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LA 25a GIORNATA DEL CAMPIONATO ITALIANO DI CALCIO 1995-96 E IL PRIMO SCIOPERO DELLA SERIE A

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Va in archivio una tre giorni di coppe in agro-dolce (più agro che dolce in verità), col Milan capolista unica formazione italiana ad aver convinto;ora l’obbiettivo si sposta alla nuova giornata in arrivo, destinata a concludersi col derby meneghino, dove l’Inter, per altro in gran forma, proverà ad arrestare la marcia degli uomini allenati da Fabio Capello.
Nel frattempo tira una brutta aria nell’estremo est del mondo: l’8 marzo, anche quest’anno consacrato alla donna, per una celebrazione che ben poco ha ormai a che spartire con la motivazione originale, la Cina Popolare inizia alcuni test con dei missili terra-terra vicino le coste di Taiwan. Gli USA condannano l’atto come provocatorio e il governo di Taiwan sembra prepararsi al contrattacco.
Più a sud, invece, in un altro continente, prende le mosse la nuova stagione di Formula UNO, col Gran Premio d’Australia, col numero 1 sul musetto della Ferrari, non per merito, ma per aver ingaggiato il pilota più forte: il giovane tedesco Michael Schumacher, reduce da due titoli conquistati alla guida della Benetton, da quest’anno affidata ai due ex del “Cavallino Rampante” Jean Alesi e Gerhard Berger.




La Williams affidata a Jaque Villeneuve, figlio dell’indimenticato Gilles, conquista la pole, col giovane pilota canadese che mantiene la testa al via della corsa, mentre il suo compagno di squadra Demon Hill parte male e viene sopravanzato da entrambi i piloti della Ferrari. A centro gruppo, però, è caos: le due Tyrrell di Salo e Katayama rimangono ferme sulla griglia, mentre Frentzen rimane addirittura fermo durante il giro di ricognizione. Il peggio, però, capita alla prima curva, quando l’esperto Martin Brundle tampona violentemente David Coulthard e la Jordan dell’inglese decolla, spezzandosi poi a metà. Brundle esce illeso dall’incidente, ma la gara viene interrotta con la bandiera rossa. Si rende così necessario un secondo via, al quale non prende parte Jonny Herbert, coinvolto nell’incidente di Brundle e costretto a cedere il muletto a Frentzen; Brundle ottiene invece l’autorizzazione a partecipare alla seconda partenza dal medico della FIA, Syd Watkins.
Tutto si svolge regolarmente nella nuova partenza, con Villeneuve che mantiene la prima posizione davanti a Hill, Irvine e Schumacher. Dopo due giri il tedesco sopravanza il compagno di squadra, guadagnando la terza posizione; il nordirlandese è quindi attaccato da Alesi, che però si autoelimina in un tentativo di sorpasso piuttosto azzardato al decimo passaggio. A questo punto la corsa si sviluppa piuttosto linearmente, con Schumacher che segue i piloti della Williams senza mai impensierirli seriamente, Irvine che mantiene la quarta posizione e Häkkinen che fa da tappo rispetto agli inseguitori, bloccando alle sue spalle Barrichello e Berger.
Poco dopo la metà della gara, dopo aver effettuato il suo pit stop, Schumacher è costretto al ritiro per problemi ai freni; nel frattempo, però, il duello tra i due piloti della Williams si intensifica: nel gioco dei rifornimenti Hill riesce a passare davanti al compagno di squadra, ma Villeneuve sfrutta gli pneumatici già caldi per riportarsi in testa. Al 33º giro, tuttavia, il canadese commette un errore e va lungo sull’erba alla prima curva, riuscendo comunque a mantenere la testa della corsa. La vettura di Villeneuve comincia poi a perdere vistosamente olio e per evitare la rottura del motore la squadra gli impone di rallentare, facendo così passare il compagno di squadra. Il canadese si rassegna e Hill coglie la prima vittoria stagionale, davanti a Villeneuve, Irvine, Berger, Häkkinen e Salo.
In questa domenica inizia ufficialmente lla campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 14 aprile; in lizza ben 130 partiti, con alcune bufere dentro il CCD e CDU che minacciano di abbandonare il Polo, mentre, sull’altro fronte, Massimo D’Alema non vuole Ciriaco DE MITA nel suo schieramento, e anche l’irpino correrà da solo. Tante sono le liti dentro le sedi dei partiti per la distribuzione dei seggi. Pannella dentro nel Polo ma a stecchetto, minaccia di rompere l’alleanza.
Gli argomenti di propaganda elettorale in tutti i partiti sono le tasse: tutti ne promettono di meno, ma come diminuirle, nessuno ha le idee chiare. Il Polo organizza anche cortei di commercianti.
Si parla inoltre della “par condicio”. Singolare l’iniziativa della Fininvest di proprietà di Berlusconi che è leader del Polo della Libertà e di Forza Italia, la quale fa il grande sacrificio di non mandare in onda spot elettorali a pagamento sulle sue reti. Sono previste solo trasmissioni gratuite. I partiti che non possiedono televisioni (129) si devono mettere in coda ed aspettare il loro turno. Singolare poi si rivelerà l’appello del Papa: “Fate un digiuno di televisione per la salute psichica e spirituale”.
Alle ore 15 di questa assolata domenica di marzo torna protagonista il calcio, con buona pace dei contendenti delle urne elettorali!

