CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

LA CACCIATA DI DON ANTONIO MAZZI E L’OCCUPAZIONE DELL’ISOLOTTO

Intanto prosegue il momento magico della Fiorentina. Nella gara di ritorno contro l’Hansa Rostok del 27 novembre i viola prevalgono per 2 a 1 e, in virtù del maggior numero di reti realizzate in trasferta, accedono agli ottavi di finale. Contemporaneamente Claudio Sala e Antonio Juliano fanno sognare Napoli, rimettendo in piedi il doppio confronto col Leeds United. Nei supplementari la situazione non si sblocca, rendendo necessaria la lotteria del lancio della moneta. Il verdetto risulta sfavorevole agli uomini allenati da Giuseppe Chiappella, costretti ad abbandonare la competizione dopo una serata memorabile.
9a GIORNATA: domenica 1 dicembre 1968

Fiorentina – Verona 1-0

68′ Rizzo

Milan – Cagliari 0-0

Napoli – Juventus 2-1

13′ Anastasi (JU), 15’ e 37′ Montefusco

Palermo – Atalanta 5-1

1′ Ferrari, 8′ Pellizzaro, 44′ Incerti (AT), 78′ e 80′ Pellizzaro, 85′ Ferrari

Pisa – Sampdoria 1-0

87′ Barontini

Roma – Bologna 2-1

33′ Taccola, 43′ Savoldi (BO), 67′ Scaratti

Torino – Inter 2-1

11′ aut. Miniussi, 22′ Facchin, 50′ Corso (IN)

Varese – LR. Vicenza 1-0

58′ Tamborini

CLASSIFICA:

Cagliari 14; Fiorentina e Milan 13; Juventus 11; Palermo 10; Bologna, Inter e Verona 9; LR. Vicenza, Napoli e Roma 8; Torino e

Varese 7; Atalanta, Pisa e Sampdoria 6.

Milan e Cagliari pareggiano il loro scontro diretto e i sardi mantengono il comando della graduatoria. La Fiorentina sconfigge il Verona e aggancia

i rossoneri al secondo posto. Dietro la Juventus perde un infuocato match col Napoli nel quale l’avvenimento maggiore è rappresentato dall’espulsione di Omar Sivori.

L’ex stella bianco-nera dà in escandescenze pagando con una maxi squalifica che di fatto pone fine alla meravigliosa carriera del talento argentino.

Fa sensazione il modo col quale il Palermo strapazza l’Atalanta insediandosi da solo al quinto posto e lasciando gli orobici all’ultimo posto in compagnia di Pisa e

Sampdoria.

Il 1968 è un anno in cui gli avvenimenti si susseguono con un ritmo incalzante e lo spazio lasciato alle frivolezze come una giornata di campionato è davvero poco. Il

2 dicembre la polizia spara ad Avola in Sicilia nel corso di un’agitazione di braccianti che chiedevano la parita’ negli stipendi con il nord (“a uguale lavoro, uguale

stipendio”). Dopo le cariche delle forze dell’ordine per disperdere i manifestanti, sul terreno restano due contadini uccisi. Prima
in Sicilia poi in tutta Italia, si svolgono manifestazioni e uno sciopero generale contro questi interventi delle forze dell’ordine ritenuti troppo repressivi col

risultato di dover assistere ad altri incidenti gravi.

Passano due giorni e si apre un nuovo fronte di contestazione popolare. Il 4 dicembre Don Antonio Mazzi viene rimosso dal proprio incarico di Parroco dell’Isolotto.

L’autorità ecclesiastica intende chiudere in questo modo la vicenda iniziata mesi prima con la solidarietà espressa dal prete veronese nei confronti degli occupanti

del Duomo di Parma. Il cardinale fiorentino Florit, suo diretto superiore, prende la decisione nonostante l’opposizione dei parrocchiani solidali con Don Mazzi,

andando incontro ad un clamoroso fallimento. La chiesa rimarrà completamente vuota, tutti gli abitanti del quartiere diserteranno il tempio organizzando uno sciopero

nelle scuole e sfileranno per le strade del centro di Firenze con grandi cartelli. Ciò che è ancora più clamoroso e’ che novantatre’ preti della diocesi del capoluogo

toscano solidarizzano con Don Mazzi. Mentre sul sagrato della chiesa dell’Isolotto c’e’ un presidio di parrocchiani che impedirà ai rappresentanti della curia di

riprendere possesso della chiesa.

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