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27a e 28A giornata 1995-96 tra scaramucce di campagna elettorale

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Trascorsa quest’insolita ed imprevista domenica senza calcio, per il mondo della serie A italiana inizia la settimana che conduce verso la 27a giornata 1995-96. Tutto questo si registra nel bel mezzo di una campagna elettorale all’insegna anche di battute infelici.
L’ex ministro della Giustizia Filippo MANCUSO (del Polo) attacca Lamberto DINI (leader del nuovo partito) ed Oscar Luigi SCALFARO (Pres. della Rep.) definendoli “Compagni di merende ai vertici delle istituzioni”. Naturalmente la risposta di uno degli interessati – l’ex Presidente del Consiglio Lamberto Dini – non si è fatta attendere: il richiamo al gruppo che avrebbe spalleggiato il presunto “mostro di Firenze” (per altro assolto) non può far piacere!




Verso la 27a giornata 1995-96: IL CROLLO DELLE ITALIANE IN COPPA

In serata Milan e Roma iniziano la tre giorni di coppe europee prima della 27a giornata 1995-96. Gli uomini di Fabio Capello, sul terreno di Bordeaux, partono dal vantaggio di 2 a 0, i capitolini in casa devono invece rimontare il medesimo risultato rimediato a Praga.
In Francia i rossoneri soffrono e dopo un quarto d’ora sono già sotto per effetto del gol di Tolot. La Roma, invece fa gioco, ma non riesce a scardinare la difesa dello Slaavia, andando al riposo sullo 0 a 0. Un quarto d’ora e l’Olimpico esplode grazie alla rete di Francesco Moriero, mentre a Bordeaux Dugarry raddoppia vanificando il vantaggio milanista della partita d’andata. Capitan Giannini completa la rimonta giallo-rossa, nei minuti in cui Dugarry porta in vantaggio i suoi nel doppio confronto. Terminano così le partite: supplementari a Roma e Milan fuori. L’overtime illude la compagine allenata da Carletto Mazzone: al 4′ del secondo tempo supplementare Checco Moriero segna la rete che potrebbe valere la qualificazione alla semifinale, ma Vavras, sei minuti più tardi, infrange i sogni, completando la serata amara per le italiane.
Ora si spera nella Juventus, chiamata a sovvertire l’1 a 0 di Madrid. Dopo 16 minuti di gioco il baby prodigio Alex Del Piero rimette a posto le cose, mentre Michele Padovano, nei minuti iniziali della ripresa firma il goal decisivo che permette ai suoi di proseguire l’avventura nella massima competizione continentale.
Al Parma spetta l’onere di chiudere questa tornata di coppe, andando ad affrontare il Paris St. Germain. Gli uomini di Nevio Scala impattano al 26′ minuto il rigore trasformato dal brasiliano Ray, grazie a Sandro Melli, ma Loko e Rayy (il nipote del grande Socrates) estromettono i giallo-blu emiliani dalla Coppa delle Coppe.
Nel dopo partita il tecnico Nevio Scala delinea la chiusura di un ciclo, certificando il fallimento di una stagione iniziata con ambizioni di scudetto, le stesse che nutre il Milan capolista che i parmensi affronteranno nel match cloux della 27a giornata 1995-96.

27a GIORNATA 1995-96: domenica 24 marzo 1996

Bari – Padova 2-1

31′ Ripa, 37′ Protti, 53′ Gabrieli (PD)

Cremonese – Lazio 2-1

46′ Negro (LA), 53′ e 83′ Tentoni A.

Fiorentina – Juventus 0-1

28′ aut. Amoruso L.

Milan – Parma 3-0

43′ Baggio I, 48′ Donadoni, 72′ Savicevic

Roma – Piacenza 2-1

16′ Delvecchio, 24′ Cappioli, 51′ Cappellini (PC)

Sampdoria – Atalanta 2-3

44′ Balleri (SA), 45′ Chiesa (SA), 54′ aut. Balleri, 57′ Morfeo I, 84′ Fortunato D.

Torino – Cagliari 1-1

11′ Oliveira (CA) rig., 19′ Rizzitelli rig.

