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33a E 34a GIORNATA 1995-96, GRAN PREMIO DI SAN MARINO E PARIS SAINT-GERMAIN RE IN COPPA DELLE COPPE

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Celebrato il ritorno dello scudetto sulle maglie del Milan, il mondo del calcio si appresta a seguire il finale di campionato 1995-96. Due giornate con ben pochi verdetti da emettere, ma inframezzate da molte finali di coppe europee e da quella d’andata di Coppa Italia. Si inizia l’1 maggio con la finale d’andata di Coppa UEFA, al termine di una giornata particolare. Per la prima volta, dalla nascita della Repubblica Italiana, al potere c’è un Governo (sebbene non ancora in carica) spiccatamente di sinistra. Aria nuova, quindi, nelle usuali manifestazioni di piazza legate alla “festa dei lavoratori”, il cui partito di riferimento è entrato nella stanza dei bottoni.
Toni concilianti,aria di pacificazione anche a livello internazionale. In questo primo giorno di maggio 1996 l’Iraq permette alL’UNISCOM la supervisione e la distruzione di Al-Hakam, principale base di armi nucleari del Paese. Era una delle condizioni di pace imposte dalla Comunità Internazionale (guidata dagli Stati Uniti) al regime di Saddam Ussein, sempre più orientato verso posizioni fondamentaliste islamiche, le stesse per le quali ha sostenuto otto anni di guerra contro l’Iran.




La festa, che cade proprio di mercoledì, termina con la finale d’andata di Coppa UEFA, tra il Bayern di Monaco ed il Bordeaux, autentica sorpresa della manifestazione.

Finale di campionato 1995-96: LA FINALE D’ANDATA DI COPPA UEFA E DI COPPA ITALIA

Allo Stadio Olimpico di Monaco c’è molta Italia. I padroni di casa, in lizza fino all’ultimo per la conquista del titolo di Campione di Germania col fortissimo Borussia Dortmund, stanno per raccogliere i frutti del lavoro impostato l’anno precedente da Giovanni Trapattoni, alla finestra in questo finale di campionato 1995-96, di cui è ormai certo il ritorno in panchina in vista della stagione a venire. Di fronte il Bordeaux, carnefice del Milan ai quarti di finale. I transalpini dispongono di alcune individualità di spicco, destinare a lasciare il segno negli anni a venire.

COPPA UEFA – FINALE D’ANDATA – Monaco di Baviera (Olympiastadion), mercoledì 1 maggio 1996
BAYERN MONACO – BORDEAUX 2-0
RETI: 34′ Helmer, 60′ Scholl
BAYERN MONACO: Kahn, Matthäus (54′ Frey), Helmer; Babbel, Hamann, Sforza; Kreuzer, Scholl, Ziege, Klinsmann, Papin (70′ WiteTchk).
BORDEAUX: Huard, Friis-Hansen, Lizarazu; Dogon, Grenet, Lucas; Croci, Dutuel, Bancarel, Richard Witschge, Tholot (90′ Anselin).
ARBITRO: Muhmenthaler (Svizzera)
SPETTATORI: 62.000

Una rete per tempo firmate dalforte difensore centrale Thomas Helmer e dal giovane talento di origine turca Memet Scholl, avvicinano il Bauyern Monaco all’ennesimo trofeo della sua breve storia. I girondini non escono per nulla ridimensionati, ma un’altra impresa come quella compiuta contro il Milan sembra difficile da ripetere, per lo più contro un gruppo di giovani affamato di successi.
L’incombente fase finale del Campionato Europeo per Nazioni impone ritmi forzati a questo finale di stagione 1995-96. La sera successiva Firenze ospita la finale d’andata di Coppa Italia. Di fronte i padroni di casa della Fiorentina e l’Atalanta, splendida sorpresa della fase ascendente del campionato 1995-96, prima di accontentarsi di una salvezza tranquilla.