25a GIORNATA: domenica 10 marzo 1996
Bari – Fiorentina 1-1

41′ Andersson (BA), 86′ rig. Baiano

Cremonese – Napoli 1-1

5′ Buso (NA), 22′ Tentoni A.

Juventus – Lazio 4-2

3′ Favalli (LA), 18′ Casiraghi (LA), 35′ Deschamps, 70′ aut. Chamot, 72′ Conte I, 83′ Padovano

Milan – Inter 0-1

5′ Branca

Piacenza – Parma 2-1

2′ e 45′ Caccia rig., 71′ Arioli (PR)

Roma – Cagliari 1-1

9′ Oliveira (CA) rig., 18′ Balbo rig.

Sampdoria – Padova 3-1

4′ e 25′ Chiesa, 46′ Vlaovic (PD), 54′ Chiesa

Udinese – Atalanta 3-0

70′ Poggi, II, 80′ Bierhoff, 81′ Poggi II

Vicenza – Torino 2-1

3′ Otero, 9′ Angloma (TO), 88′ Otero

CLASSIFICA:

Milan 53; Fiorentina 47; Juventus 45; Parma 43; Inter 41; Lazio 39; Roma 36; Sampdoria e Vicenza 35; Udinese 34; Cagliari e Napoli 31; Piacenza 28; Atalanta 27; Torino 24; Padova 21; Bari e Cremonese 19.

Il goal decisivo realizzato dall’interista Marco Branca chiude una giornata tutt’altro che priva di colpi di scena, che, alla fine, non danneggia il Milan, nonostante la sconfitta. La Fiorentina, infatti non va oltre il pareggio sul terreno del Bari, mentre la Juventus vince in rimonta contro la Lazio, incapace di gestire il doppio vantaggio maturato nella prima mezz’ora di gioco. Cade anche il Parma sul terreno del Piacenzo, mancando l’occasione di riavvicinarsi alla vetta, con i bianco-rossi di Gigi Cagni che compiono un passo decisivo verso la salvezza, sopravanzando l’Atalanta sempre più in crisi.
Si apre una settimana che, per il mondo del calcio potrebbe diventare storica: in una riunione del 5 marzo, l’Associazione Italiana dei Calciatori, presieduta da Sergio Campana, ex mezz’ala di Vicenza e Bologna, ha indetto uno sciopero per domenica 17 dello stesso mese. I motivi alla base di questa decisione clamorosa sono: il Fondo di Garanzia, la modifica della Legge 91, il rinnovo dell’Accordo Collettivo, la previdenza, i parametri dopo l’entrata in vigore della Legge Bosman, la ristrutturazione dei campionati, le situazioni di morosità, le aggressioni ai calciatori e la richiesta del diritto di elettorato attivo e passivo. Naturalmente l’opinione si spacca: per molti vedere autentici miliardari incrociare le braccia è un autentico insulto alla vera classe operaia. In realtà, la gran parte di questo mondo è composta da ragazzi che, sebbene professionisti, ricevono un discreto mensile; in fin dei conti la fortuna vera tocca a qualche centinaia d’individui e la maggior parte delle richieste serve a tutelare proprio le migliaia di ragazzi impiegati a tempo pieno nelle categorie inferiori, vera linfa vitale dell’intero movimento.
Lo sciopero “dei migliardari” è senz’altro l’argomento del momento, dalle chiacchiere da bar, fino ai più impegnati dibattiti televisivi. Tutto ha una brusca battuta d’arresto il 13 marzo, un mercoledì come tanti, iniziato come tante giornate: la sveglia, la corsa al lavoro, per gli adulti, a scuola per i più piccoli. Così accade anche nella cittadina britannica di Dunblane. Verso le nove del mattino, però, la palestra della scuola locale è teatro di un evento destinato a cambiare per sempre il destino di chi vi è coinvolto e la vita dell’intera comunità. Thomas Watt Hamilton, 42 anni, entra nella struttura dove la prima elementare sta svolgendo la propria lezione d’educazione fisica e, armato con quattro pistole, inizia a far fuoco contro chiunque si trovi a tiro. Tre minuti per freddare la maestra, 15 bambini (un altro perirà in ospedale), per poi togliersi la vita. Poi c’è solo lo spazio per la disperazionedei famigliari dell’insegnante e dei genitori a cui è stato strappato il bene più prezioso. Si prega per i feriti, mentre si cerca di far luce sulle motivazioni che stanno dietro la mattanza. Si viene a sapere che l’uomo nutre da anni un odio nei confronti della società, dopo essere stato estromesso in gioventù da un gruppo scout, perché sospettato di pedofilia. Da quel momento le armi da fuoco sono diventate la sua ragione di vita, assieme ad attività sospette con alcuni giovani visti entrare ed uscire dal suo appartamento. Qualche giorno prima, poi, avrebbe spedito una lettera alla Regina Elisabettaa, nella quale esplicitava tutta la sua misantropia.
Le immagini della strage fanno il giro del mondo, con la sovrana d’Inghilterra che decreta il lutto nazionale.
Ovviamente lo sciopero della serie A italiana passa in secondo piano, ma le trattative fervono per evitare lo stop, dannoso tra l’altro anche per la nazionale azzurra, in quanto si rischia di prolungare la stagione. Tutto vano: domenica 17 marzo 1996 i giocatori si rifiutano di scendere sul terreno di gioco per la prima volta da quando il “Dio Pallone” ha iniziato a raccontare le proprie storie!

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