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AL BAYERN MONACO LA COPPA UEFA, ALLA FIORENTINA LA COPPA ITALIA, MENTRE INIZIA L’ERA DELLA SINISTRA AL GOVERNO

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La fase finale del Campionato Europeo per nazioni organizzata dall’Inghilterra è ormai alle porte, pertanto deve terminare celermente anche la stagione di coppe 1995-96, con l’assegnazione della Coppa UEFA, quella della Coppa Italia e, il 22 maggio, quella della Coppa dei Campioni. Teatro del match sarà lo Stadio Olimpico di Roma, dove si recherà la Juventus opposta ai detentori dell’Ajax.
Frattanto parte ufficialmente anche la spedizione azzurra in vista dell’europeo di giugno. Arrigo Sacchi ha emanato la lista dei convocati al ritiro, riserve a casa comprese! Manco a dirlo ferve il dibattito: nella lista non figura Roberto Baggio, il trascinatore di USA ’94, da molti ritenuto “bollito” e finito, mentre per il tecnico di Fusignano si tratta di un elemento superfluo, alla stregua del capo cannoniere della serie A Beppe Signori: entrambi elementi non funzionali al sistema di gioco!




Coppe 1995-96: AL BAYERN MONACO LA COPPA UEFA

Mentre i calciofili discutono le scelte di Arrigo Sacchi, il 13 maggio dal Bangladesh arrivano le immagini di distruzione provocata da alcuni tornado e tempeste: 600 persone perdono la vita a causa della furia degli eventi. Sempre l’Asia, quella povera, sembra essere il centro del mondo. Il 15 maggio in Indonesia un’operazione dell’esercito locale salva nove ostaggi, tenuti dall’Organasi Papua Merdeka, nella Nuova Guinea dell’Ovest, mentre 2 altri ostaggi vengono trovati morti.
In questo mercoledì di metà maggio termina la Coppa UEFA 1995-96. Sul terreno della sorpresa Bordeaux il Bayern è chiamato a difendere il doppio vantaggio conquistato nella finale d’andata. Manco a dirlo i girondini, che ritrovano la stella Zinedine Zidan,sperano di ripetere l’impresa compiuta col Milan, estromesso dopo aver vinto la partita d’andata per 2 a 0! I bavaresi, però, sono una formazione giovane, ben diretta in campo dall’esperienza di due vincenti come Lothar Matthäus e Jurgen Klinsmann, i quali difficilmente si lasceranno scappare la possibilità di sollevare l’ennesimo trofeo della loro carriera.

COPPA UEFA – FINALE DI RITORNO -: Bordeaux (Parc Lescure), mercoledì 15 maggio 1996
BORDEAUX – BAYERN MONACO 1-3
RETI: 53′ Scholl, 65′ Kostadinov, 76′ Dutuel (BO), 78′ Klinsmann
BORDEAUX: Huard, Bancarel, Lizarazu (dal 31′ Anselin); Lucas (dall’81’ Grenet), Friis-Hansen, Dogon; Croci (dal 57′ Dutuel), Zidane, Tholot, Witschge Ri., Dugarry.
BAYERN MONACO: Kahn, Frey (dal 60′ Zickler), Ziege; Matthäus, Babbel, Helmer; Strunz, Sforza, Klinsmann, Scholl, Kostadinov (75′ Witeczek).
ARBITRO: Zhuk (Bielorussia)
SPETTATORI: 36.000.
Nel piccolo ma modernissimo stadio girondino, ormai pronto per ospitare alcune partite del mondiale 1998, l’atmosfera è elettrizzante! Nel primo tempo i padroni di casa mettono in difficoltà i tedeschi, abili nel non farsi travolgere. All’inizio della ripresa, poi, il talentuoso Memet Scholl sblocca la partita, mettendo praticamente la parola fine sulla questione Coppa UEFA 1995-96. Il bulgaro Emil Kostadinov raddoppia dopo qualche minuto, mentre la rete nel neo entrato Dutuel ha solamente la funzione di rendere meno amara la delusione sugli spalti. Tocca al bomber Jurgen Klinsmann, all’apice della sua lunga e gloriosa carriera, porre il sigillo sul successo del Bayern nella seconda finale di coppe 1995-96, al momento già conscio del ritorno in panchina di Giovanni Trapattoni. Per il Bordeaux, invece, si è trattata di una parentesi felice, prima di veder partire i suoi migliori talenti, molti dei quali alla volta dell’Italia.

Coppe 1995-96: LA VITTORIA DELLA FIORENTINA IN COPPA ITALIA, MENTRE INIZIA L’ERA DELLA SINISTRA AL GOVERNO

Prosegue il finale di stagione delle coppe 1995-96, giunto tuttavia agli ultimi due eventi:il ritorno di Coppa Italia, previsto in casa della sorpresa Atalanta e la finalissima di Roma. Prima il Paese assiste al giuramento al Quirinale del nuovo Governo presieduto da Romano Prodi, il primo della storia della Repubblica Italiana che vedrà la presenza di esponenti di sinistra. Molti gli esordienti a palazzo Chigi quindi! Ci sono tuttavia alcune facce già note: innanzitutto gli ex presidenti tecnici del Consiglio Lamberto Dini e Carlo Azelio Ciampi, a cui si aggiunge l’esperto Antonio Maccanico. Ci sono tre donne: Rosi Bindi alla sanità, Anna Finocchiaro e Lidia Turco alle pari opportunità. Fa parte della compagine governativa anche quella che è diventata la faccia più nota di questi ultimi quattro anni; Ministro dei Lavori Pubblici è l’ex magistrato di Mani Pulite: Antonio DI PIETRO. Dopo aver fatto penare tanti leader di partito di entrambi gli schieramenti, non sapendo ideologicamente da che parte pendeva, dopo aver dichiarato più volte l’intenzione di non entrare nella politica, rifiutando persino una candidatura a lui offerta prima delle elezioni, ha accettato la proposta dell’Ulivo per occupare il ministero dei Lavori pubblici, sebbene le sue vicende processuali – con le accuse che gli sono state rivolte- non siano ancora terminate.
Il leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti esprime in merito già uno dei suoi tanti dissensi: “E’ una cattiva notizia”. Ancora più roventi sono i commenti dell’opposizione; dai teleschermi Vittorio Sgarbi non manca di ricordare i giorni in cui Antonio Di Pietro indagava ed interrogava lo stesso Romano Prodi il quale ora …
Oltre i ministri, sono 49 i sottosegretari del nuovo governo Prodi; tra loro c’è anche Gianni Rivera, alla difesa, lui che da sportivo ha fatto dell’attacco una ragione di vita!
La presenza nella nuova compagine governativa dell’ormai ex “golden boy” ci riconduce a raccontar di pallone: particolarmente di queste finali di coppe 1995-96. In serata Bergamo ospita la finale di ritorno di Coppa Italia. Di fronte due autentiche sorprese: l’Atalanta di Emiliano Mondonico e la Fiorentina di Claudio Ranieri e del bomber Gabriel Batistuta, a lungo in lizza per lo scudetto. I viola partono dal vantaggio di 1 a 0, ma gli orobici contano di rendere dura la vita ai toscani.

COPPA ITALIA – FINALE DI RITORNO – Bergamo, (stadio Atleti Azzurri), sabato 18 maggio 1996
ATALANTA – FIORENTINA 0-2
RETI: 48′ Amoruso L., 61′ Batistuta
ATALANTA: Ferron, Herrera, Paganin I (dal 49′ Rotella); Bonacina, Valentini, Montero; Pavone (dal 59′ Tamellin), Fortunato, Gallo F. (67′ Salvatori), Morfeo I, Tovalieri. All.: E. Mondonico.
FIORENTINA: Toldo (dall’89’ Mareggini), Carnasciali, Padalino; Cois, Amoruso L., Malusci II; Piacentini, Bigica, Batistuta, Rui Costa, Flachi (dal 63′ Robbiati poi dall’88’ Orlando M.). All.: C. Ranieri.
ARBITRO: Pairetto (Nichelino).
I sogni di rimonta atalantini s’infrangono pressoché definitivamente quando il difensore Lorenzo Amoruso, al 4′ della ripresa, sblocca la partita, imitato una decina di minuti più tardi da Gabriel Batistuta, il quale non manca l’occasione di apporre la sua firma su quest’importantissima serata! Dopo oltre vent’anni un grande trofeo torna a Firenze, a soli due anni di distanza dall’incredibile campionato di serie B, disputato a seguito di una retrocessione balorda!
La serata in cui la “viola” iscrive il proprio nome tra le vincitrici di coppe 1995-96, però, è rovinata dagli incidenti scatenati dai tifosi di casa, delusi ed arrabbiati per qualche decisione arbitrale contestata. A farne le spese è il portierone Francesco Toldo, costretto a lasciare il terreno di gioco ad un minuto dal termine, colpito da un oggetto. Un brutto finale, che molti sperano non si ripeta all’Olimpico nella grande serata concluusiva delle coppe 1995-96.

Coppe 1995-96: IL GRAN PREMIO DI MONTECARLO DI FORMULA UNO

Tra una finale e l’altra di queste coppe 1995-96 e con la serie A a riposo, la Formula UNO torna la grande protagonista delle domeniche degli sportivi italiani. Si corre il gran premio più affascinante del programma: quello di Montecarlo. La vigilia è quanto mai movimentata: durante il fine settimana il pilota della Benetton Gerhard Berger e l’ex campione di motociclismo Barry Sheene sono denunciati da una commessa australiana con l’accusa di molestie sessuali. I fatti risalirebbero al Gran Premio d’Australia, quando i due avrebbero tentato di abusare della ragazza nel bagno di un centro commerciale dopo essersi nascosti per sfuggire ai tifosi.
Pure la partenza non è tranquilla: prima del via sulla pista cade un violento acquazzone; essendosi svolto il warm up con il tracciato ancora asciutto, i piloti possono disporre di una sessione supplementare di prove di un quarto d’ora per girare sulla pista bagnata. Non mancano gli incidenti tuttavia: Gianni Montermini, ad esempio, distrugge la sua Forti e non può prendere parte alla gara. La pioggia cessa di cadere prima della partenza, ma la pista resta bagnata e tutti i piloti, tranne l’olandese Verstappen, montano pneumatici da bagnato.
Al via il ferrarista Michael Schumacher scatta male, non gestendo la frizione elettronica e perde la prima posizione a favore di Demon Hill. Alla prima curva ci sono diversi contatti, che causano il ritiro di Verstappen e dei due piloti della Minardi. Poche curve ancora e anche Michael Schumacher, in scia alla Williams del rivale, scivola con la vettura su un cordolo, andando a sbattere contro le barriere: gara finita per lui, imitato da Rubens Barrichello, ritiratosi alla Rascasse. Hill, intanto, approfitta della confusione alle sue spalle per guadagnare un grande vantaggio sugli inseguitori, guidati da Alesi e Berger. Dietro ai due piloti della Benetton si trova l’altro ferrarista Eddie Irvine, in difficoltà a causa di una Ferrari decisamente difficile da guidare. Alle spalle del pilota nordirlandese si forma una lunga coda di inseguitori, nettamente più veloci di lui ma incapaci di sopravanzarlo. Hill continua a tenere un ritmo inavvicinabile per tutti, mentre al decimo passaggio Berger si ritira per un problema al cambio. Al 18º giro Frentzen prova a superare Irvine alla prima curva, ma lo tampona, rompe l’alettone anteriore della sua Sauber e compromette la sua gara.
Nel frattempo la pista si asciuga e al 28º passaggio Hill effettua il cambio gomme, montando pneumatici da asciutto. I piloti che ritardano il cambio gomme (su tutti Alesi e Coulthard) perdono molto tempo, anche se il francese della Benetton riesce a mantenere la sua seconda posizione, grazie all’enorme vantaggio acquisito su Irvine. Il pilota della Ferrari conserva la terza piazza grazie ad un pit stop effettuato al momento giusto, ma al 35º passaggio è sopravanzato da Panis, che con una manovra decisa, lo affianca al tornante del Loews, mandandolo a sbattere contro le barriere. Il francese prosegue al terzo posto, mentre Irvine riparte grazie anche all’aiuto dei commissari di percorso, riuscendo a rientrare ai box ma perdendo moltissimo tempo. Al 40º passaggio sulla vettura di Hill si rompe il motore e l’inglese è costretto al ritiro. Al comando ora passa Jean Alesi, con un vantaggio di circa trenta secondi sul connazionale Olivier Panis. Il pilota della Benetton abbandona però nel corso della 60a tornata, quando cede una sospensione della sua vettura.
Nel frattempo si ritira anche Villeneuve, venuto a contatto con Badoer in fase di doppiaggio. Ormai rimangono solo sette vetture in pista, con Panis al comando davanti a Coulthard. A pochi giri dal termine Irvine va in testacoda proprio nella curva nella quale il suo compagno di squadra si è ritirato a inizio gara: il pilota della Ferrari tenta di ripartire, ma viene centrato da Salo e Häkkinen, che stavano sopraggiungendo proprio in quel momento. Panis controlla Coulthard fino alla fine della gara, che viene interrotta con tre tornate di anticipo per il superamento delle due ore massime consentite. Il francese conquista così la sua prima ed unica vittoria in carriera davanti a Coulthard, Herbert e Frentzen, mentre Salo e Häkkinen vengono classificati quinto e sesto.
Va in archivio questa infausta domenica per i milioni di ferraristi italiani, mentre ormai monta l’attesa per il grande evento infrasettimanale di Roma!

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