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I 4i DI FINALE DEL CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1966: LA RABBIA ARGENTINA E L’ILLUSIONE COREANA

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L’Italia, contro ogni pronostico della vigilia, si prepara a seguire da spettatrice non interessata i quarti di finale. La RAI decide comunque di seguire l’evento approntando una trasmissione simile a quella domenicale de’ “Tutto il calcio minuto per minuto” collegando i radioascoltatori ai campi dei 4 quarti di finale (Urss-Ungheria, Germania Ovest-Uruguay, Portogallo-Corea del Nord e Inghilterra-Argentina)
a partire dalle 15.15.

Sotto l’aspetto tecnico l’incontro più interessante è senz’altro quello che vede opposta l’Inghilterra all’Argentina, mentre desta curiosità la Corea del Nord che affronta il lanciatissimo Portogallo.

Mentre le magnifiche otto si contendono l’accesso alla storia del calcio, in Olanda si corre il quinto Gran Premio della stagione 1966 di Formula UNO. È ancora una volta una Brabham ad imporsi davanti a tutti. Questa volta la vittoria spetta al proprietario della scuderia, primo davanti al connazionale Graham Hill su BRM e allo scozzese campione del mondo in carica Jim Clarck.
Sheffield (Hillsborough) – ore 15.00

GERMANIA OVEST – URUGUAY 4-0

RETI: 10’ Haller, 70’ Beckenbauer, 75’ Seeler, 84’ Haller.

GERMANIA OVEST: Tilkowski, Höttges, Weber; Schulz, Schnellinger, Beckenbauer; Haller, Overath, Seeler, Held, Emmerich. C.T.: H. Schon.

URUGUAY: Mazurkiewicz, Troche (cap), Ubiña; Goncalvez, Manicera, Caetano; Salva, Rocha, Silva, Cortés, Pérez. C.T.: J. Vieira.

TERNA ARBITRALE: Finney (INGHILTERRA); g.l.: Phillips (SCOZIA), Kandil (INGHILTERRA)

SPETTATORI: 34.000.

Liverpool (Goodison Park) – ore 15.00

PORTOGALLO – COREA DEL NORD 5-3

RETI: 1’ Park Seung-zin, 22’ Lee Dong-woon, 24’ Yang Seung-kook , 27’, 42’ rig., 57’ e 59’ Eusebio rig., 79’ Augusto.

PORTOGALLO: J.Pereira, Morais, Baptista; Vicente, Hilario, Graca; Coluna (cap), Augusto, Eusebio, Torres, Simóes.C.T.: O.M. Gloria.

COREA DEL NORD: Lee Chan-myung, Lim Zoong-sun, Lee Dong-woon; Shin Yung-kyoo, Ha Yung-won, Oh Yoon-kyung; Park Seung-zin (cap), Im Seung-hwi, Han Bong-zin, Pak Doo-ik, Yang Seung-kook. C.T.:
Commissione tecnica interna.

TERNA ARBITRALE: Ashkenazi (ISRAELE), Schwinte (FRANCIA), Galba (CECOSLOVACCHIA).

SPETTATORI: 40.000

Sunderland (Roker Park) – ore 15.00

U.R.S.S. – UNGHERIA 2-1

RETI: 5’ Chislenko, 49’ Porkuyan, 58’ Bene (UN).

U.R.S.S.: Yashin, Ponomarev, Shesterniev (cap); Voronin, Danilov, Sabo; Khusainov, Chislenko, Banichevski, Malafeev, Porkuyan. C.T.: J. Morozov.

UNGHERIA: Gelei, Matrai, Kaposzta; Meszöly (cap), Sipos, Szepesi; Nagy, Albert, Rakosi, Bene, Farkas. C.T.: L. Baroti.


TERNA ARBITRALE: Gardeazábal (SPAGNA); g.l.: Campos (PORTOGALLO), Codesal (URUGUAY).

SPETTATORI: 27.000

Londra (Wemble Empire Stadium) – 15.00

INGHILTERRA – ARGENTINA 1-0

RETI: 79’ Hurst

INGHILTERRA: Banks, Cohen, Wilson; Stiles, J.Charlton, Moore (cap); Ball, Hurst, R. Charlton, Hunt, Peters. C.T.: A. Ramsey.

ARGENTINA: Roma, Ferreiro, Marzolini; Rattin (cap), Perfumo, Albrecht; Onega, Solari, Artime, González, Más. C.T.: J.C. Lorenzo.

TERNA ARBITRALE: Kreitlein (GERMANIA OVEST); g..l.: Dienst (SVIZZERA), Zsolt (UNGHERIA).

SPETTATORI: 92.000.