COPPA ITALIA – FINALE D’ANDATA – Firenze (Stadio Artenio Franchi), giovedì 2 maggio 1996
FIORENTINA – ATALANTA 1-0
RETI: 52′ Batistuta
FIORENTINA: Toldo, Carnasciali, Padalino; Piacentini, Sottil (85′ Bigica), Amoruso L.; Orlando M. (46′ Banchelli), Schwarz, Batistuta, Rui Costa, Robbiati. ALL.: C. Ranieri.
ATALANTA: Ferron, Pavone (79′ Salvatori), Paganin I; Montero, Valentini, Herrera; Bonacina, Fortunato, Tovalieri (84′ Pisani), Morfeo I, Gallo F. (79′ Sgrò). ALL.: E. Mondonico.
ARBITRO: Boggi (Salerno).
Gabriel Omar Batistuta, ancora e sempre lui, decide questa finale d’andata. La vittoria col minimo scarto permette alla Fiorentina di recarsi a Bergamo con una certa tranquillità, ma gli orobici tra le mura amiche sanno essere davvero pericolosi. Comunque il primo trofeo dopo oltre vent’anni d’astinenza è certamente più vicino. Un ottimo risultato, a soli tre anni dalla cocente retrocessione nonostante una rosa di buon livello. Il progetto firmato Cecchi Gori sembra aver preso la giusta direzione!

Finale di campionato 1995-96: GRAN PREMIO DI SAN MARINO E 33a GIORNATA DI SERIE A

Nell’apparente serenità politica seguita ai risultati elettorali del 21 aprile, spiccano i proclami provenienti da Mantova. Il 4 maggio la città virgiliana è teatro di una seduta del Parlamento ombra leghista, riunito in una sala da pranzo di Villa Riva, location dove solitamente adibita a banchetti; in questa prima domenica di maggio Umberto Bossi annuncia l’abbandono del progetto federalista, per abbracciare quello secessionista “ma -precisa- senza insurrezioni armate”. Le polemiche non si fanno attendere. A iniziarle sono per primi i vescovi.
Il giorno successivo, comunque, Imola ospita l’ormai tradizionale Gran Premio di San Marino di Formula UNO. C’è entusiasmo per la pole conquistata dalla Ferrari di Schumacher, ma al via il tedesco parte male e cede la posizione a Hill e a Coulthard. Lo scozzese, scattato benissimo dalla seconda fila, conquista addirittura la testa alla prima curva. Il primo giro, intanto, è piuttosto movimentato: Alesi prova ad attaccare Villeneuve, autore di una partenza non eccezionale, e i due vengono a contatto più volte; alla fine il canadese deve tornare ai box con una gomma forata, mentre sulla vettura di Alesi si danneggia una sospensione. Passa così in quarta posizione Salo, seguito da Berger. Coulthard mantiene la prima posizione, mentre Schumacher, partito con meno benzina del rivale, sopravanza Hill, lanciandosi all’inseguimento del pilota della McLaren, ma non riuscendo a passarlo.
Quando Coulthard e Schumacher effettuano il proprio pit stop, Hill passa al comando; con pista libera davanti a sé l’inglese tiene un ritmo inavvicinabile per tutti e quando rifornisce torna sul tracciato davanti a Schumacher, che aveva a sua volta superato Coulthard. Più indietro Salo si ritira, dopo aver ceduto la quarta posizione a Berger, mentre Alesi è protagonista di una gara travagliata, con una vettura danneggiata ed uno stop & go inflittogli per eccessiva velocità nella pit lane. Hill, frattanto, controlla agevolmente la gara, distanziando progressivamente Schumacher, con Coulthard costretto al ritiro per un problema al cambio e Berger risalito così in terza posizione. A sei tornate dalla fine anche Villeneuve abbandona, tradito dalla sospensione della sua Williams dopo aver rimontato fino al sesto posto. Non ci sono altri cambiamenti e Hill conquista la quarta vittoria stagionale davanti a Schumacher, Berger, Irvine, Barrichello e Alesi.
A pomeriggio inoltrato la serie A torna in campo per il penultimo atto di questo finale di campionato 1995-96.

33a GIORNATA, domenica 5 maggio 1996
Cremonese – Vicenza 1-1

42′ Murgita (VI), 65′ aut. Sartor

Fiorentina – Roma 1-4

9′ Batistuta (FI), 19′ Balbo rig., 27′ Delvecchio, 34′ Balbo rig., 90′ Delvecchio

Inter – Bari 3-0

34′ Ince, 38′ Branca, 52′ Ganz

Juventus – Atalanta 1-0

67′ Deschamps

Lazio – Napoli 1-0

19′ Di Matteo

Padova – Cagliari 2-1

4′ Lantignotti (CA), 28′ Vlaovic, 59′ Serao

Parma – Torino 1-0

36′ Zola

Sampdoria – Milan 3-0

1′ e 35′ Chiesa, 38′ Mancini R.

