CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

IL TRAGICO EPILOGO DELLA VICENDA GIULIANO TACCOLA

La 21a giornata del campionato italiano di calcio 1968-69 va in archivio col largo successo dell’Inter sul terreno della Roma. E’ chiaro che i risultati promessi da Herrera non sono arrivati. Il tecnico ispano-argentino trova come scusante la

perdurante assenza di Giuliano Taccola, il maggiore realizatore tra i capitolini. Herrera ha bisogno dei suoi gol ed intavola un’autentica guerra coi medici sociali

incapaci, a suo dire, di curare il calciatore, affetto da un’infezione per tutti di provenienza incomprensibile, causandogli tra l’altro un profondo stato di

prostrazione psicologica conseguenza della perdurante inattività.

Proprio per risollevargli il morale, questa è la spiegazione di Herrera, decide di convocarlo per la trasferta di Cagliari. Il sabato precedente lo fa partecipare alla

rifinitura, ma il nuovo innalzamento della temperatura corporea indurrà Herrera a spedirlo in tribuna.

Nel frattempo il Milan è volato a Glasgow, da dove, auspice una rete di Pierino Prati, torna con un risultato storico. Rivera e compagni sono la prima squadra

continentale non britannica ad aver violato il terreno del Celtic.

22a GIORNATA: DOMENICA 16 marzo 1969

Bologna – Atalanta 1-0

63′ Savoldi

Cagliari – Roma 0-0

Inter – Pisa 4-0

27′ Mazzola, 39′ Gori, 48′ Vastola, 64′ Mazzola

Juventus – Torino 0-0

LR. Vicenza – Milan 1-1

45′ Rivera, 70′ Reif (LR)

Palermo – Napoli 0-2

A TAVOLINO

Sampdoria – Fiorentina 1-1

49′ Frustalupi (SA), 79′ Ferrante

Verona – Varese 1-1

26′ Bonafè, 44′ Bui (VE)

CLASSIFICA:

Fiorentina 32; Cagliari e Milan 31; Inter e Juventus 26; Torino 24; Napoli, Roma e Verona 22; Bologna 20; Palermo 19; Varese 18;

Atalanta, LR. Vicenza e Pisa 15; Sampdoria 14.

Giornata di pareggi e con pochi gol della quale, agonisticamente, va ricordato solamente il largo successo ottenuto dall’Inter sul Pisa e il

pareggio strappato dalla Fiorentina sul campo della pericolante Sampdoria grazie ad un gol di Ugo Ferrante, che continuerà a farsi crescere la chioma stante la

perdurante imbattibilità dei viola.

Palermo, invece, è teatro di gravi intemperanze dei tifosi che costringono l’arbitro a sospendere la gara e a lasciare lo stadio in elicottero.

Tutto questo, i gol dell’Inter, i capelli di Ferrante, gli incidenti di Palermo vengono immediatamente dimenticati. La sera la domenica sportiva

dà la tragica notizia della morte di Giuliano Taccola nello spogliatoio di Cagliari. Sceso per complimentarsi con i compagni usciti imbattuti dal difficile campo

isolano, il giovane attaccante si sente male, perde i sensi e precipita in coma. I medici romanisti, unitamente a quelli cagliaritani si danno da fare per tentare di

salvare la vita a Taccola, ma tutto è inutile. Su un lettino degli spogliatoi di Cagliari trova la morte un giovane di 26 anni che lascia una moglie e due figlie

piccole.

Nel modo più crudele possibile si svela il male oscuro che stava mettendo out il giocatore: una malformazione cardiaca. Tutti sono sgomenti tranne il tecnico Herrera

che invita i calciatori a sbrigarsi, li aspetta un aereo e poi il ritiro per preparare l’andata dei quarti di finale di Coppa Italia col Brescia. Taccola può

tornarsene a Roma da solo! Questo evidentemente è il pensiero del “mago”, espresso tra l’altro per telefono al presidente Alvaro Marchini che lo invitava a lasciare

liberi i giocatori Cordova, D’Amato e Sirena che hanno deciso di rimanere vicini all’amico defunto.

La morte di Taccola getta comunque un’ombra sul mondo del calcio: dato che a pensar male non è che si sbagli e dato che le motivazioni della tragedia non sono ancora

state chiarite del tutto, i sussurri riguardanti pratiche mediche ai limiti del regolamento (la parola doping è ancora tabù in questo mondo), si fanno sempre più

assordanti.

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