CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LO SBARCO SULLA LUNA

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Nel frattempo, anche il mondiale di Formula UNO prosegue nel racconto delle sue storie! Il 6 luglio si corre il GP di Francia, atteso dagli appassionati italiani, dopo il buon terzo posto ottenuto dalla Ferrari di Chris Hamon in Olanda. A trionfare, invece è la Matra, con Jackye Stewart davanti al compagno Beltoise, mentre per la casa di Maranello si tratta di un’altra corsa dal sapore assai amaro. Il nome del vincitore non cambia nemmeno nella corsa successiva, il Gran Premio di Gran Bretagna del 19 luglio. Stewart

consolida la sua leadership precedendo al traguardo la Brabham di Jacky Icss e la McLaren di Bruces McLaren.

Questa estate, però, ci riserva uno degli avvenimenti storici che hanno caratterizzato l’intero XX secolo. Sono le 16, 17 primi, 43 secondi (le 23,

16 primi e 43 secondi in Italia) di domenica 20 luglio 1969, ora di Houston. Neill Armstrong discende sul suolo lunare e pronuncia la sua storica frase:

Lo segue poi Aldrin mentre Collins li attende in orbita attorno alla

Luna. Hanno volato sulla navicella madre “APOLLO 11” con il vettore missile “Saturno” e si sono posizionati nell’orbita lunare; poi la prima astronave spaziale

“Aquila” con agganciato il modulo lunare “LEM” permette loro di scendere sulla Luna, posarsi dolcemente sul satellite, prelevare dei campioni, indi ripartire
e ricongiungersi alla navicella madre che li riportera’ sulla Terra.

L’Italia intera è inchiodata davanti ai teleschermi assistendo tra l’altro al siparietto tra Tito Stagno, conduttore della trasmissione dagli studi di Roma e Ruggero

Orlando, in collegamento dagli Stati Uniti e cronista ufficiale dell’evento. Uno scherzo del satellite non gli permette di descrivere in diretta la discesa di

Armstrong. La voce di Tito Stagno diventa trionfante col suo

. Qualche secondo dopo rientra in collegamento Orlando il quale dà

la stessa notizia facendo nascere un gustoso alterco col collega in studio.

Ciò che conta, però, è che una nuova frontiera, sebbene alcuni parlino di una clamorosa messa in scena, è stata varcata. Tutte le elucubrazioni dei giovani dell’epoca

circa la possibilità di arrivare sulla Luna hanno trovato una risposta.

Pochissimi sono a conoscenza (la Tv non ha mai detto nulla, e i giornali neppure) compresi coloro che hanno vissuto in diretta quelle ore, che durante tutta la

missione americana c’è stata contemporaneamente in parallelo quella russa, senza equipaggio a bordo, ma del tutto identica, compreso un modulo per l’allunaggio. Le

navicelle, sia americane, sia russe, sono partite insieme viaggiando (alla Nasa temevano perfino uno scontro) a pochissima distanza l’una dall’altra. Poi sulla Luna,

quando vi mettono piede Aldrin e Amstrong, i russi si mettono in orbita intorno al satellite in attesa degli eventi inanellando 40 orbite non molto distanti da quella

di Collins, fin quando la missione americana termina con un successo completo. In caso di fallimento statunitense (tenendo con il cuore in gola tutto il mondo e

facendo venire i sudori in fronte a quelli della Nasa) sarebbero entrati
in azione i russi in quella che sarebbe stata una vera odissea nello spazio con il più spettacolare salvataggio della storia spaziale, con effetti psicologici politici

inimmaginabili. Gli americani rientrano sulla terra e i sovietici, forse per la rabbia, fanno schiantare sulla Luna il Lunik 15.

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