Udinese – Piacenza 0-0

CLASSIFICA:

Milan 70; Juventus 64; Parma 58; Fiorentina e Lazio 56; Roma 55; Inter 54; Sampdoria 51; Vicenza 48; Udinese 41; Cagliari e Napoli 38; Piacenza 37; Atalanta 36; Bari 31; Torino 29; Cremonese 27; Padova 24.

Tonfo del Milan in casa della Sampdoria nel penultimo atto del finale di campionato 1995-96, decisamente la squadra del momento! Guidati in panchina dalla sapienza di Sven Goran Erikson ed in campo dal carisma di Roberto Mancini, i blu-cerchiati hanno costituito un complesso di giovani di talento che, se rafforzato, potrebbe riaprire un lungo ciclo vincente sotto la lanterna. In realta, giocatori come Enrico Chiesa, Christian Carembeu e Clarence Seedorf sono già entrati nelle mire dei grandi club europei, in vista di una sessione di calcio mercato che andrà a comporre delle autentiche multinazionali del calcio.
La giornata emette un altro verdetto, per altro l’ultimo di vero interesse: l’Inter sconfigge pesantemente il Bari e per i pugliesi, partiti con velleità di qualificazione UEFA, c’è la matematica retrocessione in serie B, nonostante una coppia d’attacco da oltre 30 gol stagionali!

Finale di campionato 1995-96: QUESTIONE CAPELLO, FINALE DI COPPA DELLE COPPE E 34a GIORNATA

Questo finale di campionato 1995-96 ha ben poco da dire ormai! Tutti i verdetti sono stati emessi. In palio rimane solamente il sesto posto, utile per accedere in Coppa UEFA, in caso di successo juventino nella finale di Champions League prevista a Roma il 22 maggio. Ciò nonostante il caravan serraglio del Dio Pallone offre sempre argomenti di discussione e di attenzione, soprattutto a fine stagione, quando arriva il momento di delineare quella successiva. Voci, sussurri, affari più o meno verosimili si susseguono. Uno dei protagonisti è l’allenatore del Milan neo scudettato Fabio Capello, l’uomo più vincente di questi anni Novanta. Si dice che il Real Madrid gli stia facendo una corte sfrenata, alla quale il tecnico di Pieris non sarebbe del tutto insensibile. Lui, da abile uomo-azienda qual’è diventato, naturalmente smentisce, ma rimanda ogni decisione e risposta al termine dell’ultima partita di campionato.
Frattanto l’Europa pallonara si appresta ad incoronare la sua prima regina. Allo Stadio Heysel, ora intitolato allo scomparso Re del Belgio Baldovino II, Paris Saint Germain e Rapid Vienna si contendono la Coppa delle Coppe. Per i francesi si tratta di far finalmente fruttare gli investimenti di anni per raggiungere i vertici del calcio nazionale e continentale, mentre per gli austriaci è un inaspettato ritorno ad alti livelli nel panorama europeo. Sono sempre più lontani i magnifici anni Trenta, quando il sodalizio viennese metteva paura all’intero Vecchio Continente!

COPPA DELLE COPPE – FINALE – Bruxelles (Stade Roi Baudouin), mercoledì 8 maggio 1996
PARIS SSAINT-GERMAIN – RAPID VIENNA 1-0
RETI: 28’N’Gotty rig.
PARIS SAINT-GERMAIN: Lama, Le Guen, N’Gotty; Roche, Fournier (78′ Llacer), Djorkaeff; Bravo, Colleter, Guerin, Loko, Raí (12′ Dely Valdes)
RAPID VIENNA: Konsel, Ivanov; Schöttel, Hatz, Guggi, Kühbauer; Heraf, Stöger, Marasek, Jancker, Stumpf (46′ Barisic)
ARBITRO: Pairetto (Italia)

