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DALLE ELEZIONI POLITICHE DEL 1996 ALLA FESTA SCUDETTO DEL MILAN

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Ultimi giorni di campagna elettorale in Italia, in vista delle elezioni 1996, con le quali si andrà a ridisegnare il quadro istituzionale del Paese. L’incertezza continua a regnare sovrana, non prefigurandosi un favorito per la vittoria finale. Ufficialmente i sondaggi sono stati bloccati alla fine di marzo, ma le sensazioni parlano di un sostanziale equilibrio tra i candidati principali, il Polo per il centro d’estra e l’Ulivo per il centro sinistra appoggiato da Rifondazione Comunista, con la Lega di Umberto Bossi a fungere da ago della bilancia. Il principale partito federalista nazionale sta erodendo voti ad entrambe le coalizioni; fin troppo semplice intuire che la vittoria andrà a chi riuscirà di conservare il maggior numero di voti.




Elezioni 1996: ULTIMI GIORNI DI ACCUSE E CONTRO ACCUSE

La campagna elettorale in vista di queste elezioni 1996 è iniziata ufficialmente nella seconda metà di febbraio, ma molti guardano all’appuntamento già dal dicembre 1994, ossia da quando Silvio Berlusconi, avendo perso l’appoggio decisivo della Lega Nord, ha dovuto rassegnare le dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri. Polemico con l’ex alleato, reo di aver creato le condizioni con cui è stata tradita la volontà popolare , Silvio Berlusconi queste elezioni le avrebbe volute molto prima. A suo avviso il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro ha evitato di rimandare tutti alle urne per permettere al Centro Sinistra, sorprendentemente battuto nel 1994, di riorganizzarsi al meglio, nel nome di Romano Prodi, professore universitario, già presidente IRI, cresciuto politicamente negli ambienti vicini all’ex sinistra DC. Da quasi due anni il bolognese si propone come l’alternativa a Silvio Berlusconi, assicurando grandi aperture di credito verso la sinistra storica e, dati i propri trascorsi, garantendo stabilità ai ceti moderati che non vogliono dar credito all’imprenditore milanese.
La Lega Nord, dal canto proprio, ha deciso di correre da sola in queste elezioni 1996, rilanciando il proprio programma federalista in senso indipendentista. Per molti si tratta di una vera e propria eresia a livello politico, profilando il reato di attentato all’Unità della Nazione. Tecnicamente non si è lontani dal vero; tuttavia è necessario ricordare che tutti, quando hanno visto che parlare di federalismo ha pagato in termine di voti, hanno scoperto in sè una profonda anima autonomista, dimenticando tutto quanto di male detto a proposito dei primi programmi elettorali del “carroccio”. Per non essere fagocitato da questa macchina pronta a partorire il topolino dalla montagna, Umberto Bossi ha pensato bene di rilanciare, in modo da costringere gli altri a prendere seriamente in considerazione la volontà del popolo che andrà a votare per lui il 21 aprile. Va detto che l’8 % di cui viene accreditato rappresenta il 20 / 25 % delle regioni più ricche d’Italia, dove il partito è radicato! Quello proposto dalla Lega rimane l’unico argomento chiaro proposto, in un quadro in cui abbondano le accuse reciproche, mentre scarseggiano le argomentazioni. Fortuna vuole che la popolazione è riuscita a mettersi alle spalle la crisi economica dei primi anni ’90 e, complice una stagione borsistica mai vista in precedenza, può vivere un periodo di benessere economico raramente toccato in precedenza! Ancora una volta il Paese ha fatto da sè ed ha fatto bene! Ma questo, nell’aprile del 1996, non lo sappiamo ancora!

