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CAMPIONATO MONDIALE DI CALCIO 1962: LE SEMIFINALI

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Ora i cileni attendono la supersfida col Brasile bravo ad imporsi in modo perentorio sull’Inghilterra. La partita segna la consacrazione definitiva di Manuel Garrincha tra i grandissimi del calcio. L’ala destra, abile a prendersi sulle spalle la squadra in assenza della stella Pelé, è stato autore di una doppietta e dell’assist che ha permesso a Vavà di riportare in vantaggio i Campioni del mondo in carica. La sua prova non viene certo sminuita dal rigore fallito al 21’ del secondo tempo quando il punteggio era già sul 3 a 1.

L’altra semifinale vedrà affrontarsi la Jugoslavia, capace di estromettere la Germania Occidentale con un gol realizzato negli ultimi minuti e la Cecoslovacchia, uscita vincitrice sull’Ungheria. Ancora una volta il mondiale riserva un epilogo amaro ai magiari sconfitti dopo aver colpito per quattro volte i pali della porta avversaria.

Contrariamente a quanto avviene ai giorni nostri, queste due semifinaliste raggiungono Vina del Mar a bordo di un autobus di linea. Ben più organizzata si dimostra la spedizione brasiliana il cui trasferimento da un campo all’altro crea una carovana formata da tanti pullman a bordo dei quali salgono circa 2000 tifosi uniti a due per i calciatori ed altri 40 destinati ai giornalisti. Per trasferirsi nella capitale cilena , il Brasile cambia sistema, servendosi di un treno speciale. In questo modo i campioni del mondo si sono garantiti un certo sostegno che, in qualche maniera, contrasti quello scatenato che dovrà spingere i padroni di casa. Ben altro clima troveranno Jugoslavia e Cecoslovacchia: a Vina del Mar va in scena lo sciopero del tifo in segno di protesta contro l’organizzazione dei mondiali che ha spostato la gara dei padroni di casa nella capitale.
Santiago del Cile (Estadio Nacional) – mercoledì 13 giugno 1962 – ore 14.30


BRASILE-CILE 4-2

RETI: 9 e 31’ Garrincha, 41’ Toro (Ci), 48’ Váva, 62’ L. Sánchez (Ci) rig., 72’ Váva

BRASILE: Gilmar, D. Santos, Mauro (cap); Zózimo, N. Santos, Zito; Garrincha, Didi, Váva, Amarildo, Zagalo. C.T.: P. Feola.

CILE: Escuti, Eyzaguirre, Contreras; R. Sánchez, Rodriguez, Toro (cap); Rojas, Ramirez, Landa, Tobar, L. Sánchez. C.T.: F. Riera.


TERNA ARBITRALE: Yamasaki (Perù); g.l.: Ventre (Argentina),, Marino (Uruguay).

SPETTATORI: 75.000

Vina del Mar (Estadio Sausalito) – mercoledì 13 giugno 1962 – ore 14.30


CECOSLOVACCHIA-JUGOSLAVIA 3-1

RETI: 49’ Kadraba, 69’ Jerkovic (Ju); 80 e 87 Scherer rig.


CECOSLOVACCHIA: Schrojf, Lalá, Novák (cap); Pluskal, Popluhár, Masopust; Pospichal, Scherer, Kvašnák, Kadraba, Jelinek. C.T.: R. Wytlacil.

JUGOSLAVIA: Šoškic, Durkovic, Jusufi; Radakovic, Markovic, Popovic; Sijakovic, Šekularac, Jerkovic, Galic (cap), Skoblar. C.T.: Comissione tecnica federale.


TERNA ARBITRALE: Dienst (Svizzera); g.l.: Jonni (Italia), Steiner (Austria).

SPETTATORI: 6.000 .

La festa cilena termina alle ore 16.15 di mercoledì 13 giugno. Trascinato da Garrincha il Brasile dà spettacolo e i padroni di casa, che hanno avuto comunque il merito di non darsi mai per vinti accorciando per due volte le distanze sul 2 a 1 e sul 3 a 2, devono lasciare il passo ai più quotati avversari. L’unica macchia nella prestazione degli uomini allenati da Feola è l’espulsione rimediata da Garrincha a sette minuti dal termine. Il giocatore ha reagito ad uno dei numerosi falli da codice penale subiti durante l’incontro. L’asso carioca ha dichiarato:

Ora l’ala rischia di saltare la finale: dopo Pelè i campioni in carica potrebbero perdere un altro pezzo da novanta, ma non per il cartellino rosso ricevuto, ma per gli effetti di una pietra scagliata dagli inviperiti sostenitori di casa, che lo ha colpito al capo, costringendo lo staff medico ad applicargli tre punti di sutura.

Contemporaneamente nel silenzio di Vina del Mar la Cecoslovacchia continua la propria favola estromettendo la Jugoslavia, una delle favorite prima del mondiale. Dopo un primo tempo equilibrato la mezz’ala Cadraba porta in vantaggio i suoi, ma Jerkovic ristabilisce il punteggio. Quando si profilano i supplementari il n. 8 Scherer vive i suoi dieci minuti di gloria realizzando la doppietta che regala alla nazione già di Planika e Negedly la possibilità di conquistare il titolo mondiale.

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