CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

STAGIONE CALCISTICA 1992-93: IL MILAN DALLA BEFFA DI MONACO ALLA FESTA SCUDETTO

Il nettissimo successo juventino nel doppio confronto valido per la

finale di Coppa UEFA, conquistato contro una delle società più attive d’Europa, è una

dimostrazione lampante di quanto il nostro movimento sovrasti gli altri all’inizio di

questi anni Novanta. Ogni domenica, sui campi della serie A, si disputa una sorta di

campionato mondiale itinerante, tanta è la presenza di campioni stranieri, unita ad un

continuo fiorire di ottimi talenti nostrani; a questa, naturalmente, va unita la sagacia

tattica di cui i nostri allenatori sono dotati ed il cocktail micidiale è servito: una

formazione di media classifica in serie A, è tranquillamente in grado di raggiungere le

fasi salienti in un torneo continentale!




Giudizi lusinghieri di questa risma non possono valere per le istituzioni nazionali, in

particolare quelle politiche, ormai allo sbando sotto i colpi portati dalla magistratura,

da più di un anno impegnata in un estenuante lavoro d’inchiesta. Non c’è pace per uno dei

partiti più influenti del decennio appena trascorso: nel Partito Socialista la segreteria

di Giorgio Benvenuto, succeduto al pluri-inquisito Bettino Craxi, non è durata che un paio

di mesi, se è vero che in questo 20 maggio l’ex sindacalista ha rassegnato le proprie

dimissioni dalla carica. Gente che viene, gente che va: contemporaneamente, Romano Prodi

torna alla presidenza dell’IRI.
La settimana si cconclude con un inedito venerdì calcistico: la Lega accorda al Milan la

possibilità di anticipare il proprio incontro sul terreno del Cagliari, proprio per

preparare al meglio la finalissima di Coppa dei Campioni contro il Marsiglia.

ANTICIPO 32a GIORNATA: venerdì 21 maggio 1993
Cagliari-Milan 1-1

5’ Francescoli, 32’ Massaro (MI)

Il Milan soffre la partenza veemente del Cagliari, in gol dopo cinque

minuti con Enzo Francescoli, ma si riorganizza pervenendo al pari grazie a Daniele Massaro,

ancora una volta “l’uomo della provvidenza”. Alla fine i rossoneri escono sconfitti, ma le

sofferenze patite contro una delle squadre più in forma del momento, possono e devono

rappresentare un campanello d’allarme in vista della partita di Monaco di Baviera e non

dovrebbe bastare il rientro di Marco Van Basten a far dormire a tutti tranquilli sogni di

gloria.
Resta il fatto che, in casa contro il Foggia, l’Inter ha la possibilità di rosicchiare un

altro punto, mettendo ulteriore paura ai “cugini”. Prima, tuttavia, gli appassionati d i

sport seguiranno in Tv il GP di Formula UNO di Montecarlo. Al via le posizioni di testa

delineate dalle prove di qualificazione, rimangono invariate ma Prost si muove con leggero

anticipo rispetto al semaforo verde incappando così nello stop-and-go di 10 secondi

previsto dal regolamento. Al momento di ripartire dai box dopo aver scontato la penalità il

motore gli si spegne e quando i meccanici della Williams Renault riescono finalmente a

farlo ripartire, il francese rientra al 22º posto doppiato di un giro dal primo; riuscirà

tuttavia a chiudere quarto, nonostante il circuito di Monaco notoriamente non favorisca i

sorpassi. Il comando della corsa lo prende quindi Schumacher, che guadagna terreno su Senna

fino al 32º giro, quando di colpo perde tre secondi, prima di ritirarsi il giro successivo

per un problema idraulico. In testa va allora la McLaren Ford del brasiliano tre volte

campione del mondo, seguito da Hill e dal duo Ferrari, con Berger che dà vita ad un duello

rusticano con il compagno di squadra Alesi, riuscendo, dopo un contatto al 62º giro, a

passarlo al 64º giro. L’austriaco non si accontenta e si mette alla caccia della Williams

Renault di Damon Hill, che raggiunge al 71º giro, andandolo però a speronare al Loews. Chi

ci rimette però è solo Berger, ritirandosi. Ayrton Senna con la McLaren Ford invece conduce

la corsa fino alla vittoria (nonostante il brivido di un cambio gomme “difettoso” che aveva

portato Hill nelle sue vicinanze), la sua sesta a Monaco (quinta consecutiva). Il

brasiliano batte così il record di successi nel Principato di Graham Hill e si riporta in

testa al mondiale. Alesi porta alla Ferrari il primo podio stagionale. Quinto è Fittipaldi,

ancora a punti con la Minardi Ford, quarta e ultima volta stagionale per la scuderia di

Faenza.
Nel tardo pomeriggio le altre sedici di serie A sono in campo per il terz’ultimo atto di

questo campionato assai ricco di gol e spettacolo.

