CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

IL MIRACOLO TRIESTINA

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Nereo Rocco Appende le scarpe al chiodo con l’Italia sotto le bombe. Terminata la seconda guerra mondiale la giostra del calcio ricomincia a girare, ma inizialmente per Rocco sembra non esserci posto. Il primo campionato post-bellico si risolve in un disastro per la Triestina giunta miseramente ultima, in forza di gravi problemi ambientali. La situazione della città giuliana, occupata dalle truppe alleate e dalla Jugoslavia che ne rivendica i territori non è adatta per far calcio. La squadra disputa in campo neutro tutti gli incontri casalinghi e si vede appioppare anche qualche sconfitta a tavolino. Alla fine è ultimo posto e retrocessione: la prima della storia. Poco prima dell’inizio del campionato 1947-48 la Federazione decide di tener conto dei disagi sopportati dagli alabardati e li riammette alla serie A. La società, naturalmente è impreparata, avendo programmato la serie B, ma Rocco, non appena ha assunto la guida della squadra, non si perde d’animo: fa quadrato con i “veci” della rosa, l’attaccante Guglielmo Trevisan e l’amico Piero Pasinati, insegna al giovane Ivano Blason il ruolo di libero e dà inizio alla sua prima grande impresa. Al termine della stagione la Triestina giunge seconda dietro al grande Torino facendo della retroguardia il suo punto di forza. Sulla panchina alabardata disputa altre due buone stagioni, ma vuole vincere altre scommesse.
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