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LE ALTRE OPERAZIONI DI MERCATO DELL’ESTATE 1968 E IL PASSAGGIO DI HELENIO HERRERA ALLA ROMA

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Perso Anastasi, l’Inter delnuovo presidente Ivanoe Fraizzoli, orfana di Helenio Herrera partito per Roma, acquista dalla Fiorentina il giovane mediano Mario Bertini, già in orbita nazionale, e richiama Sergio Gori e Jair da Costa lasciando partire i difensori Aldo Bet e Sergio Santarini alla volta di Roma e la promessa Renato Cappellini verso Varese scambiato con l’ex attaccante del Bologna Vastola.

La Fiorentina, altra grande delusa dalla stagione precedente, spedisce in Sardegna Enrico Albertosi e Mario Brugnera prelevando dal Cagliari, notevolmente rafforzato, il forte centrocampista Francesco Rizzo. A cento chilometri di distanza, nella rivale Bologna, si lavora alacremente per tornare su buoni livelli: affidata la squadra a Cesarino Cervellati, il nuovo presidente acquista dall’Atalanta il giovane attaccante Giuseppe Savoldi scambiandolo col brasiliano Sergio Clerici. Altro arrivo destinato a far epoca in emilia è quello dell’ex varesino Franco Cresci, ricevuto dal Milan in cambio di Romano Fogli andato a rafforzare la rosa dei campioni d’Italia impegnati in Coppa dei Campioni.

Il Napoli, alle prese con una grave crisi societaria, salutato Bruno Pesaola sostituito in panchina dall’ex viola Giuseppe Chiappella, inserisce in rosa due elementi esperti come Aristide Guarneri ed Harald Nielsen.

Tuttavia l’operazione di mercato più clamorosa non vede al centro un calciatore, bensì riguarda quello che, a torto o a ragione, è ritenuto l’allenatore più forte in circolazione: Helenio Herrera. L’onorevole Franco Evangelisti, presidente dimissionario della Roma, decide di lasciare il segno prima di abbandonare la presidenza giallo-rossa. Tra smentite, soprattutto nei confronti di Oronzo Pugliese sotto contratto con la società capitolina, sussurri e bugie, Evangelisti porta a buon fine l’operazione riuscendo a garantire allo spagnolo un contratto faraonico. Il tecnico, convinto di ripercorrere le tappe che hanno fatto grande l’Inter, non chiede grandi campioni, ma fa ingaggiare giovani vogliosi di emergere e che lui ben conosce. In questa chiave vanno visti gli acquisti del trio interista Bet, Santarini e D’Amato e la rinuncia all’esperto, ma non ancora vecchio, Jair rispedito a Milano.

L’entusiasmo nella capitale è alle stelle: con questo gruppo di giocatori il nuovo tecnico è convinto di poter far bene, vedendo in calciatori come Giuliano Taccola e Fabio Capello elementi adatti per fare il salto di qualità, e quindi trasmette all’ambiente una grande fiducia.
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