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IL TRIONFO DEL CELTIC!

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Mentre la Lega prende queste decisioni l’Inter vola in Portogallo per ritornare sul tetto d’Europa. Di fronte ci sono gli scozzesi del Celtic di Glasgow, l’autentica rivelazione del torneo. Si tratta di una compagine che interpreta al meglio i canoni di combattività del calcio britannico, ma a questa caratteristica peculiare dei teams d’oltremanica si aggiunge l’alto tasso tecnico di giocatori come Johnstone, Chalmers, Gemmell e Lennox. Turno dopo turno, il Celtic, agevolato da sorteggi benigni, ha acquisito grande fiducia nei propri mezzi qualificandosi per la finale di Lisbona, dove se la vedrà con l’Inter.

Nonostante le condizioni generali di forma siano in calo, i pronostici della vigilia vedono ancora i nerazzurri ampiamente favoriti, sebbene debbano scontare l’assenza di Suarez.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE – Lisbona (Estadio Da Lus), mercoledì 25 maggio 1967

Celtic – Inter 2-1

RETI: 8’ Mazzola I (IN) rig., 63’ Gemmell, 85’ Chalmers.

CELTIC GLASGOW: Simpson, Craig, Gemmell; Murdoch, McNeill (cap), Clark; Johnstone, Wallace, Chalmers, Auld, Lennox. All.: J. Stein.

INTER: Sarti G., Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi II (cap); Domenghini, Mazzola I, Cappellini, Bicicli, Corso. All.: H. Herrera.

ARBITRO: Tschenscher (Germania Ovest).

SPETTATORI: 54.000.

La convinzione secondo la quale l’Inter vivrà un’altra serata trionfale prende corpo già dopo otto minuti, quando Mazzola trasforma un ineccepibile calcio di rigore per atterramento di Cappellini. Invece, dopo il vantaggio, i nerazzurri, vinti dal caldo torrido della capitale lusitana, cedono di schianto sul piano fisico.

Gli sforzi della stagione cominciano a pesare sul gruppo; le tre partite di semifinale con i bulgari del Cska Sofia, unite alla partita di coppa Italia giocata a 24 ore dalla bella di Bologna, hanno comportato un prosciugamento d’energie che con l’avvento della primavera impone un pesante dazio. Gli avversari ne approfittano, cominciando a macinare il loro gioco. Craig e Gemmel, i due terzini di fascia, si rivelano autentiche spine nel fianco della difesa interista e dai loro cross arrivano le minacce più concrete alla porta di Sarti.
Il meritato pareggio viene costruito proprio dai due terzini: cross di Craig e formidabile siluro di Gemmell che trafigge l’incolpevole portiere interista. I biancoverdi perfezionano poi la grande impresa a cinque minuti dal termine: altro cross di Craig e stavolta è il centravanti Chalmers a mettere la palla in rete, chiudendo di fatto il ciclo della Grande Inter.

La dodicesima edizione della Coppa dei Campioni segna la fine del dominio latino. Dopo undici vittorie consecutive da parte di squadre spagnole, portoghesi e italiane, il calcio britannico iscrive il proprio nome nell’albo della manifestazione. Il merito è del Celtic Glasgow, plurititolato in patria con 21 campionati, ma al debutto in una competizione internazionale. La squadra dei cattolici di Glasgow porta in Coppa Campioni le armi tipiche del gioco britannico: aggressività, furore agonistico, mischie e lunghi lanci o cross dalle fasce a cercare le
torri in area.

JOCK STAIN

L'artefice del successo del Celtic è senza dubbio l'allenatore Jock Stein. Quando nella primavera del 1965 il presidente Robert Kelly gli affida la guida della squadra, le sorti del club cattolico di Glasgow, a digiuno di titoli da 10 stagioni, cambiano ...
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