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LA PREPARAZIONE DEGLI AZZURRI

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Terminato il campionato iniziano le operazioni per preparare al meglio la spedizione azzurra in Cile. Gli eccellenti risultati ottenuti dalle squadre di club nelle coppe europee, unite alle ultime prestazioni della formazione azzurra, inducono tutti all’ottimismo. Nell’intelaiatura di giovani che tanto bene ha fatto alle Olimpiadi di Roma, si inseriscono autentici fuoriclasse come Humberto Maschio, José Altafini ed Omar Sivori, insignito del “Pallone d’Oro” l’anno precedente.

Il clima attorno alla nazionale, però, è idilliaco solo in apparenza: al momento la squadra è diretta da Giovanni Ferrari, campione del mondo nel 1934 e 1938, principale promotore del Centro Tecnico di Coverciano, persona stimatissima sotto il profilo umano ma molto meno sotto quello tecnico-tattico. Per questo gli “alti papaveri” federali ritengono opportuno affiancargli un uomo di campo vero. Si pensa subito ad Helenio Herrera, dimissionario dall’Inter dopo i due scudetti persi, ma l’ispano-argentino preferisce la panchina delle “furie rosse”. A questo punto l’uomo più indicato diventerebbe Nereo Rocco, fresco di scudetto al Milan, società che fornisce alla causa azzurra almeno sei elementi, ma la nomina del triestino susciterebbe troppi malumori. Alla fine ci si rivolge a Paolo Mazza, il factotum della Spal, grande scopritore di talenti, ma uomo abituato ad operare in un ambiente per il quale il raggiungimento della salvezza è l’obbiettivo massimo.

La nuova commissione tecnica così formata decide di portare 26 giocatori nel ritiro di San Pellegrino Terme, decisione destinata a creare non pochi malumori. Racconta anni dopo Cesare Maldini:

– il friulano parlerà di una lunga serie di errori di gestione del gruppo –

La forte mezz’ala romanista nnon è l’unico grande nome escluso, fa sensazione la decisione di non avvalersi nemmeno della classe del giovane Mariolino Corso, attualmente il ragazzo più concreto nel panorama nazionale, dato che da tre stagioni è titolare inammovibile nell’Inter.

Carichi d’entusiasmo, anche per le tre vittorie conquistate in altrettante gare amichevoli, gli azzurri partono per il Cile, mentre in Italia i giornali si lasciano andare a considerazioni socio-economiche riguardanti il Paese ospitante, destinate a lasciare il segno. Questi sono i ventidue che attraversano l’Oceano.

Nome Squad Nato Mor. Pres. Min. Goals Ruolo

Enrico Albertosi (Fiorentina) 02.11.1939 – – – P.

Josè Joao Altafini (Milan) 24.07.1938 2 180 – A

Lorenzo Buffon (Inter) 19.12.1929 2 180 – P.

Giacomo Bulgarelli (Bologna) 24.10.1940 12.02.2009 1 90 2 C

Mario David (Milan) 03.01.1934 1 90 – D

Giorgio Ferrini (Torino) 18.08.1939 08.11.1976 2 180 – C

Francesco Janich (Bologna) 27.03.1937 1 90 – D

Giacomo Losi (Roma) 10.09.1935 2 180 – D

Cesare Maldini (Milan) 05.02.1932 2 180 – D

Humberto Dionisio Maschio (Atalanta) 20.02.1933 1 90 – A

Carlo Mattrel (Palermo) 14.04.1937 1976 1 90 – P

Giampaolo Menichelli (Roma) 29.06.1938 2 180 – A

Bruno Mora (Juventus) 29.03.1937 10.12.1986 2 180 1 A

Ezio Pascutti (Bologna) 01.06.1937 1 90 – A

Luigi Radice (Milan) 15.01.1935 2 180 – D

Gianni Rivera (Milan) 18.08.1943 1 90 – A

Enzo Robotti (Fiorentina) 13.06.1935 3 270 – D

Sandro Salvadore (Milan) 29.11.1939 3 270 – D

Omar Enrique Sivori (Juventus) 02.10.1935 2 180 – A

Angelo Benedicto Sormani (Mantova) 03.07.1939 1 90 – A

Giovanni Trapattoni (Milan) 17.03.1939 – – – D

Paride Tumburus (Bologna) 08.03.1939 1 90 – D

Con questi 22 giocatori, il più vecchio dei quali (Lorenzo Buffon) ha 33 anni, si parte per il Cile. In questa spedizione si fa felice un’intera isola: la Sicilia ha la soddisfazione di veder partire Carlo Mattrel, portiere del Palermo. Passeranno altri 44 anni prima che un calciatore della società rosa-nero parta per una grande manifestazione ufficiale riservata alle squadre nazionali.
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