CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

IL TRISTE FINALE DI CARRIERA

A 33 anni ottiene la possibilità di lasciare il club che lo ha reso famoso e che, in un certo senso, lo ha anche distrutto. Riesce a rimettersi in condizione, grazie ad un grande lavoro fisioterapico, tanto che, nell’estate del 1966, parte con la nazionale per la sfortunata spedizione al mondiale inglese, dove gli auriverdi escono al primo turno.

Terminato il mondiale si trasferisce a San Paolo con Elsa, diventata sua moglie grazie ad un matrimoniocontratto nell’ambasciata brasiliana in Bolivia. Per Garrincha sembra aprirsi un nuovo futuro: una nuova carriera e la possibilità di sfuggire ai continui attacchi della gente di Rio. Nel complesso, gli anni dell’unione con Elsa sono caratterizzati da diversi guai di carattere economico che li portano a perdere varie abitazioni per via dei debiti, nonché dai crescenti problemi con l’alcol di Garrincha. Non bastasse, la forma fisica non arriva e lui non riesce a far fronte ai propri doveri. Trovare un ingaggio diventa impossibile: dopo le esperienze fallimentari con le maglie di Corinthians,Vasco da Gama, Palmeiras, Flamengo e Juniors in Colombia, sul finire del 1968 Garrincha viene condannato per non aver pagato gli alimenti alla prima moglie e alle figlie, evitando il carcere solo grazie all’intervento di un banchiere pronto a far fronte ai debiti. Il 13 aprile del 1969 è responsabile di un tragico incidente stradale; mentre assieme alla suocera Rosária (madre di Elza Soares) e ad una figlia adottiva si sta dirigendo verso Pau Grande, l’auto da lui guidata urta contro un camion che trasporta sacchi di patate, cappottando tre volte, causando la morte della suocera sbalzata fuori dal parabrezzaGarrincha nega di aver bevuto prima di mettersi alla guida, viene condannato a due anni di prigione, ma essendo quello il primo reato da lui commesso, ottiene la sospensione condizionale della pena. Sentendosi però colpevole per l’accaduto, nel periodo successivo entra in depressione e tenta di suicidarsi inalando del gas. Le crisi depressive non cessano, tanto che la moglie Elza ritiene che l’unico modo per porvi rimedio sia quello di lasciare il Brasile.

All’inizio degli anni settanta la coppia si trasferisce in Italia e precisamente a Roma. Inizialmente Garrincha prova a guadagnarsi da vivere facendo promozione per l’Istituto Brasiliano del Caffè (IBC), ricevendo uno stipendio di mille dollari mensili, mentre Elza Soares trova occupazione come cantante. Quasi immediatamente, però, ricevono alcune telefonate anonime durante le quali vengono accusati di tradimento nei confronti del Brasile, minacciando punizioni. Successivamente si trasferiscono a Torvaianica, dove Garrincha, ormai lasciato il suo precedente incarico per l’IBC, gioca a calcio con squadre amatoriali: macellai, ferrovieri, impiegati, operai d’azienda sono i suoi avversari, ma per lui non conta: è sufficiente un campo, due porte e un pallone e tutto diventa un Maracanà.

La coppia rientra in Brasile nel 1972, in quanto Garrincha trova un ingaggio nell’Olaria, una piccola squadra di una cittadina del nord-est dello stato di Rio, con la quale chiude definitivamente e ufficialmente col calcio giocato.
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