CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

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LA STRAGE DI PIAZZA FONTANA: INIZIA LA STRATEGIA DELLA TENSIONE

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Il giorno successivo alla gara di recupero tra il Milan ed il Bologna, una delle richieste del movimento studentesco trova il suo esito felice: dall’11 dicembre l’accesso all’università è libero! Tutti gli studenti che abbiano conseguito un diploma di maturità potranno frequentare qualsiasi ateneo. E’ veramente una vittoria? Sul piano del principio di uguaglianza certamente si, ma l’università italiana rimarrà un’istituzione con un corpo docente part time e strutture fatiscenti. In molte città del Paesel’offerta formativa risulterà inadeguata costringendo gli studenti a recarsi spesso e volentieri in un’altra provincia sostenendo costi molto elevati non possibili per tutte le tasche. Non sarà più la legge a costituire una discriminante, bensì la condizione economica.

Nello stesso giorno viene approvato lo Statuto dei Lavoratori che tutela i diritti costituzionali deimedesimi, la partecipazione democratica con le assemblee, e punisce chi viola la dignità e la libertà del lavoratore.

Sempre in questo11 dicembre, dopo 5 anni di trattative e con molti appoggi dei vertici della sinistra, il governo dà il via libera all’accordo tra ENI e URSS per la fornitura – tramite un grande metanodotto – pari a 2.000 miliardi di lire di Metano all’anno per l’Italia in cambio di attrezzature industriali per i sovietici. E non dimentichiamo che la Fiat sempre con gli stessi appoggi dei vertici della sinistra sta ultimando il grande complesso industriale
per la fabbrica di automobili a Togliattigrad con una capacita’ di produzione di 2000 vetture giornaliere.

Tutte queste novità, però, passano immediatamente in secondo piano davanti a quanto accade venerdì 12 dicembre 1969, una data destinata ad aprire un’epoca nella storia della repubblica italiana.

Tutti sono pronti a vivere un tranquillo week end pre natalizio, anche alla luce dei provvedimenti appena presi che dovrebbero stemperare le tensioni, compresi coloro che si trovano all’interno della Banca dell’Agricoltura sita in Piazza Fontana a Milano. Poco prima delle 17, però, uno scoppio squassa l’aria. E’ il panico e la tragedia: rimangono a terra 16 morti e 90 feriti. Immediatamente è chiaro che si tratta di un ordigno esplosivo. Da questo momento si apre una nuova epoca: quella degli “anni di piombo”.

Contemporaneamente un’altra valigetta con un’altra carica inesplosa viene ritrovata alla Banca Commerciale di Piazza della Scala, mentre a Roma una bomba scoppia alla Banca Nazionale del lavoro in via Veneto, provocando 16 feriti. Nella capitale ne vengono rinvenute una sull’Altare della Patria e una ancora al Museo del Risorgimento. L’emozione, lo sdegno e l’angoscia attanaglia tutto il Paese. Siamo nell’anarchia o davanti a un progetto
destabilizzante? Lo sapremo in parte solo dopo venti anni.
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