32a GIORNATA: domenica 23 maggio 1993
Ancona-Pescara 5-3

7’ Agostini, 18’ Sivebaek (PE), 26’ Agostini, 40’ Vecchiola, 42’

Palladini (PE), 51’ Agostini 81’ Allegri (PE), 87’ Ermini

Brescia-Lazio 2-0

49’ Sabau, 79’ Hagi

Fiorentina-Udinese 2-2

16’ Dell’Anno, 23’ Branca, 40’ rig., e 63’ Effemberg (FI)

Genoa-Parma 1-1

27’ Asprilla, 60’ Padovano (GE) rig.

Inter-Foggia 1-1

27’ Ruben Sosa, 88’ Roy (FO)

Juventus-Sampdoria 1-1

4’ Jugovic, 47’ Platt (SA)

Napoli-Torino 1-1

60’ Policano, 81’ Poggi II (TO)

Roma-Atalanta 2-2

19’ Giannini II, 33’ Alemao (AT), 45’ Perrone (AT), 90’

Rizzitelli

CLASSIFICA:

Milan 48; Inter 44; Parma 38; Juventus 37; Lazio 36;

Sampdoria 35; Atalanta, Cagliari e Torino 34; Foggia, Napoli e Roma 31; Genoa 28; Brescia,

Fiorentina e Udinese 27; Ancona 19; Pescara 15.

Bryan Roy, olandese di rossonero vestito, solo che la sua

società dista circa ottocento chilometri da quella in cui sono impiegati i connazionali

Rijkaard, Gullit e Van Basten, infrange praticamente del tutto i grandi sogni di rimonta

dell’Inter, realizzando la rete del pareggio, che praticamente salva il suo Foggia con due

giornate d’anticipo. Ecco servito il nuovo miracolo targato Zeman, capace di ricostruire un

gruppo in estate, quando la dirigenza foggiana faceva partire i “pezzi da novanta”.
In coda il Genoa conserva un punticino di vantaggio su Fiorentina, Brescia ed Udinese,

appaiate al terz’ultimo posto, ed invischiate in una drammatica volata (sportivamente

parlando), per stabilire chi potrà rimanere nella massima divisione l’anno venturo.
Il Milan, intanto, è impegnato nella preparazione della finalissima di Coppa dei Campioni. Capello è chiamato a rigenerare fisicamente un gruppo che, nonostante l’ampia gamma di scelte appare logoro.
Alla fine il tecnico friulano vara una formazione fondata sul gruppo storico: il solo Gian Luigi Lentini trova posto tra gli undici titolari tra i giocatori giunti in estate. In questo contesto spicca l’esclusione di Ruud Gullit anche tra i panchinari, dove invece siede l’ex Jean Pierre Papin.

COPPA DEI CAMPIONI – FINALE – Monaco di Baviera (Olympiastadion), mercoledì 26 maggio 1993, ore 20,30
OLYMPIQUE MARSIGLIA – MILAN 1-0
RETI: 44′ Boli
OLYMPIQUE MARSIGLIA: Barthez, Angloma (dal 61′ Durand), Di Meco; Boli, Sauzee, Desailly; Eydelie, Boksic, Voller (dal 78′ Thomas), Pele, Deschamps. ALL.: R. Göthals.
MILAN: Rossi S.; Tassotti, Maldini P.; Albertini, Costacurta, Baresi II; Lentini, Rijkaard, Van Basten (dall’86’ Eranio), Donadoni (dal 55′ Papin), Massaro. ALL.: F. Capello.
ARBITRO: Röthlisberger (Svizzera)
SPETTATORI: 64.400.

Una serata da incubo che si materializza proprio nel momento migliore della squadra! Non appena lo svizzero Rotlisberger fischia l’inizio della contesa, il Milan si getta all’attacco. L’azione è quella dei tempi migliori, tanto che l’Olympique assiste inerme alle folate degli uomini di Capello, capaci di raggiungere l’area di rigore con azioni di un’efficacia inaudita. Terminale di tutto è proprio Van Basten, il quale, per tre volte, liberissimo davanti al portiere, serve l’accorrente Daniele Massaro, il quale sembra avere il torto di trovarsi al posto sbagliato, diventando il consapevole oggetto della vanità del “Cigno di Utrecht”, improvvisamente tornato quello che non segnava mai i gol facili. Sta di fatto che per tre volte la difesa francese si trovava letteralmente graziata. Dopo un buoni 25 minuti di grande calcio, il Milan rallenta. A questo punto gli uomini del Presidente Bernard Tapy devono essersi sentiti come colui che, non sa come e non sa perché, è uscito illeso da una catastrofe e si rende conto d’essere vivo. Si riorganizzano e, timidamente, perché non si capacitano ancora dell’accaduto, mettono anche la faccia dall’altra parte! Il primo tempo volge ormai al termine, quando arriva un calcio d’angolo per l’Olympique; dalla bandierina parte un cross su cui si avventa il liberissimo Basil Boli, il quale fa ciò che gli attaccanti milanisti non hanno saputo fare “quando Berta filava”! Incredibile! Dopo aver dominato, gli uomini di Fabio Capello vanno al riposo sotto di un gol!
Al rientro sul terreno di gioco, Baresi e compagni provano a riprendere in mano le redini della partita, ma qui tornano fuori tutti i problemi del periodo: la condizione fisica è carente e il Marsiglia ha buon gioco nel controllare le azioni meneghine. Nemmeno l’inserimento di Papin al posto di Donadoni sposta gli equilibri. A quattro minuti dal termine a Van basten viene concessa una triste passerella e, più o meno alle 22,30 di una calda serata di fine maggio, ecco servita la beffa. D’un tratto dieci vittorie consecutive vengono gettate al vento in una partita balorda; fortuna vuole che basti un punto in due partite per riconquistare lo scudetto col quale assorbire meglio il colpo e ritentare la scalata all’Europa!
L’esito della partita è elemento di discussione il giorno successivo: sul banco degli imputati c’è Daniele Massaro, reo di non aver saputo capitalizzare gli assist del compagno Van Basten; nessuno, tuttavia, intuisce la drammatica verità che sta dietro a tanta generosità: l’olandese non è mai guarito dall’infortunio e calciare in porta gli crea enorme dolore, ma questo lo sapremo solo fra quasi due anni! Intanto ci si interroga circa i mancati impieghi dei vari Gullit o Savicevic, certamente decisivi in questo girone di ritorno. Il dibattito, però, viene immediatamente smorzato dall’arrivo di una notizia drammatica: a Firenze, in via dei Georgofili, un’autobomba

