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TORNEO OLIMPICO DI CALCIO 1968: LE PARTITE DEL 15 E DEL 16 OTTOBRE E IL PUGNO ALZATO CONTRO IL RAZZISMO

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L’Olimpiade organizzata ormai costantemente su due settimane costringe i calciatori a ritmi forsennati, con partite previste praticamente ogni due giorni.
Città del Messico (Estadio Azteca) – martedì 15 ottobre 1968

FRANCIA – MESSICO 4-1 (Gir. A, 2a giornata)

RETI: Dit Kanyan, Tamboueon, aut. Medina (FR); Victorino (ME)

FRANCIA: Lempereur, Zix, Verhoeve; Plante, Larque, Hodoul; Horlaville, Dit Kanyan, Hallet, Ribul, Tamboueon.

MESSICO: Vargas, Alejandrez, Medina; Sanabria, Pérez, Regueiro; Pulido, Bustos, Estrada (Muñoz), Pereda, Victorino.

ARBITRO: Hieger (Perù).

Puebla (Estadio Cuauhtemoc) – martedì 15 giugno 1968

GUINEA – COLOMBIA 3-2 (Gir. A, 2a giornata)

RETI: F. Camara 2, Mamadoua Camara (GU); Santa, Mosquera (CO)

GUINEA: Sanconra, Fofana, Conde; Sankon, Soumah, N. Camara; F. Camara, Cherif, Mamadoua Camara, Keita, Sano (Morlaye Camara).

COLOMBIA: Quintana, Hernández, Soto; Muñoz, López, González (Pardo); Arango, Ortíz, Berdugo, Mosquera, Santa.

ARBITRO: Rumentchev (Bulgaria).

Guadalajara (Estadio Jalisco) – martedì 15 ottobre 1968

UNGHERIA – GHANA 2-2 (Gir. C, 2a giornata)

RETI: A. Dunai, Menczel (UN); Sunday, Stevens (GH).


UNGHERIA: Fater, Pancsics, Menczel; Szucs, Keglovich, Fazekas (Rasti); A. Dunai, Nagy, Nosko, Juhasz, Sarkozi (Kocsis).

GHANA: Eshum, Sunday, Osei; Amosa, Stevens, Bortey Naamu; Wilson, Malik, Acquah, Kpakpo, Foley.

ARBITRO: Murayama (Giappone).

Leon (Estadio Leon) – martedì 15 ottobre 1968

ISRAELE – EL SALVADOR 3-1 (Gir. C, 2a giornata)

RETI: Spiegler, Talby, Bar (IS); Fernandez (EL).

ISRAELE: Levin, Bello, Rosen; Swager (Bar), Rosenthal, Talbi; Spiegel, Feygenbaum, Spiegler, Druker, Borba.

EL SALVADOR: Rivas, Castro, Vasquez; Guzman, Villalta, Quintanilla; Lindo, (Azucar), Flores (J.Martinez), Barillas, Mendez, Fernandez.

ARBITRO: Thompson (Nigeria).

Nel terzo giorno di gare si registra il crollo del Messico contro la Francia, mentre la Guinea sconfigge la Colombia, presentandosi all’ultimo incontro del girone col Messico con concrete speranze di passare il turno.

Contemporaneamente il Ghana impone il pareggio alla forte Ungheria, mentre Israele conquista la vetta del Gruppo C battendo la rappresentativa salvadoregna.


Intanto il vento della protesta travolge anche gli adolescenti! Il 16 ottobre passa dalle Università, ai Licei per giungere alle Medie. A Roma viene occupato il Liceo Mamiani per protestare contro la radiazione
dalle scuole di tutta Italia di tre studenti ribelli. Per solidarietà, la contestazione prima si estende nella capitale, poi in tutti gli istituti nazionali.

