CENT'ANNI DI STORIA D'ITALIA RACCONTATI DAL CALCIO

L’INTER VERSO LA RICONFERMA SUL TRONO D’EUROPA

La grande impresa compiuta dall’Inter a spese del Liverpool, ha l’effetto di attrarre ancor più attenzione attorno al mondo del calcio, soprattutto alla luce di un campionato sempre più combattuto ed incerto, quando siamo alle battute finali.
31a GIORNATA: domenica 16 maggio 1965

Atalanta – Mantova 2-1

39′ Petroni, 57′ Ciccolo (MA), 62′ Landoni

Cagliari – Torino 0-1

21′ Simoni

Catania – Sampdoria 1-0

21′ Rozzoni

Genoa – L.R. Vicenza 3-1

47′ Koelbl, 65′ Gilardoni, 72′ Zigoni, 83′ Campana (LR)

Juventus – Inter 0-2

9′ Suarez, 83′ Gori

Lazio – Foggia 2-1

15′ Gasperi, 37′ Renna rig., 88′ Micelli (FO)

Messina – Fiorentina 0-3

67′ Nuti, 83′ Hamrin, 88′ Nuti

Milan – Roma 0-2

39′ Manfredini rig., 75′ Francesconi

Varese – Bologna 0-0

CLASSIFICA:

Inter 49; Milan 48; Torino 39; Juventus 38; Fiorentina 37; Bologna 34; Catania 30; Varese 29; Atalanta, Cagliari e Foggia 28; L.R. Vicenza e Roma 27; Sampdoria 26; Genoa e Lazio 25; Mantova e Messina 19.
Nell’arco di un centinaio di chilometri o poco più, esattamente sull’asse Milano-Torino si decide parte dello scudetto. L’Inter mette subito le cose in chiaro passando in vantaggio dopo 9 minuti sul campo della Juventus, dimostrando di non risentire delle fatiche di coppa. Il Milan intanto è sceso in campo contratto, non riesce a sviluppare il suo gioco contro una Roma bisognosa di punti per non finire impelagata nella lotta per non retrocedere. I giallo-rossi disputano una partita accorta e a sei minuti dal termine della prima frazione, passano con Pedro Manfredini, il quale riscatta la sua stagione opaca realizzando il rigore che getta i padroni di casa nello sconforto. Nella ripresa il giovane Sergio Gori raddoppia per l’Inter, mentre il terzino Francesconi affossa le speranze del Milan di rimettere in piedi il risultato. Il sorpasso, ritenuto evento clamoroso solo tre mesi prima, è cosa fatta!

Intanto il campionato emette i suoi primi verdetti inappellabili: con le sconfitte rimediate in questa giornata, Mantova e Messina salutano momentaneamente la massima divisione.

In settimana la Juventus si reca a Madrid, in casa dell’Atletico, per disputare la semifinale di una coppa da anni terreno di conquista per i clubs iberici. La tradizione sembra non cambiare, alla luce del 3 a 1 in favore dei “colcioneros,” confezionato da una tripletta della punta Luis.

Contemporaneamente a Wembley, davanti a centomila persone, si assegna il primo trofeo stagionale: a contendersi la Coppa delle Coppe 1964-65 sono chiamate il West Ham e il Monaco 1860, giustiziere del Torino.
COPPA DELLE COPPE – FINALE – Londra (Wembley Empire Stadium) – mercoledì 19 maggio 1965
WEST HAM – MONACO 1860 2-0

RETI: 70′ e 72′ Sealey

WEST HAM: Standen, Kirkup, Burkett; Moore, Peters, Brown; Sealey, Boyce, Hurst, Dear, Sissons.

MONACO 1860: Radenkovic, Wagner, Kohlars; Reich, Bena, Luttrop; Heiss, Kuppers, Brunnenmeier, Grosser, Rebele.

SPETTATORI: 100.000.
Per oltre un’ora le due squadre si equivalgono, fino al momento in cui l’ala Sealey rompe l’equilibrio e, approfittando del naturale sbandamento degli avversari, assesta il colpo che porta in Inghilterra la Coppa delle Coppe.
32a GIORNATA: domenica 23 maggio 1965

Atalanta – Inter 1-3

32′ Facchetti, 34′ Domenghini, 60′ Nova (AT), 81′ Mazzola

Cagliari – Genoa 2-1

12′ Koelbl (GE), 34′ Riva, 58′ Rizzo rig.

