CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

MANLIO SCOPIGNO

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Brasiliano, giunge in Italia nel 1951 per giocare con la maglia del Napoli. Terminata l’esperienza da calciatore, di cui troviamo poche tracce, intraprende la professione di allenatore. In un’epoca di mister che si esprimono a suon di “mona” o che si divertono a fare gli spacconi facendosi passare per maghi, risalta questo personaggio che porta sul terreno di gioco un diverso modo di concepire il calcio. Per lui la tranquillità psichica dell’atleta costituisce la base sulla quale poter lavorare. Con questa filosofia si mette il luce a Vicenza tanto da piacere alla dirigenza del Bologna alla ricerca di un valido tecnico per sostituire Fulvio Bernardini. In Emilia, però fallisce e viene esonerato dopo sole cinque giornate. L’anno successivo il Cagliari gli dà fiducia. In Sardegna impone immediatamente il suo credo: la squadra lo segue e i risultati arrivano sotto forma di gioco spettacolare.

L’anno successivo non riesce a gestire il rilassamento post scudetto,così la dirigenza è indotta a chiudere con questo tecnico filosofo. Proverà a rilanciarsi sulla panchina della Roma, ma la squadra non lo comprende e la società è costretta a sostituirlo.

Comunque Scopigno rimarrà nella storia per essere stato il regista occulto di una delle più belle favole mai raccontate dal “Dio Pallone”, quella di undici campioni che attraversavano il mare per dare spettacolo.

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