morale per affrontare la nuova sfida, con raziocinio ed un pizzico d’inventiva, proprio come quando giocava. Non appena varca il cancello di Milanello, si rende conto di avere in mano un gruppo stanco psicologicamente, più che fisicamente. Proprio da lì inizia il suo lavoro: innanzitutto introduce il concetto di divertimento anche durante gli allenamenti. Sul piano tecnico, egli semplifica gli schemi, soprattutto negli ultimi 30 metri, nei quali tutti dovevano dar sfogo alla fantasia e quel Milan ne aveva davvero tanta a disposizione!




Fabio Capello allenatore del Milan: IL PRIMO SCUDETTO

Le prime uscite ufficiali di Fabio Capello allenatore del Milan atto II non sono certo da ricordare. Il gioco non decolla, tanto che il primo vero gol su azione arriva solo dopo 6 giornate, grazie al giovane Demetrio Albertini, un ventenne centrale di centrocampo lanciato nella mischia accanto a Franky Rijkaard. La squadra è comunque solida e, col trascorrere delle giornate inizia a prendere consapevolezza. La prima a farne le spese è la Roma, travolta per 4 a 1 alla 9a giornata, seguita dalla Samp campione d’Italia in carica, sconfitta in casa per 2 a 0 grazie ad una doppietta del ritrovato Ruud Gullit. L’olandese è definitivamente recuperato al grande calcio, ma è tutto il gruppo a ritrovare la giusta condizione. Il lavoro del friulano è senz’altro agevolato anche dal fatto di non dover disputare le coppe europee,per la squalifica di un anno rimediata dopo la “buffonata di Marsiglia”. La rinascita del Milan è definitivamente certificata il 5 gennaio del 1992, quando i rossoneri rifilano un perentorio 5 a 0 al Napoli, al momento diretta concorrente per la conquista dello scudetto. Di lì in avanti inizia la lunga volata verso il tricolore, conclusa senza sconfitta alcuna!
Inizia qui la leggenda di Fabio Capello allenatore del Milan degli “”invincibili”.

Fabio Capello allenatore del Milan: RECORD E PRIME DELUSIONI

Riconquistato lo scudetto, per il Milan si riaprono le porte della Coppa dei Campioni (da un paio di stagioni Champion’s League). La società vuole lottare e non bada a spese: Fabio Capelllo si ritrova tra le mani un’autentica multinazionale. A lui la sfida non fa paura: ppossiede la personalità e le conoscenze per gestire il gruppo. Gli anni da dirigente gli tornano proprio utili in questa circostanza. Tutto è poi reso più agevole dai risultati che arrivano copiosi: il Milan è diventato un’autentica macchina da gol, con un Marco Van Basten ai massimi livelli. Poco importa se la difesa si concede qualche pausa: là davanti fanno sfracelli.
Qualcosa inizia a cambiare verso la fine del 1992: Van Basten si ferma: si rende necessario l’intervento per tentare di ripristinare la cartilagine delle caviglie. I sostituti non mancano: il francese Jeahn Pierre Papin, pallone d’oro 1991, prende sulle sue spalle l’attacco e la squadra torna a brillare. Il Milan non conosce sconfitta e alla 22a giornata ha 11 punti di vantaggio sulla seconda. La domenica successiva si fa raggiungere sul 2 a 2 sul campo della Lazio: qualcosa inizia ad andar storto. Ci pensa Tino Asprilla, funambolo colombiano in forza al Parma a chiarire il tutto, realizzando la punizione decisiva per fermare a quota 58 i risultati utili del Milan. In campionato, comunque il vantaggio è tale da garantire il successo nonostante un solo successo nelle ultime 12 partite.
La prima vera delusione per Fabio Capello allenatore del Milan giunge dalla Coppa dei Campioni, incredibilmente persa nella balorda serata di Monaco di Baviera. Il rientrante Marco Van Basten evita di tirare in porta per tre volte nei primi 20 minuti di gara, offrendo la possibilità all’incredulo Daniele Massaro di entrare nella storia e il lungo Basil Boli, ad un minuto dal termine del primo tempo, infila la porta difesa da Sebastiano Rossi, punendo tanta prodigità. La coppa va in Francia e al Milan rimane tanta amarezza e polemiche.

