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FABIO CAPELLO ALLENATORE DEL REAL MADRID, IL RITORNO AL MILAN E ALLE TELECRONACHE

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Riconquistato lo scudetto, Fabio Capello decide di lasciare il Milan da vincitore e, dopo aver avuto ampie rassicurazioni circa la bontà del progetto tecnico, diventa il nuovo allenatore del Real Madrid. Chiude una parentesi umana e professionale durata vent’anni. Nella conferenza stampa di comiato non manca di lanciare un monito alla società, invitandola ad una seria programmazione del futuro. Effettivamente lascia una squadra anziana in molti elementi fondamentali, a partire dalla difesa, diretta dal sempiterno Franco Baresi, giunto al compimento del suo trentaseiesimo compleanno.




FABIO CAPELLO ALLENATORE DEL REAL MADRID

Quale nuovo allenatore del Real Madrid, Fabio Capello deve fare i conti con la rivalità tra le “Merengues” ed il Barcellona. I catalani si sono appena assicurati l’astro nascente del calcio mondiale Ronaldo, senz’altro il colpo grosso del mercato 1996, il primo sotto il regime della legge Bosman. Fabio Capello, per riportare il titolo di Spagna a Madrid, punta sui giovani, pescando a piene mani sul mercato italiano. Dalla Sampdoria arriva l’olandese Clarence Seedorf, mentre dall’Inter preleva il brasiliano Roberto Carlos, terzino sinistro goleador, considerato un lusso in casa nerazzurra, mentre dal mercato interno iberico giungono gli slavi Predrag Mihatovic e Davor Suker. Capello costruisce una squadra a sua immagine e somiglianza: pratica e concreta, alla quale l’arrivo a stagione ampiamente iniziata del giovane difensore Cristian Panucci, in rotta con il rientrato Arrigo Sacchi al Milan, conferisce ulteriore solidità difensiva. Non è solo un gestore di uomini, ma torna ad insegnare calcio. Il primo a beneficiarne è il brasiliano Roberto Carlos che, seguendo i consigli dell’uomo venuto da Pieris, diventa il laterale difensivo sinistro più forte del mondo, unendo alle sue eccezionali doti d’attacco, un’insospettata propensione al sacrificio, divenendo uno dei rimpianti storici dell’Inter. Il giocatore spiegherà in modo disarmante la sua trasformazione: “all’Inter nessuno mi aveva detto che dovevo anche difendere”. A BarcellonaRonaldo fa sfracelli, ma nei due scontri diretti il raziocinio del Real Madrid targato Capello prevale Lo stesso dicasi per le sfide contro l’Atletico campione uscente: alla fine i Blancos riconquistano il titolo spagnolo.

Fabio Capello allenatore del Real Madrid: IL RITORNO AL MILAN

Fabio Capello, da allenatore del Real Madrid, ha conquistato il suo quinto titolo nazionale, tra Italia e Spagna, in sei stagioni. “Don Fabio”, l’hanno già ribatezzato e a lui Silvio Berlusconi si rivolge per ricostruire un Milan vincente. La stagione 1996-97 si è chiusa in modo disastroso: eliminazione ai gironi di Champion’s per mano dei modesti norvegesi del Roosemborg, corsari a San Siro nel match decisivo e 11o posto in campionato, con l’umiliante 1 a 6 subito dalla Juventus.
Il friulano chiede un programma serio di rinnovamento e la società lo accontenta. Franco Baresi e Mauro Tassotti chiudono col calcio giocato alla bella età di 37 anni, mentre si decide di non avvalersi più delle prestazioni di Roberto Baggio. Dall’Ajax arrivano Winston Bogaard e Patrick Kluijvert, che ritrovano Rijziger e Davids, per ricostituire un blocco vincente, da inserire con i vari Paolo Maldini, “Billy” Costacurta, Zvonimir Boban, Demetrio Albertini, George Weah e Dejan Savicevic, con la rosa completata da altri innesti come i difensori André Cruz e Roberto Ajala, il centrocampista Jimmy Maini e l’attaccante Andreas Andrssson.. La rosa sembra di ottimo livello, adatta per competere con le grandi del momento. L’inizio, però non è esaltante: i risultati non arrivano ed il gruppo non trova l’amalgama. Tutt’altro: i nuovi non vanno d’accordo con i “vecchi” tanto che la società deve cedere Edgard Davids, da qualcuno successivamente ribatezzato “mela marcia”. Capello avalla la decisione, sensibile com’è alle dinamiche di spogliatoio!
Se in serie A la squadra balbetta, maggiori soddisfazioni arrivano dalla Coppa Italia, soprattutto nel derby d’andata dei 4i di finale, quando i rossoneri rifilano un pesantissimo 5 a 0 all’Inter di Ronaldo. Il Milan arriva addirittura alla finale, passando addirittura in vantaggio nella partita di ritorno in casa della Lazio, prima di crollare. È un nuovo fallimento, il primo nella carriera di Fabio Capello, il quale sfoga tutta la sua amarezza solo dopo la cinquina rimediata nella gara esterna contro la Roma di Zdeneck Zeman.

Fabio Capello allenatore del Real Madrid: IL RITORNO ALLE TELECRONACHE

Il Milan decide d’interrompere il rapporto con Fabio Capello, per puntare sulle idee innovative di Alberto Zaccheroni, reduce da un grandissimo terzo posto alla guida dell’Udinese. Con un anno di contratto, il friulano decide di prendersi un anno di pausa dalla panchina. Nel frattempo riscopre un suo “grande amore” quello di commentatore televisivo. Lo ritroviamo al fianco di Marco Civoli a commentare le partite della nazionale italiana di calcio. A primavera 1999 gli arriva la nuova proposta: la Roma decide di chiudere l’era Zeman affidandogli la squadra per la stagione 1999-2000.

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