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Le favole del calcio: IL CAGLIARI CAMPIONE

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Nel mondo del calcio le favole non sono mai scritte dal caso, ma sono frutto di acutezza nella scelta dei protagonisti e di sacrificio. Anche quella del Cagliari campione 1969-70 ha seguito queste regole aggiungendo una particolarità: il tifo di un’intera regione che ha visto in questi “eroi” dell’epoca moderna il tramite di un riscatto sociale.




Finora la Sardegna era famosa per i suoi pastori, per il sughero, per le miniere di carbone, ma soprattutto per la sua povertà e per i suoi “briganti.” La regione non è ancora diventata ambita meta turistica e la pubblica opinione non ha ancora scoperto la bellezza del mare che la circonda.
Improvvisamente il territorio isolano si trova sotto i riflettori e questo grazie alle gesta di “undici ragazzi in mutande” capaci di compiere un’impresa non riuscita nemmeno a premi nobel come Grazia Deledda.
Mentre la famosa scrittrice era al culmine della propria celebrità il Cagliari cercava di farsi largo nelle serie inferiori approdando in serie B all’inizio degli anni trenta. Dopo qualche campionato di buon livello, sfiorando anche una promozione, i sardi precipitano di nuovo nell’inferno delle categorie interregionali, fino all’inizio degli anni cinquanta. I sardi tornano in serie B assestandosi per qualche anno in posizioni di centro classifica. Verso la fine del decennio sfiorano un’altra volta la promozione. Questa volta, però l’ambiente ci crede e viene fatto di tutto per assestare la squadra nei quartieri alti della graduatoria.
Nel 1963, in una campagna acquisti di buon livello, dalla Lombardia arriva un ragazzone sconosciuto dal carattere introverso. Il suo nome è Luigi Riva, ma di lui parleremo in separata sede. Ora diciamo solamente che i suoi gol sono fondamentali per la storica promozione del 1964, assieme ad altre due matricole assolute: Foggia e Varese.
Assieme a Riva, sempre nel 1963, dal Verona arriva il mediano

PIER LUIGI CERA

Nasce a Verona il 25 febbraio 1941 ed esordisce in serie A con la maglia della squadra locale poco più che diciassettenne nel campionato 1957-58. Dopo cinque anni d serie B trascorsi nella città di Giulietta sfiorando una promozione nel 1962, si trasferisce i...

L’impatto dei sardi con la serie A è disastroso: alla fine del girone d’andata gli isolani occupano malinconicamente l’ultimo posto della graduatoria e sembrano destinati all’immediata ridiscesa negli inferi. Tuttavia accade qualche cosa di magico: Riva inizia a segnare, Francesco Rizzo, promettente centrocampista e Nen è, brasiliano cresciuto all’ombra di Pelè e acquistato in estate dalla Juventus, prendono in mano la squadra, e il Cagliari corre praticamente a ritmo scudetto guadagnando la salvezza con alcune giornate d’anticipo.
A questo punto la società vuole garantirsi un futuro /nella massima categoria. Blindatigli elementi migliori, i sardi iniziano una progressiva opera di rafforzamento. All’interno della squadra, oltre a Riva, sbocco principale delle azioni dei rosso-blu, si impone la figura del raffinato regista brasiliano

CLAUDIO "NENÈ"

Claudio Olinto Carvalho, questo è il suo nome di battesimo, trascorre l’infanzia nelle favelas di Santos tirando calci ad un pallone, spesso apiedi nudi e sognando, come altri suoi coetanei di entrare a far parte della squadra locale, soprattutto quando in...

Tornando alla genesi di questa favola, una tappa decisiva per l’escalation di Riva e compagni è l’estate del 1968 quando viene ceduto alla Fiorentina il centrocampista Francesco Rizzo acquistando il giovane Mario Brugnera e soprattutto il portiere della nazionale:

ENRICO "RIKY" ALBERTOSI

Nato a La Spezia il 2 novembre 1939, entra a far parte delle giovanili della Fiorentina società con la quale esordisce non ancora ventenne in serie A nel campionato 1958-59. All’ombra del grande Giuliano Sarti il giovanotto impara l’arte del port...

MARIO BRUGNERA

Veneziano classe 1946, sarà l’ultimo degli eroi dello scudetto a lasciare il Cagliari nel 1982 all’età di 36 anni. Inizia la sua attività a grande livello con la maglia della Fiorentina giocando come attaccante e dimostrando una buona propensione realiz...

Con questi innesti il Cagliari lotta fino alla fine per conquistare il campionato 1968-69, ma alla fine trionfa la Fiorentina. Ormai in Sardegna vogliono lo scudetto e fanno di tutto per ottenerlo. C’è un giocatore che non è riuscito a legare con l’ambiente e soprattutto con Gigi Riva: si tratta di Roberto Boninsegna. Il forte attaccante mantovano piace all’Inter, disposta a fare follie pur di averlo. Le due società si accordano: Boninsegna parte per Milano in cambio di Angelo Domenghini e

SERGIO GORI

Attaccante di grandi risorse tecniche, Sergio Gori viene scoperto da Helenio Herrera il quale lo fa esordire in serie A giovanissimo nel campionato 1964-65. Dopo due anni trascorsi tra le riserve, viene mandato a Vicenza in cambio di Luis Vinicio, capo...

Uno degli elementi storici di questa grande squadra si è senz’altro rivelato lo stopper:

COMUNARDO NICCOLAI

Sardo classe 1946, incarna la figura del combattente. Tecnicamente è il meno dotato di quell’undici, tanto che il suo allenatore affermerà che si sarebbe aspettato di tutto dalla vita tranne che di vedere Niccolai vestire la maglia della nazionale. Inv...

Altri uomini determinanti sono stati i difensori Longo e Mancin, l’esperto centrocampista Greatti e il tecnico:

MANLIO SCOPIGNO

Brasiliano, giunge in Italia nel 1951 per giocare con la maglia del Napoli. Terminata l’esperienza da calciatore, di cui troviamo poche tracce, intraprende la professione di allenatore. In un’epoca di mister che si esprimono a suon di “mona" o che...
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