Fabio Capello allenatore del Milan: DOPPIETTA COPPA E CAMPIONATO

Beffe come quella patita dal Milan a Monaco di Baviera lasciano il segno. Lo sa bene Fabio Capello pronto ad avallare la cessione di alcuni scontenti. Tra loro c’è Ruud Gullit, partito alla volta di Genova assieme ad Alberigo Evani, mentre Frank Rijkaard ritorna all’Ajax. Arrivano buoni giocatori come Florin Raducioiu e Bryan Laudrup, mentre si punta sulla crescita di Zvonimir Boban, Dejan Savicevic e, soprattutto, di quel Gigi Lentini chiamato a giustificare l’enorme sforzo finanziario profuso per strapparlo al Torino nel 1992. Proprio l’ex granata dà il primo grattacapo vero a Fabio Capello allenatore del Milan 1993-94, quando a bordo della sua Porsche si schianta sull’autostrada che da Torino porta a Milano. Il ragazzo è in fin di vita: ha solo 24 anni, alcuni dicono come Gigi Meroni. Questa volta, fortunatamente, il finale è diverso, ma il recupero sarà lunghissimo.
Il Milan, intanto inizia la nuova stagione. Non incanta, ma vola al comando senza subire goal. Sebastiano Rossi batte il record d’imbattibilità iniziale, persa all’ottava giornata ssul campo del Foggia. Alla 10a giornata i rossoneri perdono il primato in classifica: Ruud Gullit porta a termine la sua vendetta sportiva realizzando il gol decisivo col quale la Samp batte il Milan in rimonta per 3 a2. I rossoneri reagiscono immediatamente e in due giornate tornano al comando della classifica. La sconfitta in Coppa Intercontinentale per mano del Sao Paulo non lascia ttracce e la squadra riprende a far risultati. Conttrariamente all’anno precedente i gol non arrivano copiosi, ma la difesa diventa un bunker insuperabile. A questo è giovato l’arrivo di Marcel Desajilly, schierato da Capello a centrocampo, a protezione della retroguardia. Nel girone di ritorno, con Sebastiano Rossi che stabilisce il nuovo primato d’imbattibilità assoluta, il Milan dà l’allungo decisivo. Con nove vittorie consecutive si porta ad altrettanti punti di vantaggio sulla seconda. Mancano sei incontri al termine: basta solo gestire. Quindi i rosssoneri si concentrano sulla Coppa dei Campioni, conquistando la finalissima di Atene, a spese del Monaco sconfitto per 3 a 0 a Milano.
Cucito il terzo scudetto consecutivo, i rossoneri, privi della coppia titolare di difensori centrali Costacurta-Baresi, affrontano il Barcellona. I catalani hanno il favore del pronostico: Romario e Stoichkov sono garanzia di spettacolo. Johann Cruijffè addirittura sprezzante, ma dovrà fare i conti col raziocinio di Fabio Capello allenatore del Milan, grande motivatore. In campo i rossoneri annienta psicologicamente l’avversario, concedendo al grande pubblico tutte le giocate mai messe in mostra nell’intera stagione. Alla fine ne esce un pesantissimo 4 a 0 inflitto ad una squadra azurgrana incredula. In una sera Fabio Capello da Pieris si è garantito definitivamente un posto tra i grandi del calcio: primo dai tempi del “Grande Torino” a vincere tre scudetti consecutivi e primo da quelli della “Grande Inter” a realizzare l’accoppiata coppa-campionato.

Fabio Capello allenatore del Milan: LE ULTIME DUE STAGIONI

Al rientro dalle vacanze estive Fabio Capello ritrova in rosa Ruud Gullit, colpo di mercato per rimanere al vertice. Il tecnico, però, deve fare i conti con le scorie del mondiale USA, che ha visto impegnati bben 6 giocatori del Milan. La partenza è incoraggiante: vince la Supercoppa di Lega (terza consecutiva) e due delle prime tre partite di campionato. L’esordio in Coppa dei Campioni è traumatico: la giovane Ajax capitanata da Frank Rijkaard sovrasta letteralmente il Milan in ogni reparto. La condizione fisica tarda a venire. In campionato la squadra infila una serie dipartite senza vittorie che la allontanano dal vertice, mentre il girone si complica anche per effetto ddel fattaccio di San Siro che neutralizza la vittoria per 3 a 0 contro l’Austria Salisburgo. Alla fine di novembre la squadra si reca in Giappone per affrontare la sfida di Coppa Intercontinentale. Il Velex Sarxfield, formazione argentina di calciatori praticamente sconosciuti al grande pubblico, infligge un netto 2 a 0 ad un Milan mai realmente in partita! È il momento più difficile della gestione Capello. RRientrato in Italia il friulano rimette un po’ a posto le cose: la squadra supera il turno in champion’s, mentre in campionato si riavvicina alle posizioni di vertice. Arriva anche il successo nella supercoppa europea a dar morale e, alla ripresa delle competizioni continentali, il Milan trova il passo giusto per eliminare Werder Brema e Paris Saint Germain, raggiungendo la finale di Vienna. Di fronte ancora l’Ajax di Louis Van Gaal. Questa volta gli olandesi non dominano: il Milan li tiene a bada, ma a sei minuti dal termine il giovane talento Patrik Kluijvert infila il goal decisivo che riporta il trofeo nella bacheca dei lancieri a distanza di 22 anni. Verdetto sostanzialmente giusto per quanto fatto vedere dai ragazzi di Amsterdam.
In estate il Milan tenta un rinnovamento::: perso definitivamente Marco Van Basten, che dopo oltre due anni di sofferenze chiude col calcio giocato, arriva George Weah, assieme a Roberto Baggio, praticamente scaricato dalla Juve. Il liberiano incanta con giocate al limite del fantascientifico, mentre il rapporto con Baggio si fa conflittuale. Attento agli equilibri di squadra, Capello non esita a sostituirlo nei minuti finali, quando il giocatore cala fisicamente rischiando di mandare in sofferenza i reparti arretrati. Arriva lo scudetto, ma i programmi, a detta di Capello, non sono più così chiari. La rosa avrebbe bisogno di un profondo ringiovanimento, ma in società si bada a spendere il meno possibile.
A questo punto Fabio Capello allenatore del Milan comprende di aver dato tutto quanto in suo potere e accetta l’offerta del Real Madrid.

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