CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LE GRANDI SFIDE DI SERIE A E TUTTA LA CHAMPION'S LEAGUE SU MEDIASET PREMIUM

TORNA LA CENSURA PER IL CINEMA

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmailby feather
Si avvicina l’estate del 1960, nella quale si celebra la finale di quello che divverrà il secondo torneo calcistico per nazioni più importante: la “Coppa Europa per Nazioni” organizzata dalla UEFA. La fase finale si disputa a Parigi, unica sede possibile in questo momento storico, data la presenza di due nazioni del blocco dell’est Europa: Russia e Cecoslovacchia. Siamo in piena “guerra fredda” e molti Paesi non accolgono volentieri le squadre rappresentanti il blocco comunista. Clamoroso è quanto avvenuto nei quarti di finale quando il dittatore spagnolo Francisco Franco fa ritirare la sua nazionale dalla competizione per non mandarla a giocare in Unione Sovietica.

L’Italia guarda tutto questo dall’esterno impegnata a ricostruire un movimento in grave crisi e a preparare l’evento sportivo clu dell’anno: le Olimpiadi che si disputeranno a Roma in agosto. Gli occhi del mondo intero sono puntati su una nazione capace di passare in pochi anni da un profondo stato di povertà causato dalle devastazioni della guerra, ad uno di benessere con la popolazione impegnata ad accapparrarsi beni come automobili ed elettrodomestici che conferiscono un’aria di oppulenza mai vista sul nostro territorio.

Tuttavia esistono molte contraddizioni: se da un lato nelle case aumentano esponenzialmente quelli che vengono considerati beni di lusso, dall’altro servizi pubblici ed alimentazione sono rimasti quelli di prima della guerra. Anche le istituzioni non sembrano essere cambiate per nulla pronte come sono ad intervenire e ad interferire in tutti gli aspetti della vita del cittadino. In questo 1960 c’è anche l’avvallo di un governo al cui interno vi sono esponenti del Movimento Sociale Italiano, partito d’ispirazione fascista. Uno degli ambienti che soffre maggiormente questa situazione e quello cinematografico, sebbene goda di ottima salute. Il 15 giugno viene infatti resa pubblica una lettera del ministro dello spettacolo TUPINI (DC) dove avverte che sarà drastico con la censura su tutti quei film

Egli non ha dimenticato di citare a proposito come esempio di indegnità il film “La dolce vita” di Federico Fellini

Immediatamente scatta la grande solerzia dei funzionari di Stato che a Milano fanno perfino il processo alle intenzioni e negano a LUCHINO VISCONTI di girare all’Idroscalo alcune scene all’aperto del suo film Rocco e i suoi fratelli, un film che non inizia proprio bene al primo giro di manovella, visto quello che lo attende quando verrà presentato poi al pubblico.

PAGINA SUCCESSIVA Facebooktwittergoogle_pluslinkedinrssyoutubeby feather

LASCIA UN Commento