Wembley, campo nel quale si esibiscono i padroni di casa, è teatro di una tesissima partita che vede coinvolti proprio gli inglesi contro l’Argentina. Ad un certo punto il talentuoso capitano bianco-celeste Antonio Ubaldo Rattin viene espulso dall’arbitro perché, come dichiarerà in seguito l’arbitro stesso, non gli piace l’espressione della sua faccia. Nonostante gli inviti del direttore di gara tedesco a lasciare il campo,il forte mediano argentino finge di non capire pretendendo un interprete. Alla fine, sconsolato, abbandona il terreno di gioco e si accomoda sul tappeto rosso riservato ai membri della casa reale inglese, prendendo i fischi di tutto lo stadio ricevendo pure l’appellativo di “Animale”. Facilitata da questa singolare decisione e contro un avversario esasperato, l’Inghilterra alla fine riesce a prevalere per 1 a 0 accedendo senza aver mai incantato alla semifinale.

Il match continua in modo vergognoso pure negli spogliatoi. Il tecnico inglese Half Ramsey, temendo qualche rissa, commette l’errore d’impedire lo scambio di maglie tra i suoi giocatori e quelli sud’americani, gesto che, invece, avrebbe probabilmente stemperato gli animi. Gli uomini allenati da Stabile pensano bene di aggredire il direttore di gara nel sottopassaggio e di riempire di sputi un’ufficiale della FIFA. Non contenti, i sudamericani decidono di affrontare nuovamente i giocatori inglesi tentando di irrompere nel loro spogliatoio per un poco amichevole terzo tempo, ma il pronto intervento delle forze dell’ordine rimanda fortunatamente a data da destinarsi questo indegno match.

Anzi che scusarsi, le reazioni argentine dei giorni successivi pongono l’accento in modo veemente sui torti subiti: in un suo telegramma l’ex commissario tecnico Guglielmo Stabile, grande cannoniere dei primi anni trenta e sfortunato protagonista del campionato italiano indossando la maglia del Genoa, porge ad Alf Ramsey le proprie condoglianze in un’ora tanto triste per il calcio internazionale. Chissà se le avrebbe porte anche al tecnico del Brasile quando nel 1978 il portiere peruviano Quiroga lascierà entrare di tutto nella propria porta nel decisivo incontro con Kempes e soci! Nel calcio le piangerie sono sempre state di casa al momento della sconfitta.

Esce di scena anche l’altra sud americana: l’Uruguay si batte alla pari per un tempo contro la Germania Ovest passata in vantaggio con Helmut Haller in apertura del match. All’inizio della ripresa gli uruguagi perdono letteralmente la testa subendo due espulsioni nel giro di tre minuti: prima il capitano Troche, successivamente la mezz’ala Silva. Ridotto in nove uomini l’Uruguay resiste fino a quando può, ma nell’ultimo quarto d’ora di gara Beckembauer, Seeler ed ancora Haller consegnano alla Germania Occidentale un successo che mette paura a tutti. La gara consacra la mezz’ala bolognese Helmut Haller nella schiera dei grandi campioni di tutti i tempi.

Intanto l’Unione Sovietica prosegue la propria striscia vincente estromettendo l’Ungheria dei giovani talenti Albert e Bene, tradita dal portiere Gelei, come il collega Szentmialy, non certo all’altezza della situazione.

Il quarto di finale meno equilibrato sulla carta si rivela invece quello più ricco di emozioni. La Corea del Nord scende in campo vogliosa di compiere l’impresa. Gli asiatici corrono come pazzi e per mezz’ora il Portogallo non ci capisce nulla. Dopo 24 minuti Eusebio e soci soccombono per 3 a 0. L’asso del Benfica, però, è in forma straordinaria e realizza immediatamente il gol dell’1 a 3. Alla fine del primo tempo, con i coreani in evidente debito d’ossigeno, un rigore riapre definitivamente la gara. Nella ripresa, galvanizzati dalla rimonta, gli iberici pervengono al pareggio ancora una volta grazie ad una magia di Eusebio che due minuti dopo realizza il rigore che porta in vantaggio i suoi. Sul 4 a 3 la Corea non riesce più a reagire e ad 11 minuti dal termine la mezz’ala destra lusitana Augusto mette al sicuro il risultato portando i suoi in semifinale contro l’Inghilterra di Bobby Charlton.

Lascia il mondiale la compagine più simpatica. Già dopo la vittoria sugli azzurri i nord coreani avevano ricevuto inviti da mezza Europa per sostenere gare amichevoli. Ilgoverno locale, però, sospende la tourné sul nascere per far rientrare i calciatori in patria “carichi di gloria”. Sapremo molti anni dopo che il premio spettante a Pak do Ick e soci consisterà in un soggiorno premio presso le salubri località di lavori forzati per essere sottoposti ad un serio programma di rieducazione sociale. Nelle evolute civiltà socialiste le rimonte subite sono colpe gravissime!
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