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13 LUGLIO 1967: MUORE TOM SIMSON E LO SPORT CONOSCE IL DOPING

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Mentre impazza il calcio mercato, il 2 luglio si corre il Gran Premio di Francia di Formula 1 che vede il dominio delle Brabham, col proprietario della scuderia che precede il compagno di squadra Denny Hulme. Completa il podio la BRM di Jacky Stewart.

Contemporaneamente, come da tradizione ormai consolidata nei decenni, luglio propone il Tour de France, la corsa ciclistica più famosa del mondo. Il 13 la carovana arriva sulla vetta del Mont Ventoux, in una delle tappe chiave dell’intera manifestazione. È una giornata torrida, di quelle che rendono ancor più infernale questa pietraia pirenaica. Il gruppo inizia ad affrontarla e tra loro c’è pure il britannico Tom Simpson, campione del Mondo nel 1965. Il ragazzo va in crisi, ma, aiutato anche dall’incitamento del pubblico, reagisce e riparte. Qualche minuto dopo il dramma: Simson si ferma,si accascia colpito da un violento e fatale collasso cardiaco.

Non è la prima tragedia avvenuta sulle strade del Tour (e più in generale durante una corsa ciclistica). A destare sgomento è il fatto che non si è trattato di una caduta, ma il ragazzo è morto da solo, in salita. Si scoprirà che, per lenire la fatica e per aumentare le prestazioni, Tom, come molti altri, assume del cortisone, dando corpo ai sospetticircolanti ormai da anni.
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