Elezioni 1996: DRAMMI INTERNAZIONALI E 31a GIORNATA 1995-96

Negli ultimi giorni di campagna elettorale, con la Juventus impegnata in Francia per la partita di ritorno delle semifinali di Champion’s League, due avvenimenti internazionali scuotono l’opinione pubblica. Il 17 aprile, in Brasile, uno squadrone della morte uccide a freddo 19 lavoratori rurali senza terra. Si tratta di un crimine che richiama un recentissimo triste passato, quello della lunga dittatura militare che, tra il 1964 ed il 1982,ha retto il vastissimo Paese Latino-Americano.
In serata la Juventus esce sconfitta per 3 a 2 dal terreno del Nantes. In realtà la qualificazione alla finale di Roma, alla luce del doppio vantaggio conquistato a Torino, non è mai stata realmente in discussione, soprattutto dopo il vantaggio firmato da Luca Vialli dopo 17 minuti. I padroni di casa pervengono al pareggio al 43′ grazie a Decroix, ma il portoghese Paulo Sosa, al 5′ della ripresa, riporta avanti i suoi. A questo punto le reti di N’Doram al 69′ e di Renou all’82’ servono solamente a mitigare l’amarezza dei francesi, eliminati alla soglia della finale.
Altro fronte caldo rimane il Medio-Oriente. Il 18 aprile, in seguito all’operazione grappoli d’ira, Israele attacca, nella città libanese di Qana, una base delle Nazioni Unite uccidendo 100 civili locali. In reazione a questo massacro, in Egitto un gruppo islamista apre il fuoco in un hotel uccidendo 18 turisti greci e ferendo altri 17 civili. La Pace che sembrava profilarsi in questa fetta di mondo solo un anno è mezzo prima, sembra di nuovo una chimera, soprattutto dopo l’assassinio del Primo Ministro 21 aprile: Italia alle urneisraeliano Izac Rabin.
Arriva, finalmente, il gran giorno, quello delle Elezioni 1996, quelle che, stando alle descrizioni delle Tv estere (chi scrive si trovava in Germania nell’immediata vigilia) mettono di fronte l’ex comunista Romano Prodi, l’ex mafioso Silvio Berlusconi, l’ex fascista Gianfranco Fini e il separatista Umberto Bossi. Una sola giornata per espletare il diritto di voto e, mentre la gente è in fila al seggio, la Serie A consuma il suo trentunesimo capitolo.

31a GIORNATA: domenica 21 aprile 1996
Cagliari – Vicenza 2-0

60′ Pancaro, 75′ O’Neill

Cremonese – Piacenza 0-0
Fiorentina – Atalanta 1-0

17′ Banchelli

Inter – Juventus 1-2

4′ Lombardo A., 55′ Conte I, 79′ Ganz (IN)

Padova – Udinese 2-3

9′ Bierhoff, 11′ Cuicchi (PD), 19′ Bierhoff rig., 45′ Poggi, 49′ Amoruso I (PD)

Parma – Bari 3-1

8′ Baggio D., 12′ Andersson (BA), 26′ Inzaghi I, 90′ Piro

Roma – Napoli 4-1

41′ Delvecchio, 50′ aut. Cruz, 72′ Pecchia (NA), 81′ e 85′ Delvecchio

Sampdoria – Lazio 3-3

21′ Casiraghi (LA), 25′ Balleri, 37′ Signori (LA), 53′ Mancini R., 64′ Signori (LA), 87′ Chiesa rig.

Torino – Milan 1-1

62′ Maldini (MI), 79′ Cristallini rig.

CLASSIFICA:

Milan 67; Juventus 60; Fiorentina 56; Parma 52; Roma 51; Inter e Lazio 50; Sampdoria 48; Vicenza 47; Udinese 40; Cagliari 37; Atalanta 36; Napoli 35; Piacenza 33; Bari 28; Cremonese e Torino 26; Padova 21.