Fiorentina – Catania 5-0

56′ Morrone, 59′ Hamrin, 75′ Orlando, 88′ Bertini, 90′ Orlando

Foggia – Juventus 1-0

72′ Maioli

Mantova – Lazio 1-3

5′ Renna rig., 46′ e 69′ D’Amato, 77′ Jonsson (MA)

Milan – Varese 1-0

46′ Ferrario

Roma – L.R. Vicenza 0-0

Sampdoria – Messina 0-0

Torino – Bologna 5-0

11′ Hitchens, 34′ e 71′ Simoni, 73′ Hitchens, 75′ Meroni

CLASSIFICA:

Inter 51; Milan 50; Torino 41; Fiorentina 39; Juventus 38; Bologna 34; Cagliari, Catania e Foggia 30; Varese 29; Atalanta, L.R. Vicenza e Roma 28; Lazio e Sampdoria 27; Genoa 25; Messina 20; Mantova 19.
Botta e risposta tra Inter e Milan e il campionato rimane più aperto che mai! A differenza dei nero azzurri, però, i rossoneri denotano maggiori difficoltà battendo a fatica un Varese ormai salvo e con poche motivazioni.

Intanto il Cagliari di Gigi Riva e il Foggia di Cosimo Nocera, cannonieri entrambi decisivi, festeggiano la salvezza con due giornate d’anticipo. L’eroe di giornata dei pugliesi è Giorgio Maioli, mezzala dotata di un grande sinistro, a cui probabilmente ha fatto difetto solamente la continuità, il quale si toglie la soddisfazione di realizzare la rete con cui i rosso-neri sconfiggono la Juventus.

Ora San Siro è pronto a diventare la Scala del Calcio. Il mercoledì successivo si gioca la finale di Coppa dei Campioni tra l’Inter e il Benfica. Quasi fungesse da buon auspicio, il giorno precedente arriva il successo per 3 a 1 della Juventus nella semifinale di ritorno di Coppa delle Fiere contro l’Atletico Madrid, risultato che costringe le due squadre a giocarsi l’accesso alla finale con una bella che si preannuncia quanto mai spettacolare.

I nero azzurri, intanto, vogliono riconfermarsi sul trono d’Europa, mentre i lusitani mirano a riprendersi lo scettro tolto loro due anni prima dall’altra milanese.
COPPA DEI CAMPIONI – FINALE – Milano (Stadio comunale San Siro), giovedì 27 maggio 1965
INTER – BENFICA 1-0

RETI: 42’ Jair

INTER: Sarti G., Burgnich, Facchetti; Bedin, Guarneri, Picchi II; Jair, Mazzola S., Peirò, Suarez, Corso. ALL.: Helenio Herrera.

BENFICA: Costa Pereira, Cavem, Cruz; Neto, Germano, Raul; José Augusto, Coluna, Torres, Eusebio, Simoes. ALL.: Elek Schwartz.
Lo stadio è gremito oltre la capienza attuale e il ricordo dell’impresa di due settimane prima crea entusiasmo. Gli ultimi risultati dicono che l’Inter è una macchina da gol inarrestabile. Tuttavia l’incontro col Benfica si rivela più ostico del previsto: i portoghesi attuano la medesima tattica che ha fatto delle italiane le compagini più temute all’estero e l’Inter non riesce a passare, anzi spesso è costretta a subire il contropiede lusitano che ha nel velocissimo Eusebio la sua arma principale.

L’Inter, però, dispone almeno di quattro fuoriclasse in grado di cambiare volto alle partite in qualsiasi momento e questa volta tocca al brasiliano Jair Da Costa diventare l’uomo del match regalando ai suoi la seconda Coppa dei Campioni consecutiva.

Con questa vittoria l’Inter di Angelo Moratti ed Helenio Herrera entra di diritto nel novero delle grandissime squadre di ogni epoca. La maggior parte degli sportivi italiani, tifosi interisti e non, si è riconosciuta in questo undici che per prestigio probabilmente è secondo solamente a quello del grande Torino.
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