esplode nei pressi della Galleria degli Uffizi: il bilancio è di 5 morti e 30 feriti. Questa volta la rivendicazione da parte di Cosa Nostra è chiara e sibillina!
Facendo il paio con quanto accaduto la settimana precedente ai Parioli, si comprende che l’intera nazione è vittima di una strategia tesa fondata sulla tensione: con le propre azioni, la malavita organizzata manda a dire che è in grado di colpire anche al di fuori del Sud Italia!
Con questo clima si giunge alla nuova giiornatqa di Serie A, che dovrebbe sancire la riconferma dello scudetto sulle maglie del Milan.

33a GIORNATA: domenica 30 maggio 1993
Atalanta-Genoa 1-2

40’ Fortunato A., 78’ Ruotolo, 83’ Ganz (AT)

d
Foggia-Cagliari 1-1

48’ Mandelli, 65’ Francescoli (CA)

Lazio-Napoli 4-3

1’ e 4’ Riedle, 10’ Zola (NA) rig., 42’ Signori rig., 47’ Francini (NA), 50’ Winter, 61’ Zola (NA)

Milan-Brescia 1-1

82’ Albertini, 84’ Brunetti (BS)

Parma-Inter 2-0

15’ Melli, 81’ Cuoghi

Pescara-Juventus 5-1

2’ Ravanelli (JU), 35’ Allegri rig., 49’ Borgonovo, 59’ Allegri, 86’ Martorella, 88’ Palladini

Sampdoria-Roma 2-2

43’ Invernizzi, 75’ Carnevale (RM), 87’ Rizzitelli (RM), 89’ Mancini R. rig.

Torino-Fiorentina 1-1

18’ Aguilera, 90’ Batistuta (FI)

Udinese-Ancona 2-0

36’ Cozminski, 61’ Calori

CLASSIFICA:

Milan 49; Inter 44; Parma 40; Lazio 38; Juventus 37; Sampdoria 36; Cagliari e Torino 35; Atalanta 34; Foggia e Roma 32; Napoli 31; Genoa 30; Udinese 29; Brescia e Fiorentina 28; Ancona 19; Pescara 17.

A San Siro si sonnecchia per oltre ottanta minuti in attesa della festa: dopo un quarto d’ora, infatti, il Parma è passato in vantaggio contro l’Inter, permettendo ai rossoneri di trascorrere una tranquilla domenica di calcio, con la quale smaltire la beffa di Monaco. I tifosi, dal canto loro, hanno fatto il proprio non facendo cenno a quanto accaduto! Da Parma, poi, quando mancano nove minuti dal termine, giunge la notizia del raddoppio locale grazie all’ex Stefano Cuoghi, giovane eroe del periodo più buio della storia rossonera. La notizia, curiosamente, accende la partita di Milano: un minuto più tardi Demetrio Albertini porta in vantaggio il Milan, ma due minuti più tardi il difensore bresciano Brunetti realizza il gol più importante della sua onesta carriera, mantenendo vive le speranze di salvezza dei suoi. Qualcuno parla di biscotto, così come avviene per il pareggio a tempo scaduto realizzato dall’argentino della Fiorentina Gabriel Batistuta sul terreno del Torino, il cui tecnico
Emiliano Mondonico non ha mai nascosto le sue simpatie per la “viola”.
Per il resto la giornata consegna alla storia il larghissimo e clamoroso successo interno dell’ormai condannato Pescara sulla Juventus, l’ultimo degli abruzzesi in serie A nel XX secolo.

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