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COPPA INTERCONTINENTALE – FINALE DI RITORNO – Buenos Aires (Estadio La Bombonera), sabato 25 ottobre 1969
ESTUDIANTES – MILAN 2-1

RETI: 30′ Rivera (MI), 43′ Conigliaro, 44′ Aguirre Suarez.

ESTUDIANTES: Poletti, Manera, Malbernat; Aguirre Suarez, Madero, Togneri; Conigliaro (dal 54′ Echecopar), Bilardo, Taverna, Romeo, Veron. ALL.: O. Zubeldia.

MILAN: Cudicini, Anquilletti, Schnellinger; Malatrasi, Rosato (dal 54′ Maldera I), Fogli; Sormani, Lodetti, Combin, Rivera, Prati (dal 37′ Rognoni). ALL.: N. Rocco.

ARBITRO: Massaro (Cile).

SPETTATORI: 45.000.
Fin dal fischio d’inizio i padroni di casa fanno capire quale sarà il tema della gara: salvare le gambe. Racconta Giovanni Lodetti:

Volano botte da orbi, ma tra i 22 c’è un giocatore, accusato dai propri detrattori di essere un pavido, che ha voglia di giocare al calcio. Alla mezz’ora Rivera sguscia in mezzo ai difensori argentini e insacca il vantaggio per il Milan. Ormai il trofeo è in bacheca! La reazione dei padroni di casa è furente: non si picchia più solo con i piedi, ma anche con le mani. Comunque c’è il tempo di registrare un 1 2 in finale di prima frazione di gara col quale l’Estudiantes pensa di riaprire l’incontro.

La ripresa inizia sulla falsa riga del primo tempo, ma la difesa rosso-nera resiste. Meno i nasi e i denti dei calciatori colpiti proditoriamente dai padroni di casa. Il bersaglio principale è naturalmente Nestor Combin. Spetta al portiere Poletti, quello che ha messo fuori causa Prati, l'”onore” di vendicare l’intera nazione argentina: emulando l’idolo del pugilato Carlos Monzon, sferra un cazzotto in pieno viso al buon Nestor che è costretto ad abbandonare il campo con naso e zigomo fratturati.

Alla fine il Milan termina la gara in otto, ma il risultato rimane fissato sul 2 a 1 per l’Estudiantes.

Il post gara è tremendo: Nestor Combin viene prelevato dalla polizia locale: contro di lui viene spiccato un ordine di cattura per una questione di diserzione militare. Lo spogliatoio sembra un ospedale e non c’è voglia di festeggiare quando a Rivera viene consegnata la Coppa. Dopo due ore non ci sono ancora notizie di Combin. La squadra, Rocco in testa, è compatta e solidale col compagno: senza Nestor non si torna in Italia.

Alla fine l’interessamento delle ambasciate italiana e francese riescono a far rilasciare Combin che, col naso rotto, potrà rientrare in Italia col Milan.

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