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LA RIVOLUZIONE SESSUALE E L’ALT DI PAOLO VI

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Tutto questo mentre la radio diffonde canzoni come Azzurro di Adriano Celentano e “La Bambola” di Patty Pravo e mentre la gente si prepara alle ormai consuete vacanze d’agosto.

Prosegue il mondiale di Formula UNO, con la Ferrari che, il 7 luglio, torna sugli scudi vincendo il Gran Premio di Francia, corso sotto la pioggia, grazie al belga Jacky Icss, primo davanti all’ex John Surtees su Honda e a Jackie Stewart su Matra. Tre settimane dopo, nel GP di Gran Bretagna, la vittoria arride alla Lotus con John Siffert, ma la Ferrari dimostra la propria competitività occupando gli altri due gradini del podio con Chris Hamon e Jacky Icss.

Come detto più volte ormai, il 1968 è anno di grandi sconvolgimenti sociali che riguardano tutti. La protesta sta passando dalle Università alle Fabbriche: dal particolare, l’istruzione, si sta passando al generale: concezione della vita, del lavoro e del modello di sviluppo, messo continuamente in discussione.

Sotto questa luce vanno ricondotte le agitazioni del 27 luglio alla Montedison di Porto Marghera. Le richieste vertono sul salario; abolizione delle gabbie (aree) salariali, emolumenti uguali per tutti.

Il giorno successivo il vento della protesta, partito non si sa da dove, tocca anche Città del Messico in procinto di preparare le prossime Olimpiadi di ottobre, dove le manifestazioni vengono sedate a colpi di bazooka.

’68 anno di stravolgimenti sociali, dicevamo, che coinvolgono anche il costume. In questo clima nel quale si mette tutto in discussione, si fa largo un altro concetto: “rivoluzione sessuale”. Quello che finora è rimasto un tabù, qualche cosa da cui rifuggire, sebbene tutti l’abbiano sempre fatto, diventa argomento di discussione. Il sesso viene inteso anche come momento di puro divertimento per la coppia e per renderlo tale c’è bisogno di un buon metodo contraccettivo. Tuttavia, per la dottrina e per la morale cattolica, tutto questo non è ancora ammesso. Il “Concilio Vaticano II”, concluso tre anni prima, non ha toccato l’argomento e dal Papa si attende una risposta. In quest’ultima domenica di luglio, il 29, Paolo VI rende nota la sua Enciclica Humanae vitae nella quale esprime la ferma volonta’ di mantenere salda l’unita’ della Chiesa come istituzione e tradizione. In merito alla parte maggiormente attesa dal mondo cattolico, l’uso della pillola come metodo anticoncezionale, il pontefice dichiara la sua netta contrarietà. Così titola il giornale La Stampa:

Piaccia o no, Papa Montini ha dato una risposta in conformità con i canoni del “Vangelo”, il libro nel quale è contenuto il verbo, la legge, e se ci si dichiara credenti …!

Tutto questo, comunque, amplia la frattura esistente tra le istituzioni – chiesa e politica in primis – e la popolazione, situazione che emergerà chiaramente il 12 maggio del 1974 quando gli italiani, sorprendendo anche le sinistre, a grande maggioranza voteranno a favore del divorzio.

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