Il rigore trasformato dal centrocampista Cristallini

regala al Torino un pari di prestigio contro il Milan capolista, ma ai fini della conquista della salvezza, il punto non fa la differenza: al Napoli, travolto all’Olimpico, basta solamente un punto, mentre al Piacenza, reduce dal pari di Cremona, occorre una sola vittoria, la stessa che sarà sufficiente al Milan per tornare a cucire il tricolore sulle maglie.
In questa domenica di grandi verdetti elettorali (elezioni 1996), anche il “Dio Pallone” vuole adeguarsi: da questa sera il Padova è matematicamente retrocesso in serie B. Per la società patavina si apre un periodo molto difficile.

Elezioni 1996: I VERDETTI

A tarda sera chiudono i seggi elettorali delle elezioni 1996 e, mentre “La Domenica Sportiva” (e trasmissioni concorrenti) terminano la carrellata di immagini e commenti della giornata di campionato, arrivano i primi verdetti parziali. Il risultato appare subito chiaro, non per un tracollo della coalizione guidata da Silvio Berlusconi, perfettamente in linea con le attese, bensì per il peso del mancato accordo con la Lega Nord. Gli elettori del “Carroccio” hanno fatalmente finito per favorire i candidati dell’Ulivo, soprattutto nei collegi uninominali. La coalizione guidata da Romano Prodi ha altresì beneficiato dell’apporto degli elettori di estrema sinistra (quelli di Rifondazione Comunista per intenderci), tanto che, poco dopo l’1 del 22 aprile, il politico bolognese poteva salutare Piazza del Gesù da vincitore delle elezioni 1996. Per la prima volta nella sua storia l’Italia svoltava a sinistra. Il suo Leader si è formato politicamente in ambienti legati alla vecchia sinistra DC, ma accanto a lui entrano elementi legati al vecchio Partito Comunista Italiano, opposizione storica ai tempi della “Prima Repubblica”.

IL GRAN PREMIO D’EUROPA 1996 DI F1 E LA FESTA SCUDETTO DEL MILAN

La gioia degli elettori di sinistra, finalmente al potere, sebbene guidati da una figura che, in realtà, ben poco ha avuto a che spartire con quel mondo, fa da contraltare alla delusione degli sconfitti, col loro leader Silvio Berlusconi pronto a sottolineare il fatto che, in termini di voti, il Polo delle Libertà ha sopr’avanzato l’Ulivo.In mezzo la Lega Nord, decisa a sostenere nel nuovo Parlamento, scaturito dalle elezioni 1996, qualsiasi progetto di stampo federalista. Mentre la stampa specializzata cerca di delineare i possibili scenari futuri, il mondo del calcio corre verso la 32a giornata, che potrebbe risultare decisiva per l’assegnazione dello scudetto. A completare la domenica sportiva ci pensa la Formula UNO di scena in Germania per il Gran Premio d’Europa.
Alla partenza Demon Hill scatta dalla pole molto male, perdendo diverse posizioni. anche Schumacher non ha uno spunto brillante, mentre i piloti della Benetton rimangono quasi fermi sulla griglia, bloccati dall’errato funzionamento del nuovo sistema manuale di blocco dei freni anteriori. Villeneuve, pertanto, si trova al comando seguito da Coulthard e Barrichello, con Schumacher quarto ed Hill solo quinto. Il canadesino guadagna immediatamente terreno, mentre Coulthard tiene dietro gli inseguitori. Nelle retrovie, Jean Alesi si autoelimina già nel corso del primo passaggio in un azzardato tentativo di sorpasso a Salo, mentre Berger deve tornare ai box per sostituire le gomme, rovinate nella disastrosa partenza. Al termine del quinto passaggio Schumacher commette un piccolo errore all’ultima curva e Hill ne approfitta per passarlo sul rettilineo principale. L’inglese prova quindi a sopravanzare Barrichello, ma questi resiste agli attacchi del rivale grazie alla buona velocità di punta della sua Jordan. Nel frattempo Panis prova a superare Irvine, rallentato da problemi tecnici; i due però si toccano e si ritirano nella via di fuga. L’incidente permette a Frentzen di risalire in settima posizione, alle spalle di Häkkinen e Schumacher.
Nell’imminenza della prima serie di pit stop Hill rallenta improvvisamente, avvertendo un comportamento irregolare da parte della sua vettura. Durante il rifornimento i tecnici della Williams controllano a lungo la sua monoposto, rimandandolo in pista a centro gruppo. Villeneuve, intanto, mantiene senza problemi la testa della corsa, mentre alle sue spalle Schumacher si sbarazza di Coulthard e Barrichello (quest’ultimo rallentato da un problema con il tubo del rifornimento) e si lancia all’inseguimento del canadese. Villeneuve gestisce però efficacemente la situazione e nonostante il vantaggio sul rivale scenda sotto il secondo durante gli ultimi giri, Schumacher non riesce mai a tentare un vero e proprio attacco. Villeneuve va così a vincere per la prima volta in carriera davanti al tedesco Campione del Mondo in carica. Hill rimonta dalle retrovie, rimanendo però bloccato alle spalle di Coulthard, mentre Barrichello chiude al quinto posto,davanti al suo compagno di squadra Brundle, entrato in zona punti grazie al ritiro di Frentzen e ai due stop & go inflitti ad Häkkinen per aver oltrepassato il limite di velocità ai box.
Mentre il Villeneuve figlio d’arte festeggia il suo primo successo, prende il via il terz’ultimo atto del campionato italiano di calcio 1995-96.

