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COSÌ PARLÓ GIANNI RIVERA

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Gianni Rivera: Me lo vinci, …papà?

MILANELLO. Dalle cucine arriva un intenso profumo di arrosto. Nella saletta, dalla quale si scruta fino agli spogliatoi, Nereo Rocco beve un bicchiere
di bianco friulano mentre commenta le ultime novità col babbo di Capello. Un’atmosfera idilliaca. E’ giornata d’allenamento. Il Milan ai vertici della
classifica, in piena solitudine, rende tutti un po’ su di giri. E l’aria è ancora dolce, mitigata dai tepori dell’autunno.

– dice Albertosi appoggiato al bancone del bar

Gianni Rivera, salutato Liedholm,
arriva calmo, risalendo il leggero pendio che porta alla sala da pranzo. Si è cambiato dopo gli allenamenti di stamani e ora indossa una tuta rossa.

– Allora

– gli chiedo

– questo Milan in vetta alla classifica…?

– Ma tu, che cosa dici? Come ti senti? Pochi minuti fa ho sentito Rocco e diceva che se il Milan è in testa con un Rivera non ancora in forma

perfetta, che cosa potrebbe succedere quando tu entrerai in azione in pieno?

risponde

– E psicologicamente? Come ti senti, con questo Milan in testa, dopo il campionato disastroso dell’anno scorso?

Gianni Rivera parla lentamente, scandendo bene le parole, dando quasi l’impressione di volerle misurare, una per una.

– In passato –

gli dico

– sei stato accusato d’essere uno che parlava troppo. Hai fatto spesso delle dichiarazioni

abbastanza azzardate.

– Perché tu ne hai molti?

– Che effetto ti fa?

Rivera abbozza un sorriso.

– Quale definizione vorresti fosse data di te? Che sei bravo, che sei intelligente…?

– Perché giochi al calcio?

– Vorresti passare alla storia del calcio come il giocatore più grande di tutti i tempi? O il più sfortunato? O il più fortunato?

– Dunque non esistono i miti ma tu, non sei già un mito?

– Eppure, mai come oggi il calcio è stato così in auge, ha interessato tanto le folle.

– Prima hai detto che il gioco ti diverte e ti riempie la vita. Eppure c’è stato un momento in cui hai pensato di smettere. E forse hai già preso la

tua
decisione ed hai fissato la data d’addio?

– Lasciare lo sport significa cominciare una nuova vita. Hai già pensato che cosa fare quando non sarai più un giocatore?

– Ti reputi un uomo d’affari?

– E da qualche mese sei anche papà…

– Diciamo che è stato il modo e che ha influito anche la notorietà dei genitori a far sì che Nicole, tua figlia, diventasse tanto importante.

Comunque
qual è il tuo rapporto di padre?

– Si è parlato tanto anche di matrimonio. Era stato detto che tu ed Elisabetta Viviani eravate sposati segretamente; poi che non lo eravate più;

infine
che vi sareste sposati prestissimo…

– Ma c’è, nei vostri progetti, il matrimonio?

Dalla sala da pranzo giunge il richiamo di Rocco. Gli altri giocatori sono già a tavola. E’ spuntato anche il sole e la nebbiolina del primo mattino se
n’è andata. Rivera si alza, mi saluta e, ringraziando, se ne va nell’altra stanza. A me rimane l’aroma dell’arrosto e il brusio dei commensali.

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