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MESSICO-UNIONE SOVIETICA 0-0: APERTURA CON BOTTE E SENZA SPETTACOLO!

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Con l’enigma Mazzola-Rivera da risolvere l’Italia si prepara ad assistere alla cerimonia d’apertura dei

campionati mondiali prevista il 31 maggio, nella tarda mattinata messicana, coincidente col tardo pomeriggio di una

tranquilla domenica europea. La gara d’apertura vede fronteggiarsi i padroni di casa e l’Unione Sovietica. Tecnicamente

gli ospiti sono i grandi favoriti, ma il caldo, situazione climatica alla quale i russi sono poco avvezzi e l’altura

riequilibrano i valori.

Città del Messico (Estadio Azteca) – domenica 31 maggio 1970 – ore 18,00

MESSICO – UNIONE SOVIETICA 0-0 (GIRONE A, 1a GIORNATA)

MESSICO: Calderon, Vantolra, Peña (cap.); Guzmán, Pérez, Hernández; Pulido, Velarde (67 Munguia), Valdivia, Fragoso,

Lopez. C.T.: Commissione tecnica federale.

UNIONE SOVIETICA: Kavasashvili, Kaplichni, Lovchev; Logofet, Shesterniev (cap.), Asatiani; Muntian, Serebrianikov (46

Pusach), Bishovets, Evriuzhikan, Nodija (67 Khmelnitski). C.T.: G. Katchalin.

TERNA ARBITRALE: Tschenscher (Germania Ovest); g.l.: Taylor (Inghilterra), Dunstan (Belgio)

SPETTATORI: 117.000.

Come previsto la superiorità tecnica e atletica della squadra sovietica non riesce ad avere la meglio
sui giocatori messicani, senz’altro meno dotati tecnicamente ma maggiormente abituati all’altitudine e ai problemi che

essa comporta a detrimento di un completo rendimento fisico. Di fronte ai 117.000 dello stadio Azteca, insomma, come

riportano le cronache del tempo, lo spettacolo di folla compensa la poca spettacolarità offerta dalle due squadre in campo le quali hanno dato vita ad una gara nervosa, conclusa con ben cinque ammoniti.

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