32a GIORNATA: domenica 28 aprile 1996
Atalanta – Lazio 1-3

13′ aut. Valentini, 34′ Morfeo I (AT), 58′ Signori rig., 85′ Esposito M.

Bari – Udinese 4-2

3′ Andersson, 7′ Marino F. (UD), 14′ e 44′ Parente, 63′
Andersson, 84′ Bierhoff (UD)

Cagliari – Inter 0-0
Milan – Fiorentina 3-1

13′ Rui Costa (FI), 14′ Savicevic, 45′ Baggio I rig., 76′
Simone

Napoli – Sampdoria 1-0

86′ Di Napoli rig.

Piacenza – Padova 4-0

6′ Caccia, 22′ Cappellini, 46′ Di Francesco, 48′ Moretti

Roma – Juventus 2-2

4′ Delvecchio (RM), 54′ Moriero (RM), 62′ aut. Cappioli,70′ Padovano

Torino – Cremonese 1-0

40′ Mezzano

Vicenza – Parma 0-1

78′ Benarrivo

CLASSIFICA:

Milan 70; Juventus 61; Fiorentina 56; Parma 55; Lazio 53; Roma 52; Inter 51; Sampdoria 48; Vicenza 47; Udinese 40; Cagliari e Napoli 38; Atalanta e Piacenza 36; Bari 31; Torino 29; Cremonese 26; Padova 21.

Qualche giro d’orologio ed è chiaro che la festa potrà partire! Nemmeno il momentaneo e brevissimo vantaggio viola firmato Rui Costa può mettere paura, alla luce del vantaggio giallorosso sulla Juventus realizzato dal giovane Marco Delvecchio. I successivi gol di Dejan Savicevic, Roberto Baggio, su calcio di rigore, e Marco Simone servono a rendere trionfale quest’ultima domenica di maggio. Il Milan di Fabio Capello torna Campione d’Italia! Per il tecnico friulano si tratta del quarto titolo in cinque stagioni. Proprio nel momento della festa voci particolari iniziano a circolare sul futuro di Fabio Capello, il quale evita accuratamente l’argomento.
Dietro la giornata risulta decisiva, in senso negativo, per Torino e Cremonese. I granata battono i grigio-rossi nello scontro diretto, condannandoli alla retrocessione matematica, ma subiscono la medesima sorte in forza del largo successo del Piacenza sul Padova. Ora gli emiliani allenati da Gigi Cagni, che hanno affiancato l’Atalanta, sono ad un passo dall’impresa,vantando ben 5 punti di vantaggio sul Bari, l’unica formazione che ha teoriche speranze di evitare la discesa in serie B.

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