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SI APRONO LE OLIMPIADI 1964 DI TOKYO

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È ancora notte in Italia quando , il 10 ottobre, si tiene la cerimonia d’inaugurazione della XVIII Olimpiade dell’era moderna. Per la prima volta nella storia, l’evento si svolge in Asia, precisamente a Tokyio, Capitale di una nazione che, dalla fine della II Guerra Mondiale, sta vivendo un periodo di sviluppo formidabile. Il Giappone si sta imponendo come la culla della tecnologia al servizio della vita civile e ciò si vede anche dalle strutture approntate per l’evento. Tutto è organizzato con una precisione quasi maniacale. Anche i numeri sono da record: oltre cinquemila atleti, più di mille giornalisti e seicento fotografi e la completa copertura televisiva nell’intero emisfero settentrionale, possibile grazie al satellite, sono le caratteristiche di questa edizione dei giochi: sempre meno decubertiani e sempre più business.

Il giorno successivo prende il via il torneo olimpico di calcio, al quale avrebbe dovuto partecipare anche una rappresentativa azzurra. A causa della posizione del CIO riguardante la composizione della rosa, la Federcalcio ha deciso di abbandonare la competizione. Saranno 14 le formazioni al via, anche a causa del forfait della Corea del Nord. La Germania, invece, partecipando con una rappresentativa comprensiva delle due nazioni sorte dopo il termine della II Guerra Mondiale (a riprova che si tratta di una divisione imposta e non sentita dai tedeschi), partecipa al torneo Olimpico con la nazionale dell’Est, la quale rientra nei canoni voluti dal CIO. Scopriremo in futuro quanto poco dilettanti siano gli atleti dell’Europa orientale, spesso autentici laboratori umani!
Yokohama (Mitsuzawa Stadium) – domenica 11 ottobre 1964

GERMANIA – IRAN 4-0 (GIR. A, 1a giornata)


RETI: Bauchspiess, Vogel 2, Frenzel

GERMANIA: Heinsch, Urbanczyk, Geisler; Pankau, Walter, Korner; Engelhardt, Bauchspiess – Frenzel, Frassdorf, Vogel.

IRAN: Asli, Amir-Asefi, Habibi; Arab, Gelichkhani, Latifi; Miraz – Saedi, Jamali, Kalebi, Khodaparest.

ARBITRO: Gouveia (Brasile)

SPETTATORI: 15.000.

Tokio (Omiya Stadium) – domenica 11 ottobre 1964

ROMANIA – MESSICO 3-1 (GIR. A, 1a giornata)

RETI: Creinideanu, Pircalab, Ionescu; Fragoso (ME)

ROMANIA: datcu, Greavu, Nunweiler; Coe, Halmageanu, Petru; Koszka, Ionescu, Pircalab, Constantin, Creiniceanu.

MESSICO: Calderon, González, Loza; Hernández, Galván, Ruvalcaba; Arellano, Morales, Fragoso, Cisneros, Chávez.

ARBITRO: Yokoyama (Giappone).

Tokio (National Stadium) – domenica 11 ottobre 1964

UNGHERIA – MAROCCO 6-0 (GIR. B, 1a giornata)

RETI: Bene (6)

6)
UNGHERIA: Gelei, Novak, Ihasz; Palotai, Orban, Szepesi; Komora, Varga, Farkas, Bene, Katona.

MAROCCO: Kassou, El Mansouri, Fah Im; Nijam, Bensiffedine, Mokhtatif; Bamous, Lamari – Mohammed, Morchid, Benayan.

ARBITRO: Duk Chun Kim (Corea del Sud).<&/div>

È una notte ricca di gol, soprattutto per Ferenc Bene, autore di tutte e sei le reti con cui l’Ungheria sconfigge il Marocco nella propria gara d’esordio. I magiari sono una delle grandi favorite per la conquista della medaglia d’oro, trattandosi praticamente della stessa formazione giunta terza agli ultimi Campionati Europei. Suscita grande impressione anche la selezione tedesca, mentre la Romania regola il Messico per 3 a 1.
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