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FABIO CAPELLO ALLENATORE DELLA ROMA: PRIMO TECNICO ITALIANO CAMPIONE D’ITALIA CON I GIALLO-ROSSI

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Nell’estate del 1999 Fabio Capello diventa il nuovo allenatore della Roma, rientrando in pista in quello che passa alla storia come il “campionato delle sette sorelle”. Tante sono infatti le formazioni accreditate di poter lottare per il titolo: le due milanesi, le due romane assieme a Juventus, Parma e Fiorentina. Questa volta a Capello si chiede di razionalizzare il lavoro impostato da Zdeneck Zeman e di valorizzare al massimo il talento puro del giovane Francesco Totti. L’organico, già di buon livello, viene rinforzato con gli arrivi del centrocampista brasiliano Paulo Assunçao e del bomber Vincenzo Montella, più di cinquanta reti in tre stagioni con la maglia della Sampdoria.




Fabio Capello allenatore della Roma: VLA STAGIONE 1999-2000

Come preventivato, il campionato 1999-00 è duro ed equilibrato. Contro molti pronostici, la Juventus va in fuga, mentre l’Inter, da molti considerata la grande favorita, si allontana dalle posizioni di vertice. La Roma, dal canto suo, combatte per uno dei quatttro posti che danno diritto a disputare la Champion’s League 2000-01. Il trio Montella-Totti-Delvecchio sembra funzionare a meraviglia, ma la rosa non è adatta ad una serie A di così alti valori tecnici. Alla fine la Lazio si laurea Campione d’Italia, mentre il primo anno di Capello allenatore della Roma si chiude con un onorevole sesto posto.
Sono questi anni di grandi trasformazioni nel mondo del calcio italiano, con le società che fanno il proprio ingresso in borsa. Nella primavera del 2000 proprio l’AS Roma compie il grande passo. Per far apprezzare il titolo, la società decide di investire nel parco giocatori. Arrivano così il fortissimo difensore Walter Samuel, l’ottimo centrocampista Emmerson Ferreira e, dalla Fiorentina, Gabriel Omar Batistuta, al momento probabilmente il miglior attaccante in circolazione. A questo punto Capello ha a disposizione un organico completo, con cui può ambire al massimo traguardo.

Fabio Capello allenatore della Roma: L’ANNO DELLO SCUDETTO

Fabio Capello sfrutta al meglio la rosa a disposizione, creando una squadra solida e razionale, a sua immagine e somiglianza. _Davanti all’esperto Francesco Antonioli giostra una difesa incentrata sulla coppia centrale formata da Samuel ed Aldair, con Cafù e Candela a stantuffare sulle fasce. Il centrocampo è diretto magistralmente da Emerson Ferreira, l’uomo che, come dichiarato dallo stesso Capello in estate, avrebbe fatto fare il salto di qualità all’intera squadra, coadiuvato da Cristiano Zanetti ed eusebio Di Francesco. Davanti il giovane Francesco Totti agisce dietro la coppia d’attacco formata da Gabriel Batistuta e Marco Delvecchio, solitamente preferito a Vincenzo Montella per la sua maggiore propensione al sacrificio. Il bomber napoletano, tuttavia, diventa essenziale nei momenti difficili, quando, entrando a partita iniziata, stravolge i piani tattici degli avversari. Ancora una volta Capello si dimostra un mago nel gestire gli uomini: la squadra non risente nemmeno del grave infortunio patito da Emerson, degnamente sostituito da Paulo Assunçao. L’unico vero passaggio a vuoto la squadra lo accusa alla 15a giornata, quando viene sovrastata dal Milan di Alberto Zaccheroni, in una delle poche domeniche felici della formazione rossonera vissute in quella stagione. La Juventus resiste, ma alla fine, il 17 giugno del 2001, la Roma giallorossa può festeggiare la conquista dello scudetto, pareggiando il conto aperto l’anno precedente dai cugini della Lazio. Fabio Capello diventa il primo allenatore della Roma italiano a portare lo scudetto sulle maglie giallo-rosse della Capitale.

Fabio Capello allenatore della Roma: LE STAGIONI 2001-02 E 2002-03

Vinto lo scudetto Capello deve registrare la partenza di Cristiano Zanetti, ritornato all’Inter per fine prestito e l’arrivo del giovane e talentuosissimo Antonio Cassano. Vent’anni ancora da compiere, il barese ha le qualità fisiche e tecniche per diventareun fuoriclasse assoluto. Può giocare da tre quartista o indifferentemente da seconda punta, andando a costituire con Francesco Totti una coppia che poche squadre possono permettersi. Il pre-campionato è dolce: a settembre arriva la netta vittoria nella supercoppa di Lega contro la Fiorentina, formazione per altro in disarmo morale. In campionato i giallorossi iniziano con un pari sul difficile campo dell’Hellas Verona, ma poi procedono a passo spedito, a ridosso di Inter e Juventus. Tuttavia non entrano mai seriamente in lizza per il titolo: Batistuta non rende più come l’anno precedente e a centrocampo manca l’equilibrio tattico garantito dalla prestanza fisica di Cristiano Zanetti, nonostante la crescita di Emmerson Ferreira, pienamente recuperato dall’infortunio. Comunque all’ultima giornata i giallorossi si presentano con due punti di svantaggio sull’Inter capolista ed uno sulla Juventus. I nerazzurri cadono in casa della Lazio per 4 a 2, mentre la Juventus passa ad Udine, festeggiando lo scudetto. La Roma passa in trasferta e soffia all’Inter il secondo posto, utile per accedere direttamente alla fase a gironi della Champion’s League 2002-03.
L’anno seguente, pperò, gli infortuni, una cattiva condizione fisica, la carta d’identità di molti campioni e qualche decisione arbitrale sbagliata di troppo, tolgono presto la Roma dalla lotta per il primato. Fabio Capello avverte questo clima: a questo punto non diventa più solo l’allenatore della Roma, ma il primo difensore della società, arrivando ad affermare che non sarebbe mai andato ad allenare la Juventus. La stagione si chiude con un modesto piazzamento in campionato e la sconfitta nella finale di Coppa Italia, finita nella bacheca del Milan neo campione d’Europa 2002-03.

Fabio Capello allenatore della Roma: IL DUELLO COL MILAN DI CARLO ANCELOTTI

Nell’estate del 2003 Marcos Cafù lascia la Roma per andare a vestire la maglia del Milan. La socetà capitolina ha qualche problema finanziario, pertanto non procede ad acquisti mirabolanti. Arrivano tuttavia alcuni elementi interessanti come il laterale brasiliano Amantino Mancini, il francese Da Court ed il centrocampista brasiliano Lima. Capello, poi, lancia in pianta stabile il giovane Daniele De Rossi, un giolly di centrocampo destinato a diventare una bandiera romanista, nonché un elemento prezioso in nazionale. La Roma funziona e tiene il passo dello scatenato Milan di Shevchenko e Kakà. Nello scontro diretto dell’Olimpico, però, i rossoneri dannoun saggio di grande calcio, operando il primo strappo. La Roma si rialza, offre altre prestazioni notevoli, di cui ricordiamo il 4 a 0 inflitto alla Juventus, ma il Milan allunga inesorabilmente, fino a vincere matematicamente lo scudetto alla terz’ultima di campionato, quando si aggiudica proprio lo scontro diretto di San Siro. Per Capello allenatore della Roma è un altro secondo posto, nonostante un campionato quasi record. La situazione societaria alla Roma inizia a farsi pesante e lui decide di accettare la proposta della Juventus di Luciano Moggi.

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