In questo clima si completa la seconda giornata della prima fase del torneo olimpico di calcio del 1968.
Città del Messico (Estadio Azteca) – mercoledì 16 ottobre 1968

SPAGNA – NIGERIA 3-0 (Gir. B, 2a giornata)

RETI: Ortuño, Grande 2

SPAGNA: Mora, Rubio, Espildora; Ochoa, Sala, Asensi (Crispi); Jaen, Fernandez (Ortega), Garzon, Grande, Ortuno.

NIGERIA: Fregene, Iowe, Ofuokwu; Okpoye, Olumodeji, Opone; Anieke, Lawal, Broderick, Obojememe, Salarni.

ARBITRO: Robles (Guinea).

Puebla (Estadio Cuauhtemoc) – mercoledì 16 ottobre 1968

BRASILE – GIAPPONE 1-1 (Gir. B, 2a giornata

RETI: Ferreti (br); Watanabe (GI)

BRASILE: Getulio, Miguel, Almeida; Dutra, Claudio Deodato, Tiao; Jorge II, China II, Ferreti (Manoel Maria), Moreno, Toninho.

GIAPPONE: Yokoyama, Katayama, Yamaguchi; Kamata, Mori, Ogi; T. Miyamato, Kuwahara (M. Miyamato), Kamamoto, Matsumoto (Watanabe), Sugiyama.

ARBITRO: Lamptey (Ghana)

Guadalajara (Estadio Jalisco) – mercoledìb 16 ottobre 1968

BULGARIA – CECOSLOVACCHIA 2-2 ()Gir. D, 2a giornata

RETI: Jarabinsky, Petras (CE); Georgiev, Jekov (BU)

CECOSLOVACCHIA: Kramerius (Holes), Vecerek, Mukovic; Bouska, Linhart, Petras; Boroc, Findejs (Bartovic), Pajerchin, Kral, Jarabinsky.

BULGARIA: Yordanov, Guerov, Christiakov; Ivkov, Georgiev, Jekev; A. Christov, K. Christov, Guionine, Dimitrov (Donev), Zafirov.

ARBITRO: Aguilar (Messico).

Leon (Estadio Leon) – mercoledìb 16 ottobre 1968


GUATEMALA – TAYLANDIA 4-1 (Gir D, 2a giornata)

RETI: Melgar 2, López, Roldan (GU); Sornbutnark (TA)

GUATEMALA: González, López, de Leon; Ovalle, Villavincencio, Montoya; Roldan, Valdéz, García (Slusher), Melgar, Chacon (Clark).

TAYLANDIA: On-lam, Sangkasuwan, Sangkagowit (Sangdhamkichakul); Pimpawatin, Onyapo, Paholpat; Sornbutnark, Sesawasdi (Chaiyong), Panich, Milpirom, Nukulsompratana.

ARBITRO: Faber (Guinea).

Il pareggio del Brasile col Giappone, così come quello tra Bulgaria e Cecoslovacchia, uniti alla vittoria della Spagna sulla Nigeria e del Guatemala sulla Taylandia, passano letteralmente inosservati davanti a quanto accade allo Stadio Olimpico. Il velocista di colore statunitense Tommie Smith demolisce il record mondiale della specialità, fermando il cronometro su uno strepitoso 19,83. Alle sue spalle giunge l’australiano Peter Norman, a sua volta davanti all’altro statunitense John Carlos. Sul podio avviene il fatto che segnerà per sempre l’edizione 1968 dei giochi d’Olimpia: Smith e Carlos ascoltano l’inno nazionale a capo chino e alzando il pugno guantato di nero, per portare all’attenzione del mondo la piaga del razzismo, ancora forte, soprattutto negli Stati Uniti. Il tutto è partito dal parere favorevole dato da questi alla partecipazione ai giochi del Sud Africa, nazione già estromessa a causa delle discriminazioni razziali perpetrate dal suo regime nei confronti della popolazione nera.

Il gesto dei due atleti è clamoroso e non mancherà di suscitare la realzione, sia delle autorità sportive, sia di quelle americane, ma anche quelle dei manifestanti, pronti ad ergerli a nuovi simboli da esibire in piazza.
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