Quasi subito la partita perde uno dei suoi protagonisti più attesi: la stella brasiliana Ray esce per infortunio dopo 12′ minuti, lasciando il posto al panamense ex Cagliari Deli Valdes. I transalpini di lingua francese si riorganizzano e, poco prima della mezz’ora trovano il gol decisivo per effetto del rigore trasformato dal difensore centrale N’Gogtty. I giovani austriaci provano a recuperare, ma alla fine prevale la maggior esperienza dei giocatori parigini, che portano sotto la Tour Eyfell il primo trofeo vero conquistato da un club rappresentante il calcio bleux. Per l’Austria è l’ultimo sussulto di grandezza del XX secolo, in una fase decisamente decadente di una scuola che tanto ha dato nei primi sessant’anni di storia di palla e pallone.
In attesa dell’atto conclusivo del campionato italiano di calcio 1995-96, continua a tener banco la polemica innescata dalla riunione mantovana della Lega Nord il sabato precedente. Mentre il 9 maggio in Uganda Yoweri Museveni vince nuovamente le elezioni ricevendo il 75% dei voti, l’Italia registra l’intervento del proprio Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro a ricordare la Costituzione. Gli fa eco il 10 maggio il neo eletto presidente della Camera Luciano Violante; nel suo primo discorso l’ex magistrato afferma “useremo anche la forza contro la secessione”. Lui comunista, minacciando le maniere forti, si prende gli applausi anche dalla destra.
Nella seconda domenica di maggio arriva l’ultimo capitolo di questo campionato.

34a GIORNATA: domenica 12 maggio 1996
Atalanta – Padova 3-0

12′ aut. Serao, 16′ Sgrò, 54′ Herrera

Bari – Juventus 2-2

20′ aut. Montanari (JU), 45′ Protti, 69′ Vialli (JU), 85′ Protti

Cagliari – Parma 2-0

41′ aut. Sensini, 75′ Oliveira rig.

Milan – Cremonese 7-1

7′ aut. De Agostini, 22′ Florijancic (CR), 59′ Weah, 61′ aut. De Agostini, 65′ Panucci, 83′ Di Canio, 84′ Boban, 85′ Di Canio

Napoli – Udinese 2-1

28′ aut. Pecchia (UD), 41′ Pizzi rig., 71′ Policano

Piacenza – Fiorentina 0-1

21′ aut. Corini

Roma – Inter 1-0

44′ Di Biagio rig.

Torino – Lazio 0-2

1′ Boksic, 9′ Signori

Vicenza – Sampdoria 2-2

18′ aut. Mannini (VI), 20′ Seedorf, 32′ Murgita (VI), 83′ Mancini R.

CLASSIFICA:

Milan 73; Juventus 65; Fiorentina e Lazio 59; Parma e Roma 58; Inter 54; Sampdoria 52; Vicenza 49; Cagliari, Napoli e Udinese 41; Atalanta 39; Piacenza 37; Bari 32; Torino 29; Cremonese 27; Padova 24.

Gigi Di Biagio trasforma il calcio di rigore decisivo per consentire alla Roma di sognare la qualificazione alla Coppa UEFA 1996-97; ora non resta altro che sperare nel successo della Juventus in Coppa dei Campioni! Il tecnico romano e romanista Carletto Mazzone lascia tra il tripudio del suo pubblico: la società ha deciso di affidare la squaddra alle cure dell’argentino Carlos Bianchi, l’uomo che col suo Velez Sarcxfield ha strappato la Coppa Intercontinentale al Milan di Fabio Capello.
Proprio il tecnico friulano è il protagonista assoluto dell’immediato post campionato. Dopo la goleada conclusiva inflitta in questo finale di campionato 1995-96 dal Milan alla Cremonese, il tecnico quattro volte negli ultimi cinque anni Campione d’Italia annuncia la fine del suo rapporto col Milan. Vuole lavorare in una società sempre pronta a mettersi in discussione e non ad adagiarsi sugli allori. La squadra ha bisogno d’essere ringiovanita, particolarmente nel settore arretrato nel quale mostri sacri come Mauro Tassotti e Franco Baresi hanno superato da tempo le 35 primavere, mentre l’età media dell’intera rosa si aggira attorno ai trent’anni abbondanti. A ragione Capello sostiene che non basta il nome, Milan, per arricchire le bacheche!

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