Udinese – Inter 1-2

24′ Fontolan II, 65′ Roberto Carlos rig., 81′ Bierhoff (UD)

Vicenza – Napoli 3-0

13′ Di Carlo, 21′ Murgita, 35′ Ambrosetti

CLASSIFICA:

Milan 59; Juventus 51; Fiorentina 47; Parma 46; Inter 44; Lazio e Roma 42; Vicenza 41; Sampdoria 38; Napoli e Udinese 34; Cagliari 32; Atalanta 30; Piacenza 28; Bari e Torino 25; Cremonese 22; Padova 21.

La 27a giornata 1995-96 decreta la fine dell’era del Parma di Nevio Scala. Gli emiliani crollano a San Siro, sotto i colpi di Baggio, Donadoni e Savicevic. Al contrario, quindi, gli uomini di Fabio Capello mostrano di aver assorbito al meglio la delusione di coppa. Ora i rossoneri vantano otto lunghezze di vantaggio sulla Juventus, seconda dopo il successo di Firenze.
Se la questione scudetto sembra sempre più chiusa, diventa incandescente quella per l’accesso alla Coppa UEFA. L’Inter, vittoriosa ad Udine fa un passo decisivo, mentre la Lazio, battuta a Cremona, perde posizioni.
La vittoria dei grigio-rossi riapre molti giochi in zona retrocessione, dove solo il Padova sembra già destinato a lasciare le magnifiche 18 del calcio italiano.

Campagna elettorale 1996

Archiviata la 27a giornata 1995-96 di questo campionato italiano di calcio, che sembra sempre più tingersi di rosso-nero, ci si rituffa in una campagna elettorale, nella quale il folclorismo sembra non mancare.
Il 25 marzo Silvio Berlusconi organizza a Milano la giornata della tax day: commercianti milanesi contro le tasse. Altre manifestazioni contro il fisco in 57 città. Prodi ha messo in strada il suo “Pulmann” itinerante, visitando paesi e città. A Torino, Prodi proprio in una manifestazione contro le tasse viene contestato, non riesce a concludere il suo intervento, impedito da una pioggia di fischi (ovviamente dei mobilitati forzisti).
Lamberto DINI, ancora nel governo, è oggetto di forti critiche da parte di Berlusconi; lo accusa di fare propaganda elettorale con una pioggia di decreti che costeranno poi allo Stato decine di migliaia di miliardi.
A notte inoltrata il mondo del cinema festeggia il film Brave Hart, vincitore del Premio Oscar per la miglior pellicola. Il sogno dell’indipendenza scozzese dal giogo della monarchia inglese viene proiettato in tutte le sale, stuzzicando qualche paragone tra i leghisti di casa nostra, che parlano sempre di più d’identità padana.
Spinte centrifughe in Italia, mentre il mondo cerca sempre più unità. Il 26 marzo il Fondo Monetario Internazionale approva un prestito di 10,2 miliardi di $ alla Russia per le riforme economiche. Ormai la contrapposizione che ha diviso in due il mondo per oltre quattro decenni sembra un lontano ricordo.
Molte cose stanno cambiando, irreversibilmente! La Juventus, unica rappresentante del calcio italiano rimasta nelle coppe europee, anticipa il proprio impegno della 28a giornata di campionato, per prepararsi alla semifinale di Coppa dei Campioni, l’ultima edizione alla quale parteciperanno solo le vincenti dei campionati nazionali. Dalla stagione a venire, si qualificheranno le prime due, in una competizione che vuole assumere sempre più i connotati di un campionato europeo per club.

28a GIORNATA 1995-96

ANTICIPO 28 GIORNATA: sabato 30 marzo 1996
Juventus – Parma 1-0

63′ aut. Bucci

Prosegue l’ottimo momento della Juventus, vittoriosa nel big match interno col Parma. Una papera del portiere Luca Bucci risolve l’incontro in favore dei “campioni d’Italia in carica”. Il momento no del portiere parmense riflette quello della squadra, per la quale, ormai, la parola fallimento accostata alla stagione 1995-96 è una realtà sempre più ineluttabile.
Ora tocca al Milan, impegnato sull’ostico terreno di Piacenza, respingere l’assalto.
Intanto fa parlare un’esternazione del Presidente della Repubblica Oscar Luigi SCALFARO, in visita nel Messico. Sull’argomento che sta a cuore a certi partiti italiani: (di centro-destra guarda caso) egli sentenzia:

28a GIORNATA 1995-96: domenica 31 marzo 1996
Atalanta – Torino 1-0

74′ Morfeo I rig.

Bari – Roma 1-2

2′ Parente (BA), 51′ Totti, 64′ Statuto

Inter – Fiorentina 1-2

10′ Centofanti (IN), 26′ Cois, 32′ Padalino

Lazio – Vicenza 3-0

45′ rig., 54′ e 57′ Signori

Napoli- Cagliari 0-0
Padova – Cremonese 1-2

45′ e 56′ Florijancic, 90′ Amoruso I (PD)

Piacenza – Milan 0-2

51′ Desailly, 66′ Simone

Udinese – Sampdoria 2-4

31′ Mancini R., 45′ Bierhoff (UD), 55′ Mancini R., 63′ Chiesa, 72′ Mihajlovic, 75′ Marino F. (UD)
< CLASSIFICA:
Milan 62; Juventus 54; Fiorentina 50; Parma 46; Lazio e Roma 45; Inter 44; Sampdoria e Vicenza 41; Napoli 35; Udinese 34; Atalanta e Cagliari 33; Piacenza 28; Bari, Cremonese e Torino 25; Padova 21.

Marcel Desailly e Marco Simone confezionano il successo esterno col quale il Milan respinge l’attacco juventino. A far parlare, però, è il capitano milanista Franco Baresi, il quale, dopo gli ormai usuali bu indirizzati al compagno Desailly, soprattutto dopo il goal, si reca sotto la curva avversaria invitando tutti a smettere tale comportamento.
Cade l’Inter in casa con la Fiorentina, mentre risorgono le romane. La Lazio, in particolare, trascinata da una tripletta di Beppe Signori, batte il Vicenza di Francesco Guidolin.

Il Gran Premio del Brasile

Nel tardo pomeriggio italiano prende il via il Gran Premio del Brasile. Circa mezz’ora prima del via, sul circuito si abbatte un violento acquazzone. Nonostante le condizioni della pista siano critiche, la gara non viene rinviata e la partenza si svolge regolarmente. Al via Hill mantiene la prima posizione, mentre alle sue spalle Barrichello viene sopravanzato sia da Villeneuve che da Alesi. Il pilota inglese della Williams conquista immediatamente un grande vantaggio sugli inseguitori, sfruttando il fatto di essere l’unico con la visuale libera. Nel frattempo Alesi mette sotto pressione Villeneuve, la cui esperienza sul bagnato è molto limitata. Il pilota della Benetton deve però guardarsi dagli attacchi di Barrichello, che prova a superarlo già nel corso del settimo passaggio. Il brasiliano affianca il rivale alla prima curva, ma arriva lungo e deve lasciarlo passare. La manovra si ripete, identica, al decimo e all’undicesimo giro: Barrichello sopravanza il rivale alla prima staccata, ma deve cedere nuovamente la posizione alla curva successiva.
Al 27º giro Villeneuve rimane bloccato per alcune curve dietro alla Forti di Montermini e Alesi ne approfitta per attaccarlo nel rettilineo opposto ai box. Il pilota della Williams prova a resistere, ma finisce fuori pista e si ritira. Cinque tornate più tardi anche Alesi compie un fuoripista, rimanendo in gara ma dovendo cedere la posizione a Barrichello. Il brasiliano torna però troppo presto ai box, dovendo montare le gomme da bagnato per poi tornare nella pit lane e mettere quelle da asciutto. Rientrato in pista al quarto posto, alle spalle di Schumacher, Barrichello prova ad attaccarlo, ma i suoi tentativi sono senza successo e al 60º giro il brasiliano esce di pista, ritirandosi. A questo punto le prime tre posizioni sono ampiamente consolidate, con Hill che va a vincere con un comodo vantaggio su Alesi e addirittura un giro in più rispetto a Schumacher; quarto è Häkkinen, che precede il connazionale Salo dopo un lungo duello. L’ultimo punto è